“Ogni iniziativa giudiziaria è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”, dicono in una nota congiunta il presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila e il procuratore della Procura minorile
Mentre gli avvocati della famiglia Trevallion hanno chiesto la sospensione dell’ordinanza che ha allontanato la madre Catherine Birmingham dalla casa famiglia in cui i tre bambini sono stati trasferiti a novembre per decisione del Tribunale dei minori dell’Aquila, sarebbe stata rinforzata la protezione a Cecilia Angrisano, presidente del Tribunale dei minori, dopo le tante minacce ricevute sui social (in questi giorni ma anche nei mesi scorsi) proprio in relazione al caso della “famiglia nel bosco”. Per fare chiarezza, dopo il tanto clamore e le tante polemiche di questi ultimi giorni (esplose venerdì con la decisione di allontanare la madre dai bambini), nella serata di ieri il Tribunale per i minorenni dell’Aquila il Tribunale e la Procura minorile hanno deciso di intervenire con una nota, stigmatizzando i commenti che sono stati fatti anche “con toni aggressivi e non continenti“. Al primo punto, i magistrati hanno voluto sottolineare che “ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale”.
“NON CI SONO POSIZIONI IDEOLOGICHE CONTRO I GENITORI”
“Ogni procedimento minorile- prosegue la nota firmata dal procuratore capo David Mancini e dal presidente del Tribunale Cecilia Angrisano – prevede tempi di valutazione e accertamento volti ad individuare e realizzare il superiore interesse dei minori coinvolti, per la cui determinazione ci si avvale anche del contributo delle scienze specialistiche di riferimento e dei servizi pubblici dedicati alla tutela dei minori. Le sofferte e delicate decisioni in materia e particolarmente quelle incidenti sull’allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori, ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore, soggetto di diritti”.
“PUNTIAMO ALLA CORRETTA CRESCITA DEI BAMBINI, COINVOLGIAMO CHI COLLABORA”
Secondo i due magistrati, “l’assicurazione della corretta crescita del minore e della serena evoluzione della sua personalità è il principio guida dell’azione giudiziaria degli uffici minorili che viene condotta con attenzione, sensibile partecipazione e coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongano in posizione collaborativa”. Questa poi la conclusione: “Si auspica, perciò, che la collettività comprenda quanto il rispetto delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le istituzioni chiamate ad operare sia fondamentale per la miglior gestione di queste sofferte vicende umane per le quali è istituzionalmente all’autorità giudiziaria minorile il compito di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

