Novo Nordisk ha annunciato una partnership con la biotech di Boston Vivtex per sviluppare nuove pillole per la perdita di peso
Dopo i risultati inferiori alle aspettative del candidato di nuova generazione CagriSema nel confronto diretto con Zepbound di Eli Lilly, Novo Nordisk rilancia sull’obesità scegliendo con decisione la via orale.
Il gruppo danese ha annunciato una partnership con la biotech di Boston Vivtex per sviluppare nuove pillole per la perdita di peso, in un accordo che può raggiungere un valore complessivo fino a 2,1 miliardi di dollari, tra finanziamenti alla ricerca e milestone. Vivtex avrà inoltre diritto a royalty progressive sulle vendite.
La strategia cambia rotta
L’intesa arriva a pochi giorni dalla comunicazione dei risultati dello studio head-to-head tra CagriSema e Zepbound. Nel trial di Fase avanzata, CagriSema ha mostrato una riduzione media del peso corporeo del 23% a 84 settimane, contro il 25,5% ottenuto con Zepbound.
Un risultato solido ma non sufficiente a superare il competitor americano, in un mercato dove differenze anche marginali possono tradursi in vantaggi competitivi rilevanti.
La risposta di Novo non è un arretramento, ma un cambio di traiettoria: investire nella somministrazione orale di terapie biologiche, tradizionalmente limitate alla via iniettiva.
La tecnologia GI-ORIS: biologici in pillola
Grazie all’accordo, Novo Nordisk avrà accesso alla piattaforma proprietaria di Vivtex e alle sue tecnologie di drug delivery, in particolare al sistema GI-ORIS, descritto come un vero e proprio “GI tract on a chip”.
Si tratta di una piattaforma di screening ad alta processività che riproduce in laboratorio le principali condizioni fisiologiche del tratto gastrointestinale umano — pH variabile, enzimi digestivi, barriera mucosale e dinamiche di assorbimento — consentendo di valutare in modo predittivo la stabilità e la permeabilità di molecole complesse.
Il limite storico della somministrazione orale dei biologici, infatti, è rappresentato da tre grandi ostacoli:
• degradazione enzimatica nel tratto gastrointestinale;
• scarsa permeabilità attraverso l’epitelio intestinale;
• variabilità dell’assorbimento sistemico.
La piattaforma GI-ORIS permette di testare rapidamente diverse formulazioni, eccipienti e strategie di veicolazione, selezionando quelle in grado di proteggere il principio attivo e favorirne il passaggio attraverso la barriera intestinale. In altre parole, non si limita a “incapsulare” la molecola, ma lavora sull’ottimizzazione integrata di stabilità, rilascio e biodisponibilità.
Per un’azienda come Novo, storicamente focalizzata su peptidi e proteine somministrati per via iniettiva, questa tecnologia rappresenta un potenziale cambio di paradigma. Se applicata con successo agli agonisti recettoriali utilizzati nell’obesità e nel diabete, potrebbe:
• ampliare il numero di candidati convertibili in formulazioni orali;
• migliorare la prevedibilità dello sviluppo clinico;
• ridurre tempi e costi di selezione delle formulazioni;
• aumentare la competitività nel segmento delle terapie anti-obesità per via orale.
In un mercato dove l’efficacia clinica è ormai molto elevata e la differenziazione si gioca anche su praticità e accettabilità per il paziente, la capacità di trasformare biologici in pillole efficaci e riproducibili su larga scala potrebbe diventare uno dei principali driver strategici dei prossimi anni.
Vivtex si occuperà delle fasi iniziali di ricerca e formulazione; successivamente Novo potrà selezionare i programmi più promettenti, assumendosi sviluppo clinico, regolatorio, produzione e commercializzazione.
Si tratta di una mossa strategica in vista della crescente competizione nel segmento delle terapie anti-obesità orali.
La sfida orale dei farmaci antiobesità
Novo aveva già ottenuto un vantaggio competitivo lo scorso anno con l’approvazione Fda ottenuta a fine dicembre della formulazione orale di Wegovy, che nelle prime tre settimane di disponibilità ha raggiunto circa 50mila pazienti.
Tuttavia, la storia recente dimostra che il first-mover advantage non garantisce la leadership di mercato. Ozempic, approvato nel 2017, aveva inaugurato l’era dei GLP-1; ma la successiva introduzione di Mounjaro nel 2022 ha progressivamente spostato gli equilibri, grazie a dati di efficacia superiori sul peso e sul controllo glicemico.
Attualmente la franchise tirzepatide di Lilly ha superato per performance commerciale la famiglia semaglutide di Novo, aumentando la pressione competitiva. Il Lancio della nuova formulazione di semaglutide da 7,2 mg caratterizzata da elevata efficacia, nelle aspettative di Novo potrebbe aiutare a ribilanciare il rapporto.
Una pipeline sempre più ampia
Nonostante la sconfitta su Metsera nella gara con Pfizer, Novo continua a muoversi con decisione sul fronte M&A e licensing. Nel marzo 2025 aveva già siglato un accordo con United Laboratories per un triplo agonista GLP-1/GIP/glucagone, che in un’analisi preliminare ha mostrato quasi il 20% di perdita di peso a 24 settimane.
L’intesa con Vivtex amplia ora la strategia verso una piattaforma tecnologica potenzialmente trasversale, applicabile non solo all’obesità ma anche ad altre indicazioni metaboliche e immunologiche.
Oltre l’iniezione: la nuova frontiera
La vera posta in gioco è trasformare terapie biologiche altamente efficaci in trattamenti più accessibili e accettabili per i pazienti, riducendo la barriera psicologica e pratica dell’iniezione.
In un mercato globale dell’obesità che vale decine di miliardi e continua a crescere, la competizione non si gioca più solo sull’efficacia clinica, ma anche su modalità di somministrazione, aderenza e differenziazione tecnologica.
Con l’accordo da 2,1 miliardi di dollari, Novo Nordisk dimostra di voler restare protagonista, anche dopo un inciampo clinico. La partita contro Lilly è tutt’altro che chiusa — e la via orale potrebbe essere il prossimo terreno di scontro.

