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Guerra in Medio Oriente: Iran attacca il Kurdistan, Israele ha ripreso a bombardare il Libano. Russia: “Nessuna richiesta d’aiuto”

Teheran ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro Israele e attaccato il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno

Raid di Israele in Iran e Libano

All’alba del sesto giorno di guerra Teheran ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro Israele. Diverse esplosioni sono state segnalate nell’area di Gerusalemme. La risposta israeliana è arrivata quasi in parallelo: l’esercito ha ripreso a bombardare con intensità Dahieh, il quartiere meridionale di Beirut dove è radicata la presenza di Hezbollah. Poco dopo, le forze armate israeliane hanno annunciato l’avvio di una nuova fase di attacchi diretti contro l’Iran. Secondo quanto comunicato dai militari, l’aviazione sta colpendo strutture collegate al regime nella capitale Teheran e in varie zone della città. E’ la routine di questi giorni che va ormai assestandosi.

L’Iran intanto ha dichiarato di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde, nel Kurdistan iracheno. È stata per ora smentita la notizia di un’azione via terra dei curdi-iraniani. Nechirvan Barzani, presidente della regione, ha dichiarato che la zona “non deve essere coinvolta in alcun conflitto”.

Così come l’Iran ha smentito di aver lanciato il missile – abbattuto – verso la Turchia. “Le Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran rispettano la sovranità del Paese vicino e amico, la Turchia, e negano qualsiasi lancio di missili verso il territorio di tale Paese”, si legge in una nota.

Un drone iraniano ha colpito l’aeroporto azero di Nakhchivan, un’enclave al confine con l’Iran. È la prima volta che uno Stato del Caucaso viene preso di mira dall’Iran dall’inizio della guerra .

L’Iran ha affermato di aver colpito una petroliera statunitense nel Golfo Persico settentrionale e che la nave era in fiamme. Non c’è stata alcuna conferma immediata dell’incidente o commento da parte degli Stati Uniti. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniano ha affermato di mantenere il pieno controllo dello Stretto di Hormuz e di averlo di fatto chiuso alle esportazioni di petrolio e gas.

LA POSIZIONE DELLA RUSSIA

Il Cremlino ha dichiarato che l’Iran non ha chiesto assistenza militare alla Russia. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov dice che “non ci sono state richieste da parte iraniana. La nostra posizione coerente è ben nota e non ci sono stati cambiamenti”. C’è un trattato di “partenariato strategico” firmato da Mosca con Teheran nel gennaio 2025 che non prevede assistenza militare, dicono.

Nel frattempo anche l’Arabia Saudita è tornata a essere coinvolta indirettamente nel conflitto. Riad ha dichiarato di aver intercettato e distrutto diversi missili da crociera e droni. Tre erano diretti verso la regione centrale di Al-Kharj, mentre un quarto drone è stato abbattuto a est della regione di Al-Jawf, vicino al confine con la Giordania. Dall’inizio della guerra, lo scorso fine settimana, l’Iran ha più volte preso di mira il territorio saudita con droni e missili. Martedì anche l’ambasciata statunitense a Riyad aveva riportato danni a causa di un attacco con droni.

PIENI POTERI DI GUERRA A TRUMP

Intanto nella tarda serata italiana il Senato americano ha respinto una risoluzione presentata dai Democratici che avrebbe obbligato Trump a interrompere le operazioni militari e a consultare il Congresso, come prescriverebbe la legge. 47 senatori hanno votato a favore, 53 si sono espressi contro. Solo due eccezioni negli schieramenti di partito: il senatore Dem John Fetterman ha votato con i Repubblicani contro la misura; il repubblicano Rand Paul si è schierato invece con i Democratici votando a favore. Pari e patta, la guerra continua.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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