Continuano i raid di Usa e Israele sull’Iran. Trump: “I nuovi leader vogliono parlare, io ho accettato”. Il presidente lo ha detto intervistato da The Atlantic
“Vogliono parlare, e io ho accettato, quindi parlerò con loro“. Donald Trump fa sapere che la nuova leadership iraniana è pronta a riaprire un dialogo con gli Usa, coinvolto nell’attacco congiunto con Israele nel Paese. Lo ha detto in un’intervista a The Atlantic. “Avrebbero dovuto farlo prima. Avrebbero dovuto darmi prima ciò che era molto pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo a lungo”, ha aggiunto il presidente. Oggi Trump è soddisfatto per come sono andate le cose: “La gente voleva farlo da 47 anni. Hanno ucciso persone per 47 anni, e ora la situazione si è ribaltata“.
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Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha detto al suo omologo omanita, Badr bin Hamad Al Busaidi, che Teheran è aperta a qualsiasi “seri sforzi di de-escalation”. Lo riferisce Al Jazeera.
La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, su X, ha fatto sapere che “Oggi il presidente Trump ha parlato con i leader di Israele, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti”. Il presidente “è stato informato anche sulla sparatoria di Austin, in Texas” avvenuta la scorsa notte davanti una birreria. Il bilancio è di tre morti e 14 feriti. L’Fbi indaga per un possibile collegamento con il terrorismo.
Trump già oggi – in un’altra intervista a Fox News – ha usato toni trionfalistici: “Tutto sta andando molto bene e il successo che stiamo ottenendo è incredibile”. E ha aggiunto che “48 comandanti iraniani sono stati uccisi in un colpo solo”. Il presidente si è detto non preoccupato per l’impatto degli attacchi “sui prezzi del petrolio”. Centinaia di navi rimangono ferme a Hormuz.
“DISTRUTTE E AFFONDATE 9 NAVI MILITARI IRANIANE”
Su Truth, poi ha commentato i nuovi sviluppi dell’operazione iraniana: “Sono appena stato informato che abbiamo distrutto e affondato 9 navi militari iraniane, alcune delle quali relativamente grandi e importanti. Stiamo inseguendo le altre: presto finiranno anche loro sul fondo del mare! In un altro attacco, abbiamo distrutto in gran parte il loro quartier generale navale. A parte questo, la loro Marina se la cava molto bene!”.
CONTINUANO GLI ATTACCHI. IDF: COLPITI CENTRI DI COMANDO A TEHERAN
Continuano gli attacchi su Teheran con numerose e forti esplosioni che si sono verificate nel centro della città. Sarebbero rimaste colpite anche parti della sede della radio e televisione nazionale iraniana. In Kuwait sono stati uccisi tre militari americani e altri cinque sono rimasti feriti in modo grave. Lo riferisce Nbc News. Le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato di aver preso di mira oggi “decine” di centri di comando a Teheran appartenenti al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica. Tra questi i quartieri generali dell’intelligence, i centri di comando e quartieri generali della sicurezza interna.
“Gli attacchi erano diretti ai centri di comando in cui l’intelligence delle IDF aveva individuato la presenza operativa attiva di personale del regime iraniano responsabile della gestione delle operazioni di combattimento e della pianificazione di campagne terroristiche contro lo Stato di Israele e i paesi della regione”, ha affermato l’IDF. I media iraniani riferiscono che gli attacchi hanno colpito anche un ospedale a Teheran.
NETANYAHU: “CAMPAGNA SI INTENSIFICHERÀ ULTERIORMENTE NEI PROSSIMI GIORNI”
In un video pubblicato su X, Netanyahu ha dato un aggiornamento sulla situazione: “Ho appena terminato un incontro con il Ministro della Difesa, il Capo di Stato Maggiore e il capo del Mossad. Ho dato istruzioni per il proseguimento della campagna- ha fatto sapere-. Ieri abbiamo eliminato il dittatore Khamenei. Insieme a lui, abbiamo eliminato decine di figure di spicco del regime oppressivo. Le nostre forze stanno avanzando nel cuore di Teheran con intensità crescente e questa tendenza non potrà che intensificarsi ulteriormente nei prossimi giorni”.
Il primo ministro, poi, ha sottolineato: “Tuttavia, questi sono giorni dolorosi. Ieri qui, a Tel Aviv, e ora a Beit Shemesh, abbiamo perso persone care. Il mio cuore è rivolto alle famiglie e, a nome di tutti voi, cittadini di Israele, invio i miei auguri di guarigione ai feriti. Stiamo portando avanti una campagna in cui, come mai prima d’ora, stiamo mettendo a disposizione tutta la potenza delle IDF per garantire la nostra esistenza e il nostro futuro. Ma stiamo anche portando a questa campagna l’assistenza degli Stati Uniti, del mio amico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dell’esercito americano. Questa combinazione di forze ci consente di fare ciò che spero di fare da 40 anni: colpire il regime terrorista in pieno petto. L’ho promesso e lo faremo”.
ERDOGAN: “ADDOLORATO PER LA MORTE DI KHAMENEI”. OGGI TELEFONATA CON VON DER LEYEN
Il presidente della Turchia, Erdogan, si è invece detto “addolorato per la morte della Guida suprema del nostro vicino Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, avvenuta a seguito degli attacchi di ieri. Prego Dio Onnipotente di avere misericordia di Sua Eminenza Khamenei e porgo le mie condoglianze al fraterno popolo iraniano; estendo le mie condoglianze a nome del mio Paese e della mia nazione. Come Turchia, continueremo con determinazione i nostri sforzi per garantire che il popolo iraniano, insieme a tutti i nostri amici e fratelli nella regione, riacquisti la pace e la stabilità che merita, che il conflitto nella nostra regione finisca e che la diplomazia riprenda il suo corso”.
Erdogan ha parlato telefonicamente con Ursula Von Der Leyen. È la stessa presidente della Commissione Europea a riferirlo su X. “Bella telefonata con Erdogan stasera- ha scritto-. L’instabilità nella regione ha un impatto profondo su entrambi, pertanto è essenziale uno stretto coordinamento. Oggi siamo stati in contatto con i principali partner regionali per valutare la situazione e discutere le misure per ridurre l’escalation. Accolgo con favore la disponibilità della Turchia a mediare e sostenere una risoluzione attraverso mezzi pacifici. Siamo concordi sul fatto che la diplomazia sia l’unica via percorribile. Apprezzo anche gli sforzi del Presidente per prepararsi ad affrontare il potenziale impatto di questa crisi sulla migrazione. Collaboriamo già a stretto contatto sulla Siria. La stabilità regionale e globale è in gioco: ne siamo ben consapevoli”.
GIALLO SULLA SORTE DI AHMADINEJAD
Secondo quanto riportano i media, nell’attacco di Usa e Israele sarebbe rimasto ucciso, insieme alle sue guardie del corpo, anche l’ex presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Ha guidato il Paese dal 2005 al 2013. Sulle sue sorti, però, non c’è certezza. La stessa agenzia di stampa semi-ufficiale dell’Iran che ha lanciato la notizia l’ha messa in dubbio citando una fonte anonima che negava l’uccisione, assicurandola come una fake news. Non ci sono, quindi, comunicazioni ufficiali da parte
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

