Nessun collegamento con il polverone e la successiva inchiesta scaturita dopo i servizi di Fabrizio Corona nel suo programma YouTube “Falsissimo”
Alfonso Signorini lascia il settimanale Chi. È lui stesso ad annunciarlo con una lunga lettera in cui saluta i lettori e spiega i motivi del suo addio. Nessun collegamento con il polverone e la successiva inchiesta scaturita dopo i servizi di Fabrizio Corona nel suo programma YouTube “Falsissimo”.
Il giornalista fa sapere che si tratta di “una decisione che ho maturato da anni”, come sottolinea in un passaggio del testo pubblicato sul sito: “Lo scorso ottobre ho concordato con l’Azienda che a breve avrei lasciato anche la direzione editoriale di Chi. E questo è il momento di farlo”.
Signorini era diventato direttore di Chi nel 2006, nel 2023 era passato alla direzione editoriale lasciando la precedente carica a Massimo Borgnis.
SIGNORINI E “QUELLO CHE MI HA INVESTITO NEGLI ULTIMI MESI”: “LO SQUALLORE SI COMMENTA DA SOLO E VA COMBATTUTO NELLE SEDI OPPORTUNE”
Si rivolge ai lettori e alle lettrici Signorini e – senza nascondersi dietro un dito – spiega: “Prima di salutarci, non voglio lasciare nulla in sospeso. Consentitemi due parole anche su quello che mi è accaduto, o per meglio dire su quello che mi ha investito negli ultimi mesi. Lo sapete, non ho mai voluto parlarne. E continuerò a farlo. Un po’ perché sono convinto che lo squallore si commenti da solo, un po’ perché sono convinto che certe battaglie non si debbano combattere pubblicamente, ma nelle sedi opportune. Quanto è successo non ha minimamente influenzato una decisione che avevo maturato da anni”.
“QUALCOSA SI È ROTTO. HO DATO LA COLPA AL COVID”
Signorini racconta come è arrivata la decisione di chiudere l’esperienza a Chi: “Con la direzione, certamente, ho potuto forgiare Chi al mio stile, al mio sentire, alla mia sensibilità e questo per un professionista è motivo di indubbia gratificazione. Col tempo, l’entusiasmo di quel giovane ragazzo non è mai venuto meno: era difficile per me distinguere dove finisse la mia professione e dove cominciasse la mia vita, grazie alla dedizione per il mio lavoro. Fino a quando, lo confesso qui per la prima volta, qualcosa in me si è rotto. È successo all’improvviso. Non è stato un passaggio graduale. Semplicemente ho cominciato a sentire che il lavoro, tutto quello per cui fino ad allora avevo vissuto, non era più prioritario“.
“Ho dato la colpa al Covid- spiega-. Certamente la pandemia aveva modificato le mie abitudini, la mia quotidianità: l’isolamento forzato a cui eravamo costretti, la sensazione di fragilità, lo scoprirci d’un tratto così vulnerabili, ma anche il piacere della solitudine, delle nostre abitudini, del ritrovarmi in compagnia di me stesso e dei miei affetti hanno incominciato non solo a segnarmi profondamente, ma a prendere il sopravvento. È come se all’improvviso trovassi quel mondo che avevo raccontato con così tanto entusiasmo sempre più lontano da me, dalla realtà che in tutti quei mesi mi ero cucita addosso, da quella che oggi chiamo la mia ‘comfort zone’. Era un pensiero sottile, che si era impadronito della mia anima, che rendeva i miei sorrisi, i miei entusiasmi sempre più faticosi e le mie giornate sempre meno colorate. Circa tre anni fa, ho trovato il coraggio di condividere questo mio stato d’animo in azienda. Non potevo più tacerlo. Volevo lasciare Chi“.
“QUELLA VOCE NON HA MAI SMESSO DI PARLARMI”
“Il confronto con Marina Berlusconi, che prima di essere il mio Editore è un’amica fraterna, ha portato a trovare una soluzione meno ‘traumatica’- ricorda-: avrei lasciato la direzione di Chi nelle mani del mio storico braccio destro, Massimo Borgnis, per assumere la direzione editoriale, che mi avrebbe consentito di continuare a mantenere uno stretto rapporto con il giornale e con voi affezionatissimi lettori. Ma nel corso di questi ultimi tre anni, che sonostati comunque per me costruttivi ed entusiasmanti, quella voce che sentivo dentro di me non aveva mai smesso di parlarmi“.
L’EDITORE MONDADORI: “PRENDIAMO ATTO CON DISPIACERE”
Il Gruppo Mondadori, in una nota, commenta così: “Prendiamo atto con dispiacere della sua volontà di rinunciare alla direzione editoriale del magazine, dopo anni di collaborazione intensa che, come casa editrice, abbiamo coltivato, apprezzato e sostenuto in modo convinto. Ad Alfonso Signorini va il ringraziamento sincero di tutti noi per la qualità giornalistica, il lavoro svolto con acume ma allo stesso tempo con disincanto, e la distintiva capacità di interpretare e descrivere i sentimenti e le passioni dei personaggi pubblici più amati degli ultimi decenni”. E ancora: “Siamo sicuri che Alfonso saprà trovare ancora una volta quello spirito, quella curiosità e passione che lo hanno sempre contraddistinto negli anni in Mondadori e cogliere le nuove sfide che il futuro gli riserverà”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

