Prosegue il viaggio di “Linea Verde” tra le feste popolari più sentite e radicate. Nella puntata in onda domenica 1° marzo alle 12.20 su Rai 1, il Carnevale nelle Marche
Prosegue il viaggio di “Linea Verde” tra le feste popolari più sentite e radicate. Nella puntata in onda domenica 1° marzo alle 12.20 su Rai 1, Peppone Calabrese e Fabio Gallo, con Margherita Granbassi, attraverseranno il tratto piceno delle Marche, nella provincia di Ascoli, per andare a scoprire i carnevali storici di questa regione, in particolare quello di Offida.
Si parte da Grottammare, un borgo che racchiude in sé le due principali anime marchigiane: quella collinare e quella marinara. È il paese di Papa Sisto V, lo stesso nel quale si radica la tradizione agricola dell’arancio; un tempo ogni famiglia aveva il suo agrumeto e questa tradizione ha vinto tutte le sfide del tempo, arrivando fino a oggi. Sono ancora tante le ricette fatte con questo frutto, una in particolare, gli arancini, che, in questo caso, non riguardano la Sicilia, ma sono delle frittelle carnevalesche, profumate alle arance, con le quali si dà inizio alla puntata.
A Peppone Calabrese è affidato il compito di entrare nei segreti del carnevale di Offida, un rito che si ripete, in tutta la sua irriverenza, da oltre 500 anni. Il momento più coinvolgente è la Corsa del Bove Finto: nella giornata del Venerdì Grasso, un toro fatto di legno, cartapesta e tessuto, portato da due ragazzi nascosti sotto un lenzuolo, inizia a correre all’impazzata tra le vie del borgo, fra migliaia di persone in festa che, vestite con il Guazzarò (il costume tipico del carnevale offidano), festeggiano e cantano a tutta voce. Un delirio liberatorio, simile a quello di Pamplona, ma senza animali in carne e ossa.
A dirla tutta, il bove è stato vero fino agli inizi dell’800, fino a quando Napoleone pose fine a questa tradizione; gli offidani però non si sono dati per vinti e hanno creato questo finto bovino che di fatto è venerato come un Santo Patrono. Si entrerà nel vivo di questa corsa folle, con l’aiuto di alcune congreghe che sono la vera anima, quella goliardica e dissacrante di questo antico carnevale.
Fabio Gallo avrà, invece, il compito di trovare le radici agricole di questa festa, un baccanale che naturalmente si lega al vino e ai vigneti delle Marche. Le colline di Offida sono ricoperte dalle viti che rappresentano un tratto agricolo e culturale nel quale si esprime l’identità di questa regione. Si farà visita, inoltre, a una fattoria di vacche marchigiane perché l’allevamento è sempre stato determinante per le comunità collinari del Piceno, fino a scandire anche il carnevale. Quando la Corsa del Bove era fatta con animali veri, questi venivano macellati per essere poi donati a coloro che le carni non potevano permettersele. Si vivrà poi l’esperienza di entrare nei segreti di una congrega particolare, tutta al femminile, una rarità nella goliardia carnevalesca.
Margherita Granbassi avrà modo di descrivere e attraversare il paesaggio di questo tratto delle Marche, facendo a sua volta una capatina in un altro carnevale storico, quello di Castignano, il paese dei Templari e dell’anice, dove esiste la tradizione dei moccoli: lanterne artigianali, molto colorate che nel giorno del Martedì Grasso vengono portate in processione per poi essere incendiate, in un grande falò purificatore che dà inizio alla Quaresima.
Si potrebbe sintetizzare questo viaggio con la frase del rappresentante di una delle congreghe di Offida, Erasmo. Quando gli è stato chiesto perché tenesse così tanto al Carnevale lui ha risposto: “Perché finalmente mi tolgo la maschera”. E allora, giù le maschere e su il sipario; entri in scena il Carnevale Storico di Offida.

