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Turismo 2026, i millennial sono quelli che spendono di più

Guide e accompagnatori turistici

Propensione al viaggio al 63% tra i 30-45enni, differenziale di spesa fino al +22% rispetto alla generazione X

Il turismo italiano cambia baricentro generazionale. Nel 2026 la crescita della spesa turistica sarà sostenuta in misura crescente dalla fascia 30–45 anni, che presenta i livelli più elevati sia di spesa media sia di propensione al viaggio.

Secondo l’elaborazione di Vamonos-Vacanze.it su dati Istat, Banca d’Italia, Eurostat, BCG, McKinsey e UNWTO, la spesa turistica complessiva dei residenti italiani —considerando viaggi in Italia e all’estero— si attesta a 86 miliardi di euro annui. La spesa media nazionale è pari a 1.460 euro pro capite, con punte superiori in alcune regioni a maggiore capacità reddituale.

L’analisi per classe di età evidenzia una struttura a “curva generazionale”. I millennial (30–45 anni) registrano una spesa media di 2.650 euro, contro i 2.350 euro della generazione X (46–61 anni) e i 2.100 euro dei baby boomer (62–80 anni). La silent generation (over 80) si attesta a 1.000 euro, con una composizione dei consumi caratterizzata da una maggiore incidenza delle spese sanitarie e da una più bassa quota destinata al tempo libero.

Il differenziale emerge anche nella propensione al viaggio: il 63% dei 30–45enni effettua almeno un viaggio all’anno, contro il 54% della generazione X e il 41% dei baby boomer. Non solo: la spesa media per singolo viaggio dei millennial si colloca tra i 900 e i 1.000 euro, rispetto ai 750–820 euro della fascia 46–61 anni, con un differenziale stimabile tra il +18% e il +22%.

Secondo lo studio, il maggiore dinamismo della fascia 30–45 anni si fonda su variabili strutturali: minore incidenza delle spese sanitarie rispetto alle generazioni più mature, maggiore allocazione di budget su tempo libero e cultura, più alta frequenza di viaggi all’estero e una più ampia presenza di single e coppie senza figli, che dispongono di maggiore flessibilità di spesa.

Ne deriva un riequilibrio della domanda turistica verso una generazione più mobile, digitale e orientata all’esperienza, con una crescente incidenza dei viaggi a medio-lungo raggio e delle formule leisure strutturate.

«Nel 2026, in un comparto che vale 86 miliardi di euro, la fascia 30–45 anni si conferma quindi come principale motore della crescita, con una spesa media per viaggio superiore di circa il 20% rispetto agli over 61 e una capacità di spinta che incide in modo determinante sull’evoluzione del mercato turistico italiano» concludono gli analisti di Vamonos Vacanze.

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