Per la prima volta viene svelata la strategia completa che ha portato don Cosimo Schena da sacerdote sconosciuto a fenomeno nazionale con oltre 1 milione di follower
Come si passa da sacerdote sconosciuto fuori dalla propria diocesi a fenomeno nazionale con oltre un milione di follower, presenza televisiva settimanale su Rai e copertura sulle principali testate nazionali?
La risposta è in uno studio appena pubblicato da Salvo Longo, giornalista e consulente di comunicazione strategica, che per la prima volta svela la metodologia completa utilizzata per costruire il caso don Cosimo Schena, oggi il prete più seguito in Italia sui social media dopo Papa Francesco.
La rivoluzione della comunicazione religiosa
“Il Metodo Don Cosimo” – come è stato ribattezzato lo studio – documenta con dati misurabili l’intero percorso di crescita dal 2020 al 2026, rivelando che dietro quello che molti hanno definito un “fenomeno spontaneo” c’è stata in realtà una strategia di comunicazione integrata meticolosamente pianificata.
I numeri parlano chiaro: da poche migliaia di follower nel 2020 a oltre 1 milione oggi, con:
- 530.000+ follower su Instagram (record italiano per sacerdoti)
- 6+ milioni di stream su Spotify
- Presenza televisiva frequente su Rai1 e Rai2
- Copertura su Corriere della Sera, Repubblica e decine di testate nazionali
- 10+ libri pubblicati, molti bestseller su Amazon
I 5 pilastri che hanno cambiato tutto
Lo studio individua cinque elementi chiave della strategia, applicabili non solo al mondo religioso ma a qualsiasi personal brand:
1. L’ecosistema integrato – Social media, ufficio stampa tradizionale, televisione ed editoria non hanno operato come canali separati, ma come sistema che si autoalimenta. “Un post virale genera interesse mediatico, un articolo su Repubblica porta nuovi follower qualificati, la TV consolida l’autorevolezza”, spiega Longo.
2. Lo storytelling differenziato – Invece di ripetere sempre la stessa narrazione, ogni comunicato stampa ha raccontato un aspetto diverso: il poeta (Spotify), l’amante degli animali (con i cani Tempesta e Baloo), lo scrittore, il benefattore. “Questo ha mantenuto alta l’attenzione mediatica per 6 anni senza saturazione”, rivela lo studio.
3. Il timing strategico – Campagne contro l’abbandono degli animali lanciate in estate, libri natalizi a novembre e dicembre, interventi su dibattiti ecclesiali nel momento di massima attenzione mediatica. “Il timing non è fortuna, è pianificazione”, sottolinea Longo.
4. La costanza assoluta – 6 anni di presenza mediatica ininterrotta, con comunicati stampa per ogni iniziativa. “La visibilità non si costruisce con azioni brillanti sporadiche, ma con regolarità metodica”, evidenzia lo studio.
5. L’autenticità non negoziabile – “Non abbiamo mai inventato un personaggio. Don Cosimo ama davvero i suoi cani, dona davvero il 100% dei ricavati dei libri in beneficenza, scrive davvero quelle poesie. L’autenticità emerge sempre, e i media la riconoscono”, conclude Longo.
Gli errori che hanno insegnato di più
In un gesto di trasparenza professionale raro nel settore, lo studio rivela anche cosa NON ha funzionato:
- I primi comunicati stampa troppo autoreferenziali che i media hanno ignorato
- La sottovalutazione dei tempi delle redazioni tradizionali
- La mancanza iniziale di tracking sistematico dei risultati
“Condividere gli errori è importante quanto celebrare i successi”, afferma Longo. “La comunicazione efficace si impara anche – e soprattutto – dai fallimenti”.
Un metodo applicabile oltre il mondo religioso
Quello che rende lo studio particolarmente rilevante è la sua applicabilità trasversale. I principi del “Metodo Don Cosimo” possono essere utilizzati da:
- CEO e founder che vogliono costruire autorevolezza personale
- Professionisti (avvocati, medici, consulenti) che cercano posizionamento come thought leader
- Creator che vogliono uscire dalla bolla social
- Politici e amministratori per una visibilità strutturata
- Atleti che costruiscono personal brand oltre la performance sportiva
Il caso che ha cambiato le regole
Don Cosimo Schena rappresenta oggi un caso di studio a livello internazionale sulla comunicazione religiosa nell’era digitale. È stato tra i primi preti italiani su TikTok, ha vinto il Premio Rasul Gamzatov in Russia (primo italiano), è stato relatore al Giubileo dei Missionari Digitali organizzato dal Vaticano.
“Sei anni fa nessuno avrebbe scommesso che un sacerdote di provincia potesse competere con influencer professionisti in termini di reach e engagement”, commenta Longo. “Oggi don Cosimo dimostra che con la strategia giusta, l’autenticità batte sempre l’apparenza”.
Lo studio è disponibile online
Il case study completo “Il Metodo Don Cosimo: da zero a 1 milione di follower” è disponibile gratuitamente sul sito www.ufficiostampaecomunicazione.com e include:
- Analisi dettagliata delle tre fasi della strategia (2020-2026)
- Dati misurabili per ogni anno
- Strumenti operativi utilizzati
- Template e metodologie replicabili
- Interviste e retroscena

