Il gesto è stato compiuto per protestare contro il ddl sulla violenza sessuale di cui la senatrice leghista è relatrice
“Solo sì è sì, senza consenso è stupro”. È accanto a questo manifesto che ieri le studentesse di ‘Non una di meno’ hanno protestato contro il ddl Bongiorno. Un gruppo di ragazze del movimento femminista, si è recato sotto l’ufficio milanese della senatrice leghista e ha versato del letame proprio davanti il portone d’entrata. Nelle storie pubblicate sui social si legge: “Un ddl che rimuove il consenso è una legge di merda”.
Il gesto è stato fatto per dimostrare la propria contrarietà al disegno di legge sulla violenza sessuale: “Questo DDL pretende che la persona denunciante sia capace di dimostrare in un’aula di tribunale il dissenso manifestato al momento dell’atto. In altre parole, ricade sulla persona offesa l’onere di dimostrare che quella che ha subito era violenza. A trent’anni dalla approvazione della legge 66/1996 che ha trasformato la violenza sessuale da reato contro la morale pubblica a delitto contro la persona, NO AL DDL BONGIORNO!”, scrivono sul profilo di ‘Non una di meno’.
LA REPLICA DI GIULIA BONGIORNO
“Queste donne dicono di voler combattere la violenza contro le donne…”, ha poi scritto la presidente della commissione Giustizia al Senato ripostando un articolo del Giornale.
LEGA: ATTACCHI A BONGIORNO, BASTA ODIO E MENZOGNE
“Il dibattito sul disegno di legge in tema di violenza sessuale sta andando oltre la legittima discussione democratica, mentre una certa sinistra presta il fianco a manifestazioni di odio personale e attacchi nei confronti della collega Giulia Bongiorno. Spalate di letame davanti agli uffici della senatrice, ad opera di organizzazioni che si proclamano femministe, insulti via social, estesi anche ad altre colleghe del gruppo. Cos’altro deve succedere?”. Lo denunciano in una nota i senatori della Lega, in merito agli attacchi nei confronti della collega Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama. “La nostra solidarietà a Giulia per gli attacchi subiti. Un conto è esprimere opinioni, dentro e fuori il Parlamento, un altro è cadere in offese personali, come abbiamo visto anche ieri in Senato, dove esponenti dell’opposizione, per screditare il suo operato, hanno attaccato la sua immagine con insulti sessisti. Auspichiamo una condanna bipartisan per ciò che sta accadendo e ci appelliamo ai colleghi dell’opposizione: basta odio e menzogne”, concludono.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)
