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Imparare senza confini: gli studenti dell’università Lumsa in Kenya

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Gli studenti dell’università Lumsa in Kenya: “Impariamo senza confini”. Le testimonianze dei partecipanti alla winter school a Nairobi

L’incontro con coetanei di culture differenti, l’apertura al mondo, la messa in discussione di stereotipi sull’Africa e, perché no, anche sull’Europa: è questo, secondo le testimonianze di alcuni partecipanti, il valore aggiunto della “winter school” in Kenya organizzata dall’università Lumsa.

Quattordici studentesse e studenti, accompagnati da diversi professori, sono nella capitale Nairobi da domenica scorsa. Le loro sono prime riflessioni, nate anche dagli incontri con i coetanei che frequentano la Catholic University of Eastern Africa, l’ateneo che li sta ospitando, nato nel 1984 e attento anche ai temi dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale.

LE TESTIMONIANZE DEI PARTECIPANTI

Di “un’esperienza straordinaria” dice Stefania Ciurca, una delle vincitrici delle borse di studio ad hoc messe a disposizione dalla Lumsa. “Confrontarmi con culture e prospettive diverse sta arricchendo e migliorando il mio modo di vedere il mondo“, sottolinea la studentessa, come si legge sul sito dell’università. “Questa esperienza resterà per sempre una parte importante del mio percorso”.
Ragiona sulle relazioni internazionali Benedetta Laudi, un’altra partecipante. “È davvero stimolante”, evidenzia, “vedere come due culture così diverse riescano a incontrarsi con tanta naturalezza: ogni giorno conosciamo persone nuove, ci confrontiamo e nascono legami che spero possano durare nel tempo“. E ancora: “Questa esperienza mi sta facendo capire quanto la nostra generazione abbia davvero voglia di vivere senza confini, con curiosità e apertura verso il mondo”. Aggiunge Ginevra Di Donato, sempre da Nairobi: “Ho trovato un ambiente accogliente basato su valori come il rispetto, la solidarietà e un forte senso di comunità”. Su nord e sud, etichette e stereotipi si interroga Claudio Maccioni. “In Kenya ho incontrato una realtà lontana dai nostri standard e ho scoperto che, nonostante storie diverse, ci uniscono più cose di quante ci separino”, dice lo studente. “L’idea che nei ‘Paesi in via di sviluppo’ i ragazzi crescano con valori totalmente diversi spesso non regge”.

L’INIZIATIVA DEL LUAC, L’AFRICA CENTER DELL’ATENEO

La winter school è un’iniziativa del Luac, acronimo per Lumsa University Africa Center. A guidarlo è Pietro Sebastiani, già direttore della Cooperazione allo sviluppo e ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede.

Per due settimane, fino a inizio marzo, sono previste non solo lezioni ma anche incontri con innovatori sociali, imprenditori, giornalisti, cooperanti, operatori culturali e scienziati. Ad accompagnare i giovani ci sono anche il prorettore alla Ricerca e all’internazionalizzazione Gennaro Iesovoli e il professor Plinio Limata.

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