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Guerra in Ucraina: l’alto costo umanitario per i civili dopo 4 anni di conflitto

guerra in ucraina

Non solo i bombardamenti russi: a mietere vittime civili, nell’ultimo e più devastante anno di guerra, anche la minaccia delle mine e dei territori contaminati, l’inverno e la crisi energetica

L’Ucraina entra nel suo quinto anno di guerra. Il più grande conflitto in Europa dalla seconda guerra mondiale ha visto svariati tentativi di dialogo tra i governi di Mosca e Kiev, gli ultimi promossi dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in questi primi tredici mesi del suo nuovo mandato alla Casa Bianca. Tra i nodi più difficili da sciogliere, il destino dei territori occupati dalle forze russe e le future garanzie di sicurezza, con l’Unione europea che preme affinché alla Russia, che ha innescato l’aggressione su larga scala, non siano fatte concessioni.

“L’ULTIMO ANNO DI GUERRA, IL PIÙ MORTALE PER IL NUMERO DI VITTIME CIVILI”

A pagare il costo più alto di questa guerra e dell’inefficacia delle vie diplomatiche sono naturalmente i civili e in queste ore numerosi organismi internazionali lanciano l’allarme sulla crisi umanitaria in corso nel Paese, a partire dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che ha invocato un “cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato”, insieme a una “pace giusta in linea con la Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite, rispettando l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.
Amnesty International, tramite l’alta direttrice delle ricerche e delle campagne Erika Guevara-Rosas, esorta i governi a non dimenticare “L’impegno globale per la giustizia”: la popolazione dell’Ucraina, continua, “ha trascorso un altro anno di aggressione totale, il più devastante dal punto di vista delle conseguenze umanitarie e il più mortale per il numero di vittime civili. Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin e i suoi alti funzionari ricercati dalla Corte penale internazionale restano alla larga dalla giustizia internazionale”.

LA MINACCIA DELLE MINE E DEI TERRITORI CONTAMINATI

Fondazione Cesvi mette in guardia invece della guerra che prosegue “anche dove non si vede” a causa di mine antipersona e ordigni inesplosi che “si nascondono nei campi, lungo le strade, nei cortili delle case. Dal 2022 si sono registrati 467 morti e più di mille feriti a causa dello scoppio di mine e residui bellici, in un contesto in cui circa 137mila chilometri quadrati di territorio risultano ancora contaminati – una superficie più grande dell’intero territorio della Grecia – in particolare nell’est. Oggi oltre 5,4 milioni di persone hanno bisogno di interventi di sminamento e di attività di sensibilizzazione sui rischi rappresentati dagli ordigni esplosivi: l’84% degli sfollati interni indica la contaminazione da mine come la principale preoccupazione”. In questo quadro, Cesvi realizza nell’oblast di Kharkiv il progetto ‘Safe Steps’ anche con fondi dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), per “garantire un ritorno sicuro nelle aree liberate, promuovendo sensibilizzazione e supporto psicosociale”, come riferisce il direttore Stefano Piziali.

OLTRE 600 BAMBINI VITTIME DI BOMBARDAMENTI

I bombardamenti hanno determinato anche la morte di oltre 600 bambini e la distruzione (parziale o totale) delle scuole, mettendo gravemente a rischio il futuro delle nuove generazioni.
Altro grande nemico delle popolazioni è l’inverno: mentre il termometro può arrivare a toccare anche i -20°C, i raid russi continuano a prendere di mira le infrastrutture energetiche.

I PERICOLI DELLA CRISI ENERGETICA

La Croce rossa internazionale interviene in tutto il Paese per fornire “assistenza di emergenza nei luoghi degli attacchi”, ricordando che la crisi energetica è una crisi umanitaria per “innumerevoli famiglie” perché “impedisce alle persone di cucinare, riscaldare le proprie case, usare gli ascensori, accedere all’assistenza sanitaria o persino chiamare aiuto durante i blackout. Per gli anziani, le persone con disabilità e le persone affette da malattie croniche, queste interruzioni sono pericolose per la vita”. Con la Croce Rossa Ucraina, vengono così messi in campo interventi per supportare “l’accesso al riscaldamento e all’elettricità, i servizi sanitari e sociali, la salute mentale e il supporto psicosociale, le necessità invernali, le riparazioni domestiche e il ripristino dei mezzi di sussistenza”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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