Le giraffe di Rothschild o giraffe nubiane sono una particolare specie che rischia l’estinzione e fanno anche molta fatica ad adattarsi
Al Giraffe Centre di Nairobi, in Kenya, ci sono quattro nuovi giovani esemplari. Uno di loro, per la meraviglia di turisti e famiglie con bambini, avvicina il muso alla passerella di legno sospesa nel parco a tre metri d’altezza. Gli animali sono stati trasferiti qui dalla Soysambu Conservancy, un’area protetta nella contea di Nakuru.
“Non sono esemplari qualunque, ma giraffe di Rothschild, un ecotipo delle giraffe nubiane a rischio estinzione“, ci spiega Byron Oyugi, uno degli esperti del Centre, una realtà nata nel 1979 sia per proteggere i mammiferi più alti al mondo che per educare al rispetto della natura.
Le Rothschild erano nove. Ora, a seguito del trasferimento, sono 13. Il Kenya Wildlife Service ha spiegato che l’operazione è stata decisa per rafforzare la diversità genetica, impedire incroci tra esemplari strettamente imparentati e garantire la sopravvivenza a lungo termine delle giraffe nubiane. “Nel nord del Paese, che costituisce il loro habitat naturale, si sono verificati casi di bracconaggio”, spiega Oyugi: “Tra le cause c’è l’avanzata dei campi coltivati”.
Oltre a essere esperto, Oyugi è “educator”, vale a dire divulgatore e insegnante allo stesso tempo: la persona che spiega ai turisti e soprattutto alle scolaresche che vengono in visita al centro perché è necessario proteggere gli animali. Impariamo così che le Rothschild si differenziano da altre varietà, come le maasai e le reticolate, per il colore della pelliccia più chiaro e per l’assenza di macchie sulla parte inferiore delle gambe.
Secondo dati delle Nazioni Unite diffusi nel 2018, gli esemplari ancora in vita erano appena 2.098. Circa 300, spiegano al Giraffe Centre, vivono oggi in parchi e aree protette del Kenya. Ma non è solo una questione di numeri. “Le Rothschild sono molto sensibili e bisogna prestare un’attenzione particolare alle modalità dei trasferimenti e al successivo adattamento”, sottolinea Oyugi: “Se sono stressate possono lasciarsi morire di fame, anche se adorano foglie e fiori di acacia”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

