Stamani su Rai 3 a “Sorgente di vita” Livia Ottolenghi. La nuova Presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane
“Sorgente di vita” – il programma di vita e cultura ebraica prodotto da Rai Cultura e curato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane – domenica 22 febbraio alle 7.00 su Rai 3, dedica una pagina a Livia Ottolenghi, la nuova presidente dell’Unione Comunità Ebraiche Italiane. Romana, medico e vicepreside della Facoltà di Medicina e Odontoiatria dell’Università La Sapienza, è impegnata da molti anni nelle istituzioni ebraiche.
Succede a Noemi Di Segni, per quasi dieci anni alla guida dell’ente rappresentativo dell’ebraismo italiano. Molti i temi sul tavolo della presidente: l’ondata di antisemitismo e gli strumenti per contrastarlo, Israele e la crisi in Medioriente, il dialogo interreligioso, in particolare con il mondo cattolico, la necessità di rappresentare le diverse istanze e idee presenti nel consiglio appena insediatosi.
In Israele una grande esposizione al Tel Aviv Museum of Art racconta, attraverso importanti opere d’arte, la storia del primo direttore del museo, Karl Schwarz, che tra il 1933 e il 1945 viaggiò in tutta Europa per salvare dai saccheggi nazisti un patrimonio artistico, divenuto poi il nucleo della collezione d’arte del museo. A raccontare l’esposizione, la direttrice Tania Coen Uzielli, di origini italiane, nel servizio del responsabile della sede Rai di Gerusalemme Giovan Battista Brunori.
Cent’anni fa nasceva la squadra del Napoli, il 1° agosto 1926, grazie a un imprenditore visionario, Giorgio Ascarelli, ebreo napoletano, di idee socialiste, impegnato nella vita pubblica partenopea e sostenitore di iniziative sociali e filantropiche. Nel febbraio 1930 Ascarelli inaugura il primo stadio di proprietà del club, il “Vesuvio”, per tutti lo Stadio Ascarelli. Muore subito dopo, e il suo nome verrà a lungo dimenticato, cancellato dalle leggi razziali fasciste. Ad Ascarelli è dedicata una mostra al Maschio Angioino, organizzata dalla Fondazione Valenzi, e un libro del giornalista Nico Pirozzi.
Memorie, lettere, pensieri e riflessioni scritte su quaderni, fogli sparsi o supporti, a volte inusuali, come un lenzuolo. Un luogo unico nel suo genere: il Piccolo Museo del Diario di Pieve Santo Stefano, che raccoglie e cataloga diari privati dall’Ottocento a oggi. Anche quelli degli ebrei italiani durante il fascismo e la Seconda guerra mondiale, testi ora raccolti in un libro, “Dal buio del ’900”, di Umberto Gentiloni Silvestri e Stefano Palermo. Accanto al museo c’è l’Archivio Diaristico Nazionale, fondato dal partigiano e giornalista Saverio Tutino, che conserva tutti i testi raccolti in oltre quarant’anni anni di attività.

