Morto Eric Dane, il Mark Sloan di Grey’s Anatomy: l’attore aveva 53 anni, ed era malato di Sla. Aveva recitato anche in Euphoria e X-Men
Eric Dane, volto iconico della televisione americana e simbolo pop di un’epoca seriale, è morto a 53 anni. L’attore, entrato nell’immaginario collettivo come il chirurgo plastico Mark Sloan, alias “McSteamy”, in Grey’s Anatomy, combatteva da mesi contro la sclerosi laterale amiotrofica. La notizia è stata confermata dalla sua agente, Melissa Bank. “Ha trascorso i suoi ultimi giorni circondato da cari amici, dalla sua devota moglie e dalle sue due splendide figlie, Billie e Georgia, che erano il centro del suo mondo”, ha dichiarato.
Dane aveva reso pubblica la diagnosi nell’aprile 2025, in un’intervista a People. Dieci mesi dopo, la malattia ha chiuso una battaglia che lui stesso aveva deciso di raccontare, senza filtri, parlando apertamente del progressivo perdere controllo del corpo, della voce, dell’autonomia.
Nato a San Francisco l’8 novembre 1972, Eric William Dane era figlio di un architetto e di una casalinga. Atleta brillante al liceo, scoprì la recitazione quasi per caso, recitando All My Sons di Arthur Miller. Il trasferimento a Los Angeles, nel 1993, segnò l’inizio di una lunga gavetta televisiva: The Wonder Years, Bayside School, ed altri ruoli minori.
Il salto arrivò a metà anni Duemila. Prima Gideon’s Crossing, poi Charmed. Ma soprattutto, dal 2006, Grey’s Anatomy. Mark Sloan era il primario di chirurgia plastica dagli occhi azzurri e dall’arroganza seducente, capace di catalizzare trame, fandom e meme prima che i meme avessero un nome. La famigerata “scena dell’asciugamano” entrò nella storia della tv. “In quel momento, per me era solo un’altra scena”, ricordò Dane anni dopo. “Ricordo solo di essere uscito dal bagno con un signore molto gentile che mi soffiava addosso del fumo”.
In totale, 139 episodi. Un successo planetario che rischiava di imprigionarlo in un’etichetta, ma che lui seppe aggirare. Al cinema fu in X-Men: Conflitto finale e in Io & Marley. In tv cambiò registro con The Last Ship, dove interpretò per cinque stagioni un comandante della Marina. Più di recente, aveva colpito il pubblico in Euphoria, nel ruolo disturbante del padre di Nate Jacobs.
Neppure la malattia lo aveva fermato. Nel 2025 recitò in Brilliant Minds, interpretando un pompiere alle prese con una diagnosi di SLA, un ruolo che attingeva direttamente alla sua esperienza personale. “Sono un attore. Sono un padre e ora sono una persona che convive con la SLA”, disse durante una campagna di sensibilizzazione. Parlava di ricerca, fondi, e di “impegnarsi finalmente per porre fine a questa malattia”.
Sposato dal 2004 con Rebecca Gayheart, Dane lascia la moglie e le due figlie. Nel 2026 sarebbe dovuto uscire il suo memoir, Book of Days, A Memoir in Moments.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

