Orticaria cronica spontanea, nuovi dati positivi per l’anticorpo monoclonale sperimentale briquilimab
Nei pazienti affetti da orticaria cronica spontanea, briquilimab, una nuova terapia anticorpale sperimentale mirata contro KIT (CD117) ha mostrato risultati positivi nei dati clinici aggiornati dello studio BEACON di fase 1b/2a e della sua estensione comunicati dalla compagnia sviluppatrice Jasper Therapeutics.
Il trattamento con briquilimab ha determinato un rapido controllo della malattia nei nuovi partecipanti arruolati nella coorte 240 mg/180 mg ogni 8 settimane (Q8W) dello studio BEACON, composta da sei soggetti, con l’83% dei pazienti che ha raggiunto una risposta completa già alla terza settimana dopo la somministrazione iniziale di 240 mg e il 67% che ha mantenuto una risposta completa a 12 settimane.
Livelli di efficacia analogamente elevati sono stati osservati nello studio di estensione in aperto che ha valutato il regime posologico di 180 mg Q8W, nel quale il 58% dei pazienti con orticaria cronica spontanea (CSU), su un totale di 36 soggetti, ha raggiunto una risposta completa a 12 settimane.
Come agisce la nuova terapia sperimentale
Briquilimab è un anticorpo monoclonale umano diretto contro il recettore KIT, noto anche come CD117, una tirosin-chinasi transmembrana fondamentale per la sopravvivenza, la maturazione e la funzione dei mastociti. Il legame tra KIT e il suo ligando fisiologico, lo stem cell factor (SCF), rappresenta infatti il principale segnale trofico che regola lo sviluppo, il mantenimento e l’attivazione di queste cellule nel tessuto.
In condizioni patologiche come l’orticaria cronica spontanea, l’orticaria cronica inducibile (CIndU) e alcune forme di asma, i mastociti svolgono un ruolo centrale nella genesi e nel mantenimento dell’infiammazione. L’attivazione mastocitaria porta al rilascio di mediatori pro-infiammatori, tra cui istamina, triptasi, prostaglandine, leucotrieni e numerose citochine, responsabili dei principali sintomi clinici quali prurito, pomfi, edema, broncocostrizione e iperreattività bronchiale.
Briquilimab agisce bloccando in modo selettivo e potente il recettore KIT, impedendo il legame dello SCF e inibendo così la cascata di segnali intracellulari che promuovono la sopravvivenza e l’attivazione dei mastociti. Questo determina una riduzione rapida e profonda della popolazione mastocitaria nei tessuti, con conseguente marcata diminuzione della capacità di rilascio dei mediatori infiammatori.
Disegno dello studio
Lo studio BEACON, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, di fase 1b/2a, è stato progettato per valutare dosi crescenti multiple di briquilimab somministrato per via sottocutanea come terapia per pazienti adulti affetti da CSU da moderata a severa, non adeguatamente controllata nonostante il trattamento con antistaminici ad alte dosi. Gli endpoint primari comprendono la valutazione della sicurezza e della tollerabilità del farmaco, mentre i secondari sono focalizzati sull’attività clinica e sui parametri farmacocinetici e farmacodinamici, inclusa la misurazione dei livelli sierici di triptasi e dei mastociti cutanei.
La principale misura dell’attività clinica è stata la somma del punteggio di gravità delle pomfi e del punteggio giornaliero di intensità del prurito, valutati mediante l’Urticaria Activity Score su 7 giorni (UAS7), su una scala da 0 a 42 punti.
Risultati del trial BEACON
I dati aggiornati comprendono i risultati ottenuti da otto ulteriori partecipanti arruolati nella coorte 240 mg/180 mg Q8W rispetto all’ultimo aggiornamento del luglio 2025, due dei quali sono stati randomizzati al placebo. Nei pazienti trattati con briquilimab (n=6) la riduzione media del punteggio UAS7 rispetto al basale è stata di 31,0 punti a 12 settimane. Alla terza settimana, l’83% dei partecipanti trattati ha raggiunto una risposta completa, definita come UAS7 pari a zero, mentre a 12 settimane il 67% dei soggetti ha riportato una risposta completa.
Briquilimab ha continuato a dimostrare un profilo di tollerabilità favorevole, senza evidenza di tossicità dose-limitante. Gli eventi di sicurezza potenzialmente correlati al blocco di KIT sono stati rari e generalmente limitati a eventi di basso grado, nessuno dei quali ha comportato interruzioni del trattamento o ritardi nella somministrazione, e la maggior parte si è risolta durante la prosecuzione della terapia.
Risultati dello studio di estensione
Lo studio di estensione in aperto nelle orticarie croniche ha incluso pazienti con CSU provenienti dallo studio BEACON e pazienti con CIndU provenienti dallo studio SPOTLIGHT che avevano completato il follow-up previsto. Tutti i partecipanti sono stati trattati con briquilimab alla dose di 180 mg ogni 8 settimane. L’azienda ha riportato i dati di efficacia relativi a 36 pazienti con CSU e 17 pazienti con CIndU, tutti con un follow-up minimo di 12 settimane.
Il trattamento con briquilimab ha continuato a determinare un controllo profondo e duraturo della malattia nello studio di estensione. Alla valutazione delle 12 settimane, il 58% dei pazienti con CSU ha raggiunto una risposta completa e il 75% ha ottenuto una risposta completa o un buon controllo della malattia, definito da un punteggio UAS7 pari o inferiore a 6. Nella coorte con CIndU, le valutazioni di efficacia sono state effettuate ogni 8 settimane e il 65% dei pazienti ha raggiunto una risposta completa o parziale a 16 settimane, corrispondenti a 8 settimane dopo la somministrazione della seconda dose.
Con una durata mediana del follow-up pari a 205 giorni in un totale di 63 pazienti, di cui 46 con CSU e 17 con CIndU, briquilimab ha mantenuto un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole, senza evidenza di tossicità dose-limitante. Anche in questo contesto, gli eventi avversi potenzialmente associati al blocco di KIT sono risultati infrequenti e generalmente di lieve entità, senza determinare interruzioni o ritardi della terapia, e nella maggior parte dei casi si sono risolti durante il proseguimento del trattamento.
«Siamo estremamente soddisfatti di presentare questi dati che confermano il potenziale di briquilimab nel garantire un controllo rapido e duraturo della malattia nei pazienti con orticaria cronica spontanea» ha dichiarato Daniel Adelman, Chief Medical Officer ad interim di Jasper. «Siamo inoltre incoraggiati dai risultati ottenuti con la dose di 180 mg ogni 8 settimane nello studio di estensione in aperto, che ha mostrato una forte efficacia sia nei pazienti con CSU sia in quelli con CIndU. Nel loro insieme, questi risultati, associati al profilo favorevole di sicurezza e tollerabilità osservato in entrambi gli studi, ci portano a ritenere che briquilimab presenti un profilo clinico distintivo nel trattamento dell’orticaria cronica».

