Velletri, prima udienza per la morte di Giulia Capraro: rinviato a giudizio il conducente dell’auto. Le parole della mamma della ragazza: “Rimarrò in piedi tutto il tempo che servirà alla magistratura per la verità”, ha detto la mamma
Si è svolta la prima udienza per M.M. rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio stradale. L’imputato era alla guida dell’auto in cui il 13 giugno 2023 perse la vita Giulia Capraro, 17 anni, che viaggiava come passeggera con la cintura di sicurezza regolarmente allacciata.
Al Tribunale di Velletri la mamma di Giulia, Antonella Zevini, è arrivata tra i tanti ragazzi amici di Giulia. Tutti hanno in mano un girasole, il fiore da lei preferito.
“Sono in piedi e rimarrò in piedi tutto il tempo che servirà alla magistratura per restituire la verità sulla morte di Giulia. Continuerò a non accettare alcun risarcimento“, le parole della mamma di Giulia ai giornalisti fuori dal Tribunale. Al suo fianco questa mattina la Garante per l’Infanzia del Lazio, Monica Sansoni che è rimasta fino al termine dell’udienza.
“I legali di difesa- ha spiegato l’avvocata della mamma Ilaria Cavallin– hanno eccepito la nullità del capo d’imputazione e chiesta la restituzione degli atti al pm, ma il giudice non ha accettato, ha ammesso la costituzione della parte civile e ha rinviato per la valutazione dei riti alternativi (abbreviato e patteggiamento) nell’ udienza del 26 maggio anche se la pm è stata perentoria- ha aggiunto- nel dire che l’atteggiamento non sarebbe accettabile”.
Antonella Zevini si e’ detta “sconvolta” per il rischio che il processo potesse tornare indietro con la richiesta della difesa, ma anche “fiduciosa” nella magistratura che faccia chiarezza. Era presente in aula il conducente dell’altra auto “che si e’ trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato” come ha sempre detto Antonella ed era invece assente M.M., l’imputato, che in questi mesi dalla morte di Giulia “non ha mai scritto, nemmeno la sua famiglia e non è nemmeno venuto al funerale di Giulia nonostante gli avessi detto di venire”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

