Una cittadina russa residente in Italia, Anastasia Kucherova. “Un piccolo gesto per dimostrare loro che non tutti la pensano allo stesso modo”
Alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano, tra le delegazioni che hanno sfilato davanti al pubblico, c’era anche una figura rimasta inizialmente nell’ombra. A portare il cartello della squadra ucraina non era una volontaria qualsiasi, ma una cittadina russa residente in Italia che ha scelto di compiere un gesto silenzioso ma carico di significato.
Anastasia Kucherova, architetto trasferitasi a Milano da 14 anni, si è presentata all’evento avvolta in un piumino argentato con cappuccio e occhiali scuri a coprirle lo sguardo, rendendosi di fatto irriconoscibile. Solo in seguito ha deciso di raccontare pubblicamente la sua scelta, rivolgendosi ai suoi 879 follower su Instagram e concedendo un’intervista all’Associated Press. È stata lei ad accompagnare i cinque atleti ucraini impegnati ai Giochi, guidandoli nello stadio di San Siro.
“Quando cammini accanto a queste persone, ti rendi conto che hanno tutto il diritto umano di provare odio verso qualsiasi russo”, ha detto all’AP. “Tuttavia, penso che sia importante fare anche un piccolo gesto per dimostrare loro che forse non tutti la pensano allo stesso modo”.
Secondo quanto spiegato da Kucherova, inizialmente l’assegnazione delle delegazioni ai volontari sarebbe dovuta avvenire in modo casuale. In un secondo momento, però, la coreografa avrebbe chiesto se qualcuno avesse preferenze specifiche. Lei non ha esitato a scegliere l’Ucraina.
Gli atleti, racconta, hanno capito subito le sue origini e si sono rivolti a lei in russo. Un dettaglio che per Kucherova rappresenta il segno di “un profondo legame” tra russi e ucraini “che ovviamente potrebbe continuare a vivere se non ci fosse la guerra”.
“Gli ucraini non hanno alcuna possibilità di evitare questi pensieri o di ignorare l’esistenza della guerra. Quindi è la loro realtà”, ha detto Kucherova. “Continuano ad amarsi, a sposarsi o a fare sport, a partecipare alle Olimpiadi. Ma tutto questo accade in un contesto devastante”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)
