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Comuni montani, il governatore toscano Giani attacca Calderoli

eugenio giani

Giani contro Calderoli per la riforma dei Comuni montani: “Non può pensare solo alle Alpi”. Al governatore toscano la nuova legge proprio non va giù

La Toscana “è stata tra le prime Regioni a contestare” la riforma dei comuni montani, “a dire che così si creano montagne di serie A e B. Io capisco la prevalenza del nord di Calderoli, ma quando si diventa ministri non si può concepire l’Italia solo pensando al nord, alle Alpi e non all’Appennino”. Anche se rivista e rimodellata su criteri meno escludenti, la nuova legge sulla montagna, a cui sta lavorando il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, continua a non piacere al governatore Eugenio Giani. Che, a margine di un evento in Regione, ha puntato il dito proprio sul ministro leghista. Possibile, chiede, che si disciplini la materia “considerando montagna solo ciò che c’è sulle Alpi, sottovalutando il fatto che magari queste realtà sono già tutelate” attraverso la disciplina “delle regioni speciali, come la Valle d’Aosta, il Trentino-Alto Adige o il Friuli-Venezia Giulia che hanno già tanti supporti e una capacità di reddito ben superiore alle altre?”.

Con la nuova legge, invece, “fissando il principio che sono montane” le amministrazioni “sopra una certa altezza, si tagliano fuori tanti Comuni appenninici che non si trovano a 1.500 metri di altezza ben serviti, ma a 3-400 metri e in territori dove si arriva male” e persistono “difficoltà a creare sinergie”. E dove, stando alla norma, spariranno “le agevolazioni fiscali” previste finora.

La questione, ricorda Giani, riguarda soprattutto 36 municipi, visto che con la riforma i comuni montani in Toscana passeranno da 149 a 113. “E secondo la prima proposta Calderoli addirittura sarebbero stati solo 75”, osserva. “In Conferenza delle Regioni, quindi, abbiamo fatto una grande battaglia unendo anche regioni con caratteristiche politiche diverse. E siamo riusciti a limitare i danni. Nonostante questo, però, il provvedimento non è condivisibile e quindi la Regione Toscana non ha dato la propria intesa”.

IRA ALTA VAL DI CECINA: “NO ALL’ESCLUSIONE”

In Toscana, dopo i ritocchi alla legge sulla Montagna apportati dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, resteranno montani 113 Comuni dei 149 che oggi compaiono nell’elenco. In pratica, stando al conto fatto anche da Upi Toscana, sono 36 i municipi che perderanno lo status. Tra questi molti della provincia di Pisa e di Livorno pronti a dare battaglia. Come si spiega da Anci Toscana, infatti, ieri i Comuni dell’Alta Val di Cecina si sono riuniti a Volterra su input del sindaco Giacomo Santi per chiedere “con forza la rivisitazione dei criteri”. Le amministrazioni, quindi, hanno rivendicato “parità di trattamento rispetto agli altri Comuni interni con strumenti adeguati per contenere il gap strutturale che li caratterizza”.

Nel corso dell’assemblea è intervenuto il sindaco di San Marcello Piteglio e delegato di Anci Toscana alle politiche per la montagna, Luca Marmo, che si è messo a disposizione con per dare seguito alla battaglia dei Comuni esclusi. “L’appuntamento è alla prossima assemblea di Anci Toscana prevista a Firenze martedì prossimo “con la convocazione di una specifica consulta della montagna per discutere, concordare e mettere in atto ogni azione utile a mettere in salvaguardia i Comuni che, in modo sacrosanto, hanno rappresentato ieri il loro disappunto per una normativa che li taglia fuori dalle opportunità delineate e garantite dal nuovo dispositivo di legge”.

A Volterra, ha affermato il sindaco Santi, “abbiamo detto con chiarezza che la nuova legge sulla montagna, così com’è, è sbagliata e ingiusta. Criteri burocratici e astratti cancellano con un tratto di penna territori che vivono reali condizioni di svantaggio, creando disparità inaccettabili tra Comuni simili. La montanità non è una quota su una mappa: è diritto ai servizi, coesione sociale, presidio del territorio”. Per questo “chiediamo una revisione immediata della legge e politiche coraggiose contro spopolamento e marginalizzazione. Difendere le aree interne è una scelta politica, non una concessione”.
Per il Comune di Buti “il danno è incalcolabile”, ha sottolineato la sindaca Arianna Buti. “Come amministratore, devo guardare al futuro: l’esclusione dalla lista dei Comuni montani ci mette in gravi difficoltà, con molti finanziamenti che diventano incerti, anche quelli per la gestione del rischio idrogeologico e per la cura del patrimonio boschivo del nostro territorio”. Per il sindaco di Montecatini Val di Cecina, Francesco Auriemma, “forse più che di montani bisognerebbe parlare di Comuni fragili. Siamo comunque pronti a batterci per mantenere le agevolazioni esistenti e ottenere le nuove agevolazioni previste nella nuova legge della montagna necessarie per garantire tutti i servizi dei nostri territori”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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