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Violenza, controllo e ricatti emotivi: il rapporto di “Save the children” sulle relazioni tra adolescenti

Il rapporto “Stavo solo scherzando – Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti” mette in luce come atteggiamenti aggressivi e forme di controllo vengano spesso normalizzati

L’amore tra adolescenti è davvero solo emozione e scoperta, o nasconde dinamiche che troppo spesso vengono scambiate per “normalità”? Il rapporto “Stavo solo scherzando – Nuove evidenze sulla violenza nelle relazioni tra adolescenti”, realizzato da Save the children,  in collaborazione con IPSOS DOXA, mette in luce come atteggiamenti aggressivi e forme di controllo vengano spesso normalizzati.

Inoltre, mostra anche quanto il contesto familiare incida: chi cresce in ambienti segnati da tensioni, conflitti o violenza ha maggiori probabilità di subire o mettere in atto ricatti emotivi, comportamenti aggressivi e dinamiche di controllo nelle proprie relazioni.

Violenza nelle relazioni tra adolescenti: i dati

Alla vigilia di San Valentino, la giornata simbolo dell’amore, i dati del nuovo rapporto “Stavo solo scherzando” raccontano una realtà molto diversa tra gli adolescenti.

Queste dinamiche non riguardano solo la sfera privata, ma anche lo spazio pubblico, sia online che offline:

I dati raccontano una violenza diffusa e radicata, che non può essere ignorata. Evidenziano un fenomeno ampio e complesso, che merita attenzione per comprenderne meglio cause, contesti e dinamiche. È necessario interrogarsi su quali strumenti educativi e culturali manchino ancora. Rafforzare l’impegno di famiglie, scuole e istituzioni è fondamentale per accompagnare ragazze e ragazzi nella costruzione di relazioni affettive e sessuali sane, basate su rispettoconsenso e libertà, in un clima privo di stigma, discriminazioni e paure.

Violenza, controllo e ricatti emotivi nelle relazioni

Quando si parla di violenza, controllo e ricatti emotivi nelle relazioni tra adolescenti, emerge una quasi sovrapposizione tra ciò che gli adolescenti dichiarano di aver subìto e ciò che ammettono di aver messo in atto, anche se sono più spesso i ragazzi a riconoscere questi comportamenti.

Violenza di genere e limitazione delle libertà

Sono soprattutto le ragazze a pagare il prezzo più alto in termini di rischi, rinunce e stigma, segno che violenza e controllo hanno effetti diseguali. Il 66% ha subìto catcalling in strada o in luoghi pubblici; il 70% dice di sentirsi in pericolo quando è per strada, e quasi una su due evita di prendere i mezzi pubblici la sera da sola. La paura non è un’emozione neutra, uguale per tutti: è il risultato di un contesto sociale in cui le ragazze imparano presto che il loro corpo è più esposto, nello spazio pubblico e online, e che la responsabilità di “stare attente” ricade soprattutto su di loro.

I dati Istat lo confermano: il 37,6% delle ragazze tra i 16 e i 24 anni dichiara di aver subìto almeno una violenza fisica o sessuale negli ultimi cinque anni. Un dato in aumento di quasi 10 punti rispetto al 2014, crescita dovuta soprattutto alle violenze sessuali, passate dal 17,7% al 30,8%. L’aumento riguarda tutti i tipi di autore, ma in particolare gli ex partner (dal 5,7% al 12,5%) e uomini non partner – parenti, amici, conoscenti o sconosciuti – (dal 15,3% al 28,6%).

Per reagire a queste situazioni, molte ragazze adottano strategie di prevenzione che finiscono per limitare la loro libertà di movimento e di partecipazione sociale, più dei coetanei. La percezione del rischio incide anche su corpo e comportamenti:

Sono diffuse anche strategie di autoprotezione:

Violenza di genere online e offline

Anche al di fuori delle relazioni, i ragazzi e le ragazze affrontano, in molti casi, un clima di violenza pervasiva, sia online che offline.

Commenti sessisti, discriminazioni di genere e per l’orientamento sessuale fanno parte del vissuto quotidiano degli adolescenti:

Oltre un terzo degli intervistati ha ricevuto insulti o prese in giro per motivi legati al genere o all’orientamento sessuale, il 35% ha visto rivelato il proprio orientamento sessuale o le proprie scelte affettive da qualcuno senza il suo consenso.

Incontri occasionali, giochi e sfide sessuali

La ricerca evidenzia anche comportamenti diffusi tra gli adolescenti che possono diventare situazioni di vulnerabilità, soprattutto quando si intrecciano con pressioni, abuso e mancanza di consenso.

Amore, possesso e consapevolezze tra adolescenti

Rispetto al nostro rapporto pubblicato nel 2024, “Le ragazze stanno bene?“, migliora la consapevolezza della differenza tra amore e possesso, soprattutto tra le ragazze, ma non cambiano i comportamenti. Ragazze e ragazzi mostrano una maggiore consapevolezza su libertà, limiti e consenso. 

Come già evidenziato nel rapporto dello scorso anno “L’educazione affettiva e sessuale in adolescenza: a che punto siamo?“, meno della metà degli adolescenti ha fatto educazione sessuo-affettiva a scuola. Per il 79% un corso obbligatorio di educazione sessuale a scuola sarebbe utile per contrastare la violenza di genere.

“I passi avanti fatti nella consapevolezza della violenza di genere tra gli adolescenti sono importanti, ma ancora troppo pochi e troppo lenti. Preoccupa la persistenza nelle relazioni di comportamenti di controllo e di possesso e la difficoltà che molti adolescenti, soprattutto le ragazze, incontrano per vivere gli spazi pubblici, anche online, in modo sicuro. Questo impegno deve partire dalla scuola, con l’inserimento di corsi obbligatori di educazione sessuo-affettiva che gli stessi adolescenti ritengono fondamentali, e deve arrivare a comprendere tutti coloro che hanno una responsabilità educativa, compresi i gestori delle piattaforme online, vista la pervasività che gli ambienti digitali hanno nella vita di relazione di ragazzi e ragazze”. dichiara Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children.

Con la campagna #Facciamoloinclasse, torniamo a chiedere l’approvazione di una legge che preveda percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità, in accordo con le Linee guida UNESCO sulla Comprehensive Sexual Education (CSE) e gli Standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a partire dalla scuola dell’infanzia fino alle secondarie di II grado, all’interno dei piani formativi e con modalità adeguate all’età dei beneficiari.

Prevenzione e protezione da violenza: i nostri progetti

Operiamo con progetti dedicati alla prevenzione, all’emersione e alla protezione delle donne che subiscono violenza, dei loro figli e figlie testimoni di violenza, e dei minori orfani di femminicidio. Tra questi: Ad Ali Spiegate, sviluppato con Centri Antiviolenza e Case Rifugio, i punti d’ascolto I Germogli, che hanno lo scopo di facilitare l’emersione precoce di situazioni di violenza domestica e assistita e promuoverne la prevenzione, il progetto Respiro, attivo in sei regioni del Sud Italia e finanziato da Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa.

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