Impresa della valdostana, al primo oro olimpico di una carriera incredibile. Delusione per Sofia
Quando scende lei, col pettorale numero 6, la nebbia non ha ancora avvolto la cima delle Tofane. Per cui Federica Brignone azzanna la pista del SuperG con lo sguardo al traguardo, porta dopo porta, accoltellando la neve fresca e compatta. E va giù evitando il disastro che invece coglie molte delle avversarie, Sofia Goggia compresa. Va giù come se non avesse azzerato una stagione fatta di chirurgia e fisioterapia invece che di preparazione fisica. Va giù e si prende la medaglia d’oro. Il suo primo oro olimpico, dopo l’argento a Pechino 2022 e i due bronzi (Pechino e Pyeong Chang). 1’23″41 dribblando gli inciampi di un tracciato scorbutico, rischia di cadere una, due, tre volte. Ma resta in linea con la storia. Davanti a Mattarella.
“Ho pensato o la va o la spacca. Non pensavo di vincere l’oro, sinceramente. Forse ce l’ho fatta perché non mi mancava, pensavo di aver già fatto il massimo. Ero tranquilla. Mi valutavo outsider”.
Quando scende Sofia Goggia, sul podio virtuale con Brignone, c’è anche Pirovano. Il sogno è un tris. Sofia parte ancora più aggressiva, con 4 centesimi di distacco da Fede. Poi si scompone, si allarga, al secondo intertempo ha 64 centesimi di vantaggio. È a limite, e poi lo supera: aggancia una porta, resta in piedi con un gioco di prestigio, poi salta definitivamente. E va fuori.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

