Site icon Corriere Nazionale

Olimpiadi invernali: Heraskevych continua la sua battaglia per il casco in memoria delle vittime ucraine

Vladyslav Heraskevych

Olimpiadi invernali: l’atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, uno dei favoriti della gara di skeleton, continua dal suo profilo Ig la battaglia contro il CIO per il casco della memoria

“La vicenda del casco della memoria sta volgendo sempre più in un teatro dell’assurdo per colpa del Cio”: l’atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, uno dei favoriti della gara di skeleton in programma oggi, continua dal suo profilo Ig la battaglia contro il Comitato Internazionale Olimpico per poter indossare durante la competizione il casco commemorativo degli atleti, anche giovanissimi, vittime del conflitto in corso del suo Paese.

IL SOSTEGNO DI ZELENSKY

E ora ha dalla sua parte numerosi compagni di squadra, che hanno manifestato supporto alla sua iniziative, il governo ucraino e lo stesso presidente Volodymyr Zelensky che lo ha ringraziato pubblicamente e ha stigmatizzato il divieto. “Ringrazio il portabandiera della nostra squadra nazionale alle Olimpiadi invernali, Vladyslav Heraskevych, per aver ricordato al mondo il prezzo della nostra lotta. Questa verità non può essere scomoda, inappropriata o definita una “manifestazione politica durante un evento sportivo”: scrive infatti il presidente ucraino dal suo profilo X.

CHI C’È SUL CASCO DI HERASKEVYCH

Sul casco della discordia ci sono le foto di 21 sportivi ucraini: tra gli altri, il pattinatore Dmytro Sharpar, ucciso in combattimento vicino a Bakhmut; e Yevhen Malyshev, un biatleta diciannovenne ucciso dai soldati russi vicino a Kharkiv. Ma anche atlete e atleti che avevano partecipato alle Olimpiadi giovanili e due bambine, la più piccola uccisa a nove anni. Durante le prove, nei giorni scorsi e anche oggi, il campione di skeleton lo ha indossato e sua intenzione è quella di portarlo in gara domani, mercoledì 12 febbraio. Ma la sua volontà si scontra con “l’infame regola 50”- come la chiama lui dai profili social- della Carta Olimpica che recita: “Non è consentito alcun tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale in nessun sito, sede o altra area olimpica”.

COSA RISCHIA

Heraskevych sostiene di volerlo indossare, a rischio squalifica ed espulsione dai Giochi. “Sono stati uccisi, ma la loro voce è così alta che il Cio ha paura di loro – sono le sue parole di sfida da Ig- Sono convinto che non abbiamo violato nessuna regola del Cio (l’infame regola 50), e quindi abbiamo tutto il diritto di indossare questo casco. Grazie al loro sacrificio oggi siamo vivi e possiamo far parte di queste Olimpiadi. E credo davvero che sia grazie al loro sacrificio che queste Olimpiadi possano davvero svolgersi oggi. Anche se il CIO vuole tradire la memoria di questi atleti, io non li tradirò”.

LA SLITTINISTA E LA SCIATRICE DI FREESTYLE VICINE AL COLLEGA

In queste ultime ore si sono altre voci a sostegno del ‘collega’: la slittinista olimpica ucraina Olena Smaha, al termine di una garaha infatti indossato un guanto con la scritta “Remembrance is not a violation” (trad. Il ricordo non è una violazione). Un’altra atleta ucraina ha rivelato di aver avuto dal Cio lo stesso trattamento di Heraskevych: il Kyiv Independent riferisce infatti che Kateryna Kotsar, sciatrice freestyle, ha dichiarato che il Comitato Olimpico Internazionale le ha vietato di utilizzare un casco personalizzato con la scritta “Siate coraggiosi come gli ucraini” alle Olimpiadi invernali del 2026. L’atleta si è subito rassegnata: “A causa della mancanza di esperienza, conoscenza e probabilmente di sicurezza- ha ammesso Kotsar che partecipa alla sua prima Olimpiade- ho semplicemente cambiato il casco e ora ha solo una piccola bandiera ucraina”.

IL CASO DELL’ATLETA ITALIANO CON LA BANDIERA RUSSA SUL CASCO

Infine, lo stesso Heraskevych e persino i canali istituzionali del governo di Kiev hanno rilanciato la questione, denunciando addirittura una grave differenza di trattamento che tira in causa direttamente un atleta italiano. Nel mirino lo snowboarder italiano Roland Fischnaller a cui il Cio ha permesso di indossare un casco con la bandiera russa. “I simboli degli aggressori non appartengono alla scena mondiale”, è lo sfogo dell’atleta ucraino. La motivazione data dal Comitato olimpico è che la scelta di Fishnaller non è affatto propaganda politica. Semplicemente sul suo casco lo sportivo italiano ha affisso le bandiere dei paesi in cui ha gareggiato alle precedenti sei Olimpiadi, in una sorta di amarcord delle sue imprese sportive. Insieme a quella russa per Sochi 2014, c’è la bandiera degli Stati Uniti per Salt Lake City 2002, quella dell’Italia per Torino 2006 e per i Giochi attuali, la canadese per Vancouver 2010, la sudcoreana per Pyeongchang 2018, la cinese per Pechino 2022.

LA REPLICA DEL CIO: “PUÒ ESPRIMERSI PRIMA E DOPO LE GARE”

Su tutta la polemica ucraina, cerca di buttare acqua sul fuoco il portavoce del Cio Mark Adams, assicurando che si è al lavoro per cercare un compromesso: “Contatteremo e ribadiremo le molte, molte opportunità che ha per esprimere il suo dolore. Può farlo sui social media e nelle conferenze stampa. Cercheremo di parlargli e di convincerlo. Vogliamo che gareggi. Ma vogliamo chiedergli di esprimersi prima e dopo le gare, non durante. È nell’interesse di tutti che lui possa prendere parte a queste Olimpiadi, come è nell’interesse di tutti ascoltare quello che ha da dire”.

LE GARE DI SKELETON, QUANDO

Per sapere come andrà a finire questo braccio di ferro non resta che aspettare stamani mattina, mercoledì 12 febbraio: alle 9.30 è in programma la prima manche gara maschile di skeleton, alle 11.05 la seconda manche.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

Exit mobile version