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Ddl migranti: dal “blocco navale” alle espulsioni, ecco tutte le novità

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Dal “blocco navale” alle espulsioni: tutte le novità del ddl Migranti. La premier Meloni: “Mantenuto un altro impegno con i cittadini”

“Il Governo ha approvato un provvedimento molto significativo per rafforzare il contrasto all’immigrazione illegale di massa e ai trafficanti di esseri umani. I numeri che abbiamo raggiunto in questi anni, -60% di sbarchi e +55% di rimpatri, ci incoraggiano a fare ancora meglio e vogliamo farlo”. Lo dice la premier Giorgia Meloni commentando in un video su X il pacchetto sui migranti approvato in Cdm.

“Abbiamo finalmente potuto mantenere un altro impegno che avevamo preso con i cittadini nel nostro programma di Governo di centro-destra -prosegue la presidente del Consiglio- cioè la possibilità, nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, come il rischio di terrorismo ma anche una pressione migratoria eccezionale, di impedire l’attraversamento delle acque territoriali italiane e di condurre i migranti che sono a bordo di quelle imbarcazioni sottoposte all’interdizione anche in Paesi terzi”.

“Una opzione che è compatibile con le nuove regole europee che tra l’altro l’Italia ha contribuito a definire, a dimostrazione di come tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni in Europa sta imprimendo una svolta totale nella gestione del fenomeno”, rivendica la premier, che aggiunge: “Per tutti quelli che dicevano che era impossibile, voglio ricordare che niente è davvero impossibile per chi è determinato a fare qualcosa e noi siamo determinati a garantire la sicurezza dei confini, la sicurezza dei cittadini e utilizzeremo tutti gli strumenti che possiamo per garantire questa sicurezza”.

“Insieme a questa norma- conclude Meloni- il provvedimento ne prevede molte altre, in particolare proprio per garantire la sicurezza ci sono procedure più veloci per espellere gli stranieri che sono stati condannati, ma si ampliano anche i casi in cui si può espellere uno straniero che delinque, aggiungendo reati come violenza pubblico ufficiale, riduzione in schiavitù, maltrattamenti in famiglia, perché se vuoi vivere in Italia devi rispettare le leggi dello Stato italiano oppure viene espulso”.

MELONI: “PARLAMENTO APPROVI VELOCEMENTE MISURE”

“Ci appelliamo ora al Parlamento perché approvi velocemente” le norme del pacchetto immigrazione. “Vediamo quante delle forze politiche che vengono in TV a dire che il Governo non fa abbastanza per la sicurezza saranno disposte anche a darci una mano per garantire quella sicurezza”, dice ancora la premier. “Noi ce la stiamo mettendo tutta, speriamo solo che tutti facciano la loro parte senza creare ostacoli fantasiosi e dal chiaro sapore ideologico“, conclude Meloni.

DDL SUI MIGRANTI, ECCO LE NOVITÀ

Il disegno di legge introduce disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024. Si tratta di una riforma organica volta a potenziare gli strumenti di contrasto all’immigrazione illegale e a garantire una gestione più rigorosa dei flussi migratori. Si compone di due parti: la prima introduce norme che entreranno in vigore a seguito della pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale; la seconda parte conferisce invece un’ampia delega al Governo per l’adozione, entro sei mesi, di decreti legislativi necessari al recepimento delle direttive UE e all’adeguamento ai nuovi regolamenti comunitari.

Tra i principali punti del testo la sezione sul ‘blocco navale’. Vengono valorizzate le misure di prevenzione alle frontiere, attuando una strategia di difesa dei confini che mira a ridurre drasticamente le partenze irregolari. In attuazione del Regolamento (UE) 2024/1359, poi, vengono definite procedure specifiche per affrontare situazioni di afflusso massiccio e strumentalizzato di migranti, con la possibilità di interdire l’attraversamento delle acque territoriali a navi in presenza di minacce gravi per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale.

Vengono normate in modo compiuto le modalità di trattenimento dello straniero nelle more delle procedure di esame della domanda di protezione. Si ampliano le ipotesi in cui il giudice, con sentenza di condanna, può disporre l’espulsione o l’allontanamento dello straniero ed è prevista una procedura accelerata per l’esecuzione delle espulsioni di stranieri detenuti.

Viene istituito un sistema di sorveglianza integrata che permette di agire preventivamente sulle rotte migratorie, rafforzando la cooperazione con le agenzie europee (Frontex) per il controllo dei confini marittimi e terrestri. Si introduce una procedura accelerata che si svolge direttamente presso i valichi o nelle zone di transito, permettendo l’allontanamento immediato dei soggetti provenienti da Paesi sicuri o con domande manifestamente infondate. Si fanno più stringenti i requisiti per la protezione complementare e i ricongiungimenti familiari. Per evitare l’uso strumentale delle norme sui legami familiari, il disegno di legge introduce criteri di maggior rigore rispetto agli attuali.

Sono definite con precisione le condizioni che dimostrano l’effettiva esistenza di vincoli familiari e di integrazione sociale. L’accertamento deve basarsi sulla natura effettiva dei legami, sulla durata del soggiorno nel territorio nazionale e sull’esistenza di legami familiari, sociali o culturali con il Paese d’origine, impedendo il rilascio del titolo in presenza di condanne per reati che comportano la pericolosità sociale del richiedente.

Le prestazioni di accoglienza vengono condizionate all’effettiva permanenza del richiedente nel centro assegnato. La violazione delle regole di convivenza o la disponibilità di mezzi economici sufficienti comporteranno la revoca immediata o l’obbligo di rifusione dei costi sostenuti dallo Stato. Vengono inasprite le sanzioni per l’inosservanza degli ordini di allontanamento e potenziati i poteri di accertamento della polizia giudiziaria per l’identificazione di chi occulta la propria identità o nazionalità.

PARITÀ DI TRATTAMENTO TRA LE PERSONE

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, del Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Roccella e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/1499 del Consiglio, del 7 maggio 2024, sulle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall’origine etnicatra le persone in materia di occupazione e impiego indipendentemente dalla religione o dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale e tra le donne e gli uomini in materia di sicurezza sociale e per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura, e che modifica le direttive 2000/43/CE e 2004/113/CE e della direttiva (UE) 2024/1500 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 maggio 2024 sulle norme riguardanti gli organismi per la parità nel settore della parità di trattamento e delle pari opportunità tra donne e uomini in materia di occupazione e impiego, e che modifica le direttive 2006/54/CE e 2010/41/UE.

Il provvedimento recepisce la disciplina europea armonizzando il quadro normativo interno con gli standard minimi fissati dal diritto dell’Unione, introduce requisiti vincolanti di indipendenza, autonomia e adeguatezza delle risorse per gli organismi nazionali competenti nel contrasto alle discriminazioni fondate su razza, origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età, orientamento sessuale e per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura. Inoltre, stabilisce requisiti minimi per il funzionamento degli organismi per la parità per migliorarne l’efficacia e garantirne l’indipendenza al fine di rafforzare l’applicazione del principio della parità di trattamento.

Il decreto prevede l’istituzione di un nuovo Organismo per la parità, configurato quale autorità amministrativa indipendente, dotata di autonomia regolamentare, organizzativa, contabile e finanziaria, che opererà senza vincoli di subordinazione o gerarchia a decorrere dal 1° gennaio 2027.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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