Il Sì al Referendum, l’estremista Vannacci e il far west di Trump, “Corona? ci pensano gli avvocati”: parla Marina Berlusconi
“Voterò sì, non per il mio cognome, ma perché è la cosa giusta”, lo dice Marina Berlusconi in un’intervista sull’attualità politica, e non solo, in cui vira dai tecnicismi sulla giustizia, alla querelle tra il generale Vannacci e il centrodestra: “Se va via, non è una grande perdita”. Per passare ai temi di politica internazionale, “Trump mi preoccupa”, e bypassare invece l’affaire Corona: “Ci stanno pensano i nostri avvocati”.
IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA
“Il referendum del 22-23 marzo voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta perché i referendum dovrebbero servire a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze”: l’imprenditrice motiva così il perché del suo sì al referendum sulla giustizia. “La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera terzietà dei giudici- insiste- Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”.
TRA I MAGISTRATI “UN GRAN BAZAR DI NOMINE”
Cerca quindi di smarcarsi dalla posizione storica di Silvio Berlusconi. “È vero, mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa”, assicura. Poi affonda il colpo: “C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni- denuncia- La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine”. Esiste quindi “un problema di correnti” che “all’interno del Consiglio superiore della magistratura decidono vita e morte di pm e giudici”. E ancora: “Certe dinamiche ricordano davvero un gran bazar- insiste- dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un “pagherò””. Per arrivare a sollevare un presunto “sistema toghe-politica”: “Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”.
MEDIASET E IL ‘NEMICO’ CORONA
Dopo l’attacco alla magistratura, anzi ad alcune sue correnti, la promessa che lei non pensa a fare la leader del centrodestra: “Il mio lavoro è un altro. Anzi, sono orgogliosa di quello che stiamo facendo”. E passa in rassegna le conquiste imprenditoriali: “Mondadori è solida e si conferma un presidio di qualità e pluralismo; Mediolanum ha chiuso un anno record grazie all’ottimo lavoro di Massimo Doris. E mio fratello Pier Silvio con Mediaset continua a fare numeri eccellenti, mentre il sogno di una tv europea con la testa in Italia è divenuto realtà”. L’intervistatore ci prova a mettere in mezzo a tutto ciò “Fabrizio Corona“, ormai nemico giurato n.1 di Mediaset che lo ha denunciato e gli chiesto un risarcimento da 160 milioni per il presunto scandalo sollevato a Falsissimo. “Mi hanno costretto a vederne una puntata- ammette Marina Berlusconi, lei stessa target degli attacchi dell’ex re dei paparazzi- devo dire che, oltre che falsissimo, l’ho trovato davvero noiosissimo”. E poi preferisce tagliare corto: “Comunque se ne stanno occupando i nostri avvocati”.
“GRAZIE A TAJANI, MA ORA PER FORZA ITALIA COMINCIA UNA NUOVA FASE”
L’intervista vira quindi più sui temi di ‘casa Berlusconi’, ovvero Forza Italia e il suo futuro. Dai ‘grazie’ all’attuale segretario Tajani che “Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo” si passa dritto al suo possibile ‘licenziamento’, figurato con la definizione di una “nuova fase”. “Adesso-dice infatti Marina B.- inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui”.
“SENZA VANNACCI IL CENTRODESTRA LIBERO DA PERICOLOSI ESTREMISTI”
E poi spazio al centrodestra che “nelle scelte è sempre rimasto compatto”. E come vede l’ultima mossa del generale Vannacci e la sua uscita dalla Lega? Se se ne andasse anche dalla maggioranza? “Per come la penso io, non sarebbe una gran perdita…- passa sopra- Anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi”. E la politica interna si chiude con il plauso alla Premier Giorgia Meloni, bravissima a gestire i rapporti tra Europa e Stati uniti.
“TRUMP? SONO SEMPRE PIÙ PREOCCUPATA”
Inevitabile passare al voto su Donald Trump, decisamente incerto: ” Sono sempre più preoccupata. Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia- osserva- Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà”. Nel presidente Usa l’imprenditrice vede “la legge del più forte, prevaricazione, affarismo”, e ancora un leader che “fa l’uso della violenza contro il dissenso”, ha creato un Far west, non solo nel suo paese: “Anche noi europei dobbiamo farci i conti, perché l’Occidente, senza l’America, non va da nessuna parte”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

