I legali hanno anticipato che si appellerà al 5° emendamento ma le sue possibili risposte fanno paura a molti. A fine mese anche i Clinton chiamati a deporre
“Lei era peggio di Epstein”: così la descrivono le testimonianze di alcune delle vittime del finanziere condannato per abusi e traffico di minorenni, suicida in carcere nel 2019. Oggi, lunedì 9 febbraio, proprio lei, Ghislaine Maxwell, compagna di Jeffrey Epstein, sua collaboratrice negli affari e – secondo la giustizia americana – anche nella condotta criminale, deporrà virtualmente davanti al congresso. Anche se i suoi avvocati hanno indicato che invocherà il Quinto emendamento e quindi non risponderà alle domande, l’attesa è tanta, perché Maxwell di fatto è ritenuta depositaria dei segreti che metterebbero nei guai anche politici americani di spicco, in primis, i coniugi Clinton.
L’AUDIZIONE A PORTE CHIUSE E DAL CARCERE
Tuttora reclusa in un carcere di massima sicurezza in Texas, la compagna di Epstein sta scontando una pena detentiva di 20 anni per aver aver reclutato e trafficato ragazze adolescenti per abusarne sessualmente da parte di Epstein e, in alcuni casi, anche da lei stessa. Ora ha accettato di testimoniare sotto giuramento davanti alla commissione congressuale che indaga sulla gestione dei fascicoli Epstein da parte del governo federale. L’affronterà in una seduta a porte chiuse e a distanza: infatti risponderà ( o non risponderà) alle domanda dal carcere.
LA RICHIESTA DI IMMUNITÀ
Fino ad oggi, la cittadina britannica si è sempre rifiutata di collaborare, senza che le fosse concessa l’immunità legale e i presupposti fanno pensare che anche la sessione odierna non possa andare diversamente. Il team legale di Maxwell ha affermato che chiederle di testimoniare dal carcere e senza alcuna immunità legale è “impossibile” perché “non può rischiare ulteriori esposizioni penali in un ambiente politicamente carico senza immunità formale”, poiché parlare dal carcere “crea reali rischi per la sicurezza e compromette l’integrità del processo”. E di fatto i legislatori della Camera non possono obbligare Maxwell a rinunciare alle protezioni del Quinto Emendamento.
Maxwell, condannata nel 2021, aveva presentato ricorso contro la condanna alla Corte Suprema lo scorso ottobre, ma la Corte lo ha respinto. Come spiega la Bcc, oggi l’unica possibilità per uscire di prigione prima del previsto sarebbe la grazia presidenziale, a meno che non riesca a convincere un giudice federale di New York ad annullare o modificare la sua condanna. A riguardo, la Casa Bianca ha negato che Trump stia prendendo in considerazione la possibilità di concedergli la grazia, ma in un’occasione ha anche affermato di non escluderla. Nel frattempo, dal 19 dicembre scorso il Dipartimento di Giustizia sta pubblicando progressivamente i contenuti dei fascicoli su Epstein. Ad oggi risulta diffusa solo una minima parte, ma sono stati già tirati in ballo nomi importanti del mondo della politica e dello spettacolo a livello internazionale.
I RAPPORTI CON HILLARY E BILL CLINTON
Nel mirino in particolare Hillary e Bill Clinton: quest’ultimo appare in più fotografie contenute negli Epstein file risalenti agli anni ’90 e inizio degli anni 2000, anche se non è mai stato accusato di illeciti dalle vittime degli abusi e ha negato di essere a conoscenza dei reati. Sotto la minaccia dell’accusa di oltraggio lanciata dai Repubblicani, anche la coppia Dem siederà davanti a una commissione del congresso per rispondere alle domande sui loro rapporti con il finanziere pedofilo morto in carcere: l’ex first lady e segretario di stato Hillary Clinton deporrà il 26 febbraio, il marito lo farà il giorno dopo.
In vista di queste deposizioni, è ancora più rilevante quella di Ghislaine Maxwell: come rivela il New York Times infatti i legami tra Epstein e Bill Clinton nascono da lei. La donna ha contribuito a un finanziamento da 1 milione di dollari alla fondazione Clinton Global Initiative ed era così in amicizia con i Clinton da essere tra gli invitati al matrimonio della loro figlia, Chelsea. Di fatto i rapporti tra l’ex coppia presidenziale ed Epstein-Maxwell si sono poi interrotti bruscamente una volta venuti a galla gli addebiti con la giustizia.
IL PATRIMONIO DI EPSTEIN, DOPO L’ARRESTO GHISLAINE TRASFERÌ 19 MILIONI DI EURO IN SVIZZERA
Ghislaine Maxwell non era solo la compagna di vita di Epstein e sua procacciatrice di vittime, era colei che gestiva anche larga parte del suo patrimonio. Il patrimonio del finanziere, dopo il suo arresto, fu infatti trasferito da Maxwell al colosso svizzero Ubs, nel 2014, pochi mesi dopo che la JPMorgan Chase aveva deciso di porre fine al suo rapporto con Jeffrey Epstein. Secondo Reuters il trasferimento ammontava fino a 19 milioni di dollari e tutto ciò emergerebbe da una serie di documenti pubblicati il mese scorso dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. I documenti includono e-mail ed estratti conto bancari, riferisce Reuters oggi, 9 febbraio, e mostrano che l’istituto di credito svizzero ha aperto conti personali e aziendali per Maxwell contenenti liquidità, azioni e investimenti in hedge fund. Non solo Ubs le ha assegnato due relationship manager, che hanno poi aiutato Maxwell a spostare milioni di dollari e le hanno concesso altri benefit, come le riserve della banca per i suoi facoltosi clienti.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

