Chmp autorizza l’immissione in commercio per Rezurock (belumosudil) nel trattamento della malattia del trapianto contro l’ospite cronica (chronic graft-versus-host disease, GVHD)
Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia Europea per i Medicinali ha espresso parere positivo raccomandando il rilascio di un’autorizzazione condizionata all’immissione in commercio per Rezurock (belumosudil) nel trattamento della malattia del trapianto contro l’ospite cronica (chronic graft-versus-host disease, GVHD).
Il farmaco è indicato per pazienti adulti e adolescenti a partire dai 12 anni, con peso corporeo ≥40 kg, quando le opzioni terapeutiche precedenti hanno fornito un beneficio clinico limitato, non sono risultate appropriate o sono state esaurite. La decisione finale della Commissione europea è attesa nelle prossime settimane.
Il parere positivo arriva dopo che Sanofi aveva richiesto un riesame della precedente valutazione negativa del CHMP, adottata nell’ottobre 2025, impegnandosi a condurre uno studio confermativo post-approvazione per rafforzare ulteriormente le evidenze cliniche in un’area caratterizzata da un rilevante bisogno medico insoddisfatto.
Belumosudil è già approvato in 20 Paesi, tra cui Stati Uniti, Regno Unito e Canada, per il trattamento della GVHD cronica dopo il fallimento di almeno due linee di terapia sistemica, e in Cina dopo una linea di trattamento. Dalla prima approvazione negli Stati Uniti, nel luglio 2021, oltre 17mila pazienti sono stati trattati con questo farmaco.
Un bisogno clinico ancora elevato
La GVHD cronica è una complicanza grave e potenzialmente letale del trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, che può coinvolgere numerosi organi e compromettere in modo significativo la qualità di vita dei pazienti. Colpisce fino al 50% dei soggetti sottoposti a trapianto, rappresentando una delle principali cause di morbidità e mortalità tardiva non correlata alla recidiva della malattia di base.
«La GVHD cronica può limitare profondamente la vita quotidiana dei pazienti e avere un impatto emotivo importante», ha commentato Mohamad Mohty, professore di Ematologia alla Sorbonne University di Parigi. «Per chi ha esaurito le opzioni disponibili, questo parere positivo rappresenta un passo avanti significativo nella gestione della malattia».
Le evidenze cliniche a supporto
La raccomandazione del Chmp si basa su dati di efficacia e sicurezza provenienti da più studi clinici e da evidenze di real-world, tra cui lo studio pivotale di fase 2 ROCKstar. In questo trial multicentrico, randomizzato e open-label, Rezurock ha dimostrato risposte clinicamente significative e durature in pazienti con GVHD cronica trattati con almeno due precedenti linee di terapia sistemica.
Lo studio ROCKstar ha mostrato un tasso di risposta globale (ORR) del 74% (IC 95%: 63–83), con un profilo di tollerabilità generalmente favorevole. Gli eventi avversi più comuni hanno incluso affaticamento, diarrea, nausea, dispnea e infezioni delle vie respiratorie superiori. I dati di follow-up a lungo termine hanno confermato la durabilità della risposta.
Un farmaco già utilizzato a livello globale
Dal punto di vista farmacologico, belumosudil è un inibitore selettivo di ROCK2 (Rho-associated coiled-coil kinase 2), primo della sua classe. Il meccanismo d’azione mira a modulare i pathway immunitari e fibrotici coinvolti nella patogenesi della GVHD cronica, contribuendo a ridurre infiammazione e fibrosi tissutale.
Belumosudil è un inibitore selettivo di ROCK2 (Rho-associated coiled-coil kinase 2), una chinasi chiave coinvolta nei meccanismi immunitari e fibrotici alla base della GVHD cronica.
Meccanismo di azione del farmaco
Modula la risposta immunitaria: l’inibizione di ROCK2 riduce l’attivazione dei linfociti T pro-infiammatori (Th17) e favorisce l’espansione delle cellule T regolatorie (Treg), contribuendo a riequilibrare il sistema immunitario.
Riduce la fibrosi: ROCK2 è coinvolta nei pathway che portano alla deposizione di matrice extracellulare; il suo blocco attenua i processi fibrotici che danneggiano organi e tessuti nella GVHD cronica.
Azione su più organi bersaglio: intervenendo su infiammazione e fibrosi, belumosudil agisce sui principali meccanismi patogenetici responsabili del coinvolgimento multisistemico della malattia.
In sintesi, belumosudil non è un immunosoppressore aspecifico, ma una terapia mirata che corregge gli squilibri immunitari e fibrotici caratteristici della GVHD cronica, contribuendo a un controllo più duraturo della malattia.
Prospettive future
Sanofi sta proseguendo gli studi per valutare sicurezza ed efficacia di belumosudil in altre popolazioni e indicazioni, inclusi pazienti pediatrici più giovani e la disfunzione cronica dell’allotrapianto polmonare, a conferma dell’interesse verso un ampliamento del potenziale terapeutico del farmaco.
Se confermata dalla Commissione europea, l’approvazione di belumosudil offrirebbe una nuova opzione terapeutica attesa da tempo per i pazienti europei con GVHD cronica in fase avanzata, rafforzando l’arsenale terapeutico in un’area clinica complessa e ad alto impatto.

