Il tentato approccio, il “no” e il pugno in faccia: così è stata uccisa Zoe Trinchero. A confessare il femminicidio è stato Alex Manna, 20 anni, crollato dopo l’interrogatorio
Uccisa perché avrebbe rifiutato l’approccio del suo aggressore. È morta così Zoe Trinchero, la diciassettenne trovata morta venerdì sera, poco prima della mezzanotte, in un corso d’acqua a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. A confessare il femminicidio è stato Alex Manna, 20 anni, crollato dopo l’interrogatorio. Il ragazzo, ascoltato in caserma dal pm di Alessandria Giacomo Ferrando, fin da subito non avrebbe convinto i carabinieri con la sua versione dei fatti che presentava varie incongruenze.
LE PRIME RICOSTRUZIONI DEI FATTI
Secondo le prime ricostruzioni, Zoe Trinchero che lavorava al bar della stazione, avrebbe finito il turno verso le 21 per poi recarsi a casa di amici dove era presente anche Manna. I due poi, si sarebbero allontanati dal gruppo e il ventenne, che risulterebbe già fidanzato, avrebbe tentato un approccio rifiutato dalla ragazza. Da lì la rabbia di Manna che le avrebbe sferrato un pugno forte in faccia e tentato di strangolarla per poi gettarla nel fiume. Sul corpo della giovane sarebbero stati trovati segni di violenza, ecchimosi e segni di percosse.
IL DEPISTAGGIO
Compiuto il delitto, Manna sarebbe tornato dagli amici e avrebbe raccontato che Zoe si sarebbe allontanata con un giovane nordafricano con problemi psichiatrici, noto in zona, tanto che questi avrebbe persino rischiato il linciaggio. Una versione però, che non ha convinto gli inquirenti e a cui, dopo alcune ore, è seguita la tragica confessione.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

