L’Unione delle comunità montane avverte: “Nessuno si senta salvato solo perché è dentro il nuovo elenco”. I Comuni montani, ghigliottinati dalla precedente classificazione, ora tornano a essere 3.700
“Nessuno si senta ‘salvato’ solo perché è dentro” il nuovo elenco dei Comuni che potranno continuare a dirsi montani. Perchè la nuova riclassificazione, uscita ieri dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dalla Conferenza unificata, porta “una tempesta perfetta. Dai 2.700 iniziali Comuni nella bozza di decreto di dicembre 2025, si passa a 3.700 attuali. Tanti in più, non tutti”, avvisa l’Uncem che ieri non era ai tavoli e che oggi si dice preoccupata dal nuovo elenco. In principio, secondo la primissima ipotesi dei criteri degli esperti del Governo i Comuni Montani dovevani scendere da 4.000 a 2.844.
Ora i criteri sono stati cambiati e “ci sono due questioni. Cosa faranno le Regioni per rafforzare le politiche per la montagna? Quanto stanzieranno di proprio fondo regionale per le montagne, oltre a quel che ricevono dal fondo nazionale? E la seconda- dice l’Unione dei Comuni, Enti e Comunità montane. quello che si deve fare, sempre per attuare la legge, nel comma successivo alla classificazione. Articolo 2 comma 2. Ovvero il sottoinsieme dei Comuni che andrà individuato con criteri socio-economici che beneficerà degli incentivi per medici, insegnanti, aziende di giovani, imprese agricole… Si rischia di proseguire nel caos e nella tempesta. Possiamo solo dire, che Uncem lo aveva detto. E forse anche per questo non è stata coinvolta -come avviene da anni- nella Conferenza Unificata, nonostante lo preveda una vigente legge dello Stato”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

