Delitto di Garlasco, il giallo dello scontrino. “Quel ticket è frutto della manomissione del parchimetro”: il settimanale Giallo dedica un ampio servizio a quanto fornito da Andrea Sempio come alibi
Il famoso ticket del parcheggio di Vigevano che Andrea Sempio presentò in Procura un anno dopo il delitto per dimostrare che lui quel giorno era altrove “è falso”. Anzi, di più: “È frutto di una manomissione”. Che il ticket non fosse una prova e non potesse in alcun modo costituire un alibi è una voce che circola da mesi sul web e sui social (tra l’altro detta a mezza bocca lo aveva detto anche l’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati), ma oggi il settimanale Giallo in edicola lo ribadisce a lettere cubitali dedicando proprio la copertina allo ‘scontrino’, a Sempio e alla figura del pompiere (amico della mamma di Sempio, Daniela Ferrari) che avrebbe raccontato la verità. Sarebbe infatti stato lui a raccontare agli inquirenti che il parchimetro di piazza Sant’Ambrogio a Vigevano, dove Sempio ha detto di aver parcheggiato per andare in una libreria (trovandola poi chiusa), nel 2007 si poteva manomettere facilmente. “Chi conosceva il metodo poteva manometterlo“, si legge nell’articolo di Giallo in edicola oggi. Ed è quello che il pompiere avrebbe detto nei mesi scorsi agli inquirenti che hanno riaperto le indagini sul delitto di Garlasco del 13 agosto 2007, sospettando (per la terza volta) un coinvolgimento di Sempio.
Il ‘problema’ dello scontrino non sarebbe dunque legato ad un passaggio di mano (non è stato Sempio a ottenerlo dal parchimetro ma qualcun altro), ma al fatto che è stato fatto uscire dal parchimetro ‘ad hoc’, manomettendolo. Il pompieri (che si chiama Antonio Bugada) ha raccontato in Procura (la testimonianza però per ora “è secretata”) che “lui e i suoi colleghi , per giustificare alcune uscite dal lavoro in orari non consoni, insieme con il produttore del parchimetro talvolta creavano degli scontrini con date e orari ad hoc”. Si tratta di “una vera e propria truffa che tuttavia non è stata mai smascherata”. Adesso i parchimetri sono stati rinnovati e non si può più fare (oltre al fatto che va inserita la targa).
Nell’articolo del settimanale Giallo, poi si legge anche un ragionamento che proverebbe ulteriormente il falso, dato che i numeri di serie di questo scontrino (e di un secondo scontrino conservato in casa di Sempio con la data del giorno dopo, il 14 agosto 2007) non coincidono. Per il settimanale Giallo, non c’è dubbio che la Procura di Pavia abbia fatto numerosi accertamenti su questo scontrino del parcheggio. La cui consegna ai Carabinieri da parte di Sempio quando era stato sospettato per il delitto un anno dopo i fatti) è sempre risultata cosa abbastanza strana: strano il fatto che lo avesse conservato e strana la scelta di consegnarlo quando venne interrogato. Perchè fornire un alibi senza un’accusa? Ma c’è anche un altro elemento che non torna: il padre di Sempio ha spiegato di aver trovato questo scontrino in macchina (qualche giorno dopo il delitto) e di averne parlato con la moglie, che aveva consigliato di tenerlo visto che probabilmente il figlio sarebbe stato ascoltato come altri amici di Marco Poggi. Ma lo scontrino (disse Sempio in un interrogatorio del 2017) venne ritrovato quando Andrea Sempio era già stato sentito dai Carabinieri. E allora perchè tenerlo?
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

