AstraZeneca accelera in modo deciso la propria strategia nel trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2, siglando un’alleanza potenzialmente da 18,5 miliardi di dollari con la cinese CSPC Pharmaceutical Group
AstraZeneca accelera in modo deciso la propria strategia nel trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2, siglando un’alleanza potenzialmente da 18,5 miliardi di dollari con la cinese CSPC Pharmaceutical Group. L’accordo, annunciato il 30 gennaio 2026, rafforza la presenza del colosso britannico nel settore dei farmaci metabolici e conferma il ruolo sempre più centrale della Cina nell’innovazione biofarmaceutica globale.
L’intesa arriva a poche settimane dall’impegno pubblico di AstraZeneca a investire 15 miliardi di dollari in Cina entro il 2030, e prevede un accordo di collaborazione e licenza che garantisce al gruppo anglo-svedese i diritti di sviluppo e commercializzazione, al di fuori della Grande Cina e di Taiwan, di una nuova generazione di peptidi a lunga durata d’azione per la gestione del peso e del diabete.
Un passo chiave in un’area ad alta competizione
Nonostante non abbia ancora alcun farmaco anti-obesità già in commercio, AstraZeneca sta costruendo con metodo il proprio portafoglio in uno dei mercati più competitivi e redditizi della farmaceutica moderna. “Questa collaborazione strategica rafforza il nostro portafoglio nel weight management, integrando asset innovativi che completano i programmi già in corso”, ha dichiarato Sharon Barr, responsabile R&D per i biopharmaceuticals del gruppo.
Negli ultimi anni l’azienda ha infatti puntato su acquisizioni mirate e accordi di licensing. Nel 2024 ha esercitato l’opzione per acquisire completamente SixPeaks Bio, biotech focalizzata su terapie dimagranti che preservano la massa muscolare, per un valore complessivo fino a 300 milioni di dollari. Nel 2023 aveva invece firmato un accordo da circa 2 miliardi di dollari con Eccogene per l’agonista orale GLP-1 elecoglipron (AZD5004).
Farmaci mensili e intelligenza artificiale
Il cuore dell’accordo con CSPC è rappresentato da un portafoglio di quattro programmi per l’obesità e condizioni correlate. Tra questi spicca SYH2082, un agonista duale GLP-1R/GIPR a lunga durata d’azione, pronto per entrare in fase I clinica, affiancato da altri tre candidati in fase preclinica.
Tutti gli asset sfruttano due tecnologie proprietarie di CSPC:
• una piattaforma di drug discovery basata sull’intelligenza artificiale, in grado di accelerare la progettazione e l’ottimizzazione dei candidati molecolari;
• la tecnologia di somministrazione LiquidGel, che consente iniezioni mensili (o con intervalli ancora più lunghi), migliorando l’aderenza terapeutica e facilitando l’auto-somministrazione da parte dei pazienti.
Secondo AstraZeneca, LiquidGel rappresenta un potenziale game changer: i farmaci risultano pronti all’uso, facili da somministrare e più compatibili con trattamenti cronici di lunga durata. Il gruppo avrà inoltre la possibilità di utilizzare questa tecnologia anche per altri programmi metabolici interni.
I dettagli finanziari dell’accordo
Dal punto di vista economico, l’operazione è strutturata su più livelli:
• 1,2 miliardi di dollari di pagamento upfront;
• fino a 3,5 miliardi in milestone di ricerca e sviluppo;
• fino a 13,8 miliardi legati a traguardi commerciali;
• royalty a doppia cifra sulle vendite future.
CSPC manterrà invece i diritti di sviluppo e commercializzazione per tutti e otto i programmi nei mercati della Cina continentale, Hong Kong, Macao e Taiwan.
Una partnership che si consolida nel tempo
Quello annunciato è il terzo accordo tra AstraZeneca e CSPC. La collaborazione è iniziata nel 2024 con un programma preclinico nel campo della dislipidemia, focalizzato su un inibitore della lipoproteina(a). Nel 2025 le due aziende avevano poi ampliato il rapporto per sviluppare nuovi farmaci orali per malattie croniche utilizzando la piattaforma AI “dual-engine” di CSPC.
Con questo accordo, AstraZeneca si posiziona in modo più competitivo nel mercato globale dell’obesità, dominato oggi da pochi grandi player ma destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni. La combinazione di peptidi long-acting, somministrazione mensile e intelligenza artificiale potrebbe rivelarsi decisiva per differenziarsi in un settore dove efficacia, tollerabilità e aderenza terapeutica sono fattori chiave.
Più che un singolo deal, l’alleanza con CSPC sembra quindi rappresentare un tassello strategico di lungo periodo: un ponte tra innovazione cinese e ambizioni globali, in uno dei campi più caldi della medicina contemporanea.

