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Scontri Torino, Piantedosi annuncia misure per depotenziare i centri sociali

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Alla Camera l’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sui disordini avvenuti a Torino, nel corso della manifestazione per Askatasuna

“I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili. Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità. E credo che faccia altrettanto chi, più in generale, si avventura in riflessioni sociologiche sulla necessità di garantirne di fatto l’agibilità politica, assicurando loro anche spazi di proprietà pubblica sul ritenuto presupposto dell’asserita utilità sociale delle loro attività”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.

“Ebbene- ha aggiunto Piantedosi- costoro dovrebbero tener conto che, così facendo, si offre complicità e copertura a questi gruppi organizzati, di fatto rendendo poi alquanto difficile separarne, almeno in quota parte, le rispettive responsabilità. Tanto più che Askatasuna, con un comunicato, ha rivendicato le azioni illegali poste in essere durante il corteo, esprimendo solidarietà ai tre arrestati. E con ciò ribadendo pubblicamente quale fosse l’obiettivo della manifestazione”.

“IL PARLAMENTO TROVI CONVERGENZA, È INDISPENSABILE”

“Credo che l’unanime condanna alle aggressioni e alle violenze viste a Torino rappresenti un indispensabile segnale di responsabilità e di moderazione, senza il quale si rischia solo di inasprire il confronto e offrire il pretesto a chi vuole alimentare lo scontro. L’auspicio è, dunque, che tutte le forze politiche presenti in Parlamento riescano a trovare una sostanziale convergenza e condividere posizioni comuni per respingere, senza ipocrisie o infingimenti, ogni tentazione di blandire o giustificare queste espressioni eversive e antidemocratiche, sostenendo le Forze di Polizia attraverso l’individuazione di ulteriori misure di tutela da ogni violenza e forma di aggressione”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.

“MANIFESTANTI PACIFICI HANNO PROTETTO I VIOLENTI, NESSUNA DIFFERENZA

“Va valutato il sostegno dato alla manifestazione da coloro i quali ora intendono rimarcare la propria distinzione rispetto ai manifestanti violenti. E, dunque, è bene uscire da un’ulteriore ipocrisia riguardante la presunta differenza e distanza tra questi delinquenti e la gran parte dei cosiddetti manifestanti pacifici: le Forze di polizia riferiscono che a Torino, nel momento in cui la manifestazione si è predisposta alle violenze, molti dei cosiddetti manifestanti pacifici hanno fatto scudo fisico, anche aprendo gli ombrelli, per impedire che potessero essere visti i gruppi più violenti nel momento in cui si travisavano e si attrezzavano per l’assalto e per resistere ai lacrimogeni della polizia”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.
Lo stesso corteo, ha sottolineato Piantedosi, “ha avuto una progressione caratterizzata da una velocità che oggi, alla luce dei fatti accaduti, lascia ipotizzare un intendimento di dare copertura e di portare al più presto la manifestazione verso il principale obiettivo che era quello degli scontri“.

SICUREZZA. PIANTEDOSI: “NESSUNA STRETTA, CON IL GOVERNO MELONI SONO AUMENTATE LE MANIFESTAZIONI”

“Quanto accaduto a Torino sollecita alcune riflessioni di carattere generale sul tema dell’ordine pubblico e della sicurezza e sull’evoluzione delle dinamiche dei gruppi di antagonisti presenti nel nostro Paese. Credo sia evidente che le nostre Forze di polizia garantiscono il diritto costituzionale di manifestare liberamente e lo fanno sempre con grande professionalità ed equilibrio, anche quando è a rischio la loro stessa incolumità. Ebbene, con il Governo in carica le manifestazioni di piazza sono aumentate significativamente per numero e partecipazione, sicuramente anche in ragione del difficile contesto internazionale che stiamo vivendo. Ciò nonostante, qualcuno si è, da qualche tempo, persino avventurato nel sostenere che, con il Governo Meloni, si sia realizzata una stretta sull’esercizio della libertà di manifestare. È vero esattamente il contrario”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.

“CRESCE LA PROPENSIONE AD AGGREDIRE GLI AGENTI, LE VIOLENZE SONO IL VERO OBIETTIVO”

“Rispetto a questo aumento di manifestazioni, cosa ben diversa è registrare la crescente propensione ad aggredire i poliziotti e devastare le città, come purtroppo accade sempre più di frequente negli ultimi tempi. Azioni queste che sicuramente vanno punite con sanzioni e strumenti efficaci. Inoltre, un dato che emerge dal lavoro preventivo delle nostre Forze di polizia è che disordini, violenze, danneggiamenti e devastazioni sono, al di là delle motivazioni contingenti di volta in volta annunciate, il vero obiettivo perseguito in molte occasioni. In altre parole, siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.

PIANTEDOSI: “AUMENTA IL LIVELLO DELLO SCONTRO, DINAMICHE SQUADRISTICHE E TERRORISTICHE”

“È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato. E, in questo contesto, converrete che appare non priva di irresponsabilità la sottovalutazione della gravità della situazione che ha persino portato qualcuno (in alcuni frangenti e senza troppe prese di distanza) a sollecitare la rivolta sociale”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.

PIANTEDOSI: GIÀ IN ASSEMBLEA ASKATASUNA ANNUNCIAVA LA ‘RESA DEI CONTI’ CON LO STATO

“L’iniziativa di sabato era stata preceduta e preannunciata, lo scorso 17 gennaio, da una ‘assemblea nazionale’ indetta da Askatasuna presso l’Università di Torino, a cui avevano partecipato circa 750 persone, fra le quali numerosi attivisti delle diverse anime dell’antagonismo nazionale, aderenti al sindacalismo di base, al movimento No Tav e ai gruppi ambientalisti, rappresentanti della Cgil, del partito Alleanza Verdi e Sinistra e della locale comunità islamica. In quella circostanza, nel rilanciare l’appuntamento per la ‘manifestazione nazionale’ in solidarietà ad Askatasuna, programmata per il successivo 31 gennaio a Torino, è stato sottolineato – cito testualmente – che il corteo avrebbe costituito ‘una resa dei conti con lo Stato democratico’, in quanto ‘lo sgombero di Askatasuna alza l’asticella dello scontro’”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.
Quel giorno, ha sottolineato Piantedosi, “era stato definito ‘uno spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale, nella prospettiva di un fronte allargato comprensivo della comunità araba e musulmana, diventate compagne di lotta‘. Su questi presupposti e con queste motivazioni, lo scorso venerdì 23 gennaio, alla Questura di Torino è giunta una mail con la quale i rappresentanti di Askatasuna, Confederazione Unitaria di Base, Cobas e Rifondazione Comunista hanno congiuntamente preavvisato l’iniziativa del 31 gennaio alla quale hanno partecipato complessivamente circa ventimila persone, una parte delle quali dichiaratamente afferenti all’antagonismo nazionale e proveniente da altri centri sociali, collettivi studenteschi, movimenti No Tav e movimenti pseudo ambientalisti anche stranieri”.

PIANTEDOSI: “IN 1.500 CON CASCHI E PASSAMONTAGNA, UN AGENTE PRESO A MARTELLATE

“Sabato sera, dopo aver seguito velocemente il percorso concordato, giunto nei pressi del quartiere Vanchiglia, il corteo si è fermato e, in quel frangente, circa millecinquecento soggetti si sono distaccati e, sfruttando l’oscurità, la scarsa visibilità dovuta all’accensione di fumogeni e la massa degli altri manifestanti (che in alcune circostanze hanno offerto loro uno scudo visivo), si sono travisati con caschi e passamontagna, deviando dal tragitto prefissato per dirigersi, con scudi di lamiera, verso il dispositivo di sicurezza delle Forze di Polizia.
All’indirizzo delle stesse, è iniziato un fitto lancio di pietre, bottiglie, bombe carta, artifici pirotecnici, e materiale recuperato dalla sede stradale, costringendo le Forze dell’ordine a ricorrere a idranti, lacrimogeni e mirate azioni di alleggerimento”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.
Nello stesso contesto, ha proseguito Piantedosi, “i facinorosi hanno aggredito una troupe televisiva, distruggendone le attrezzature di ripresa ed è stato anche dato alle fiamme un veicolo della Polizia, mentre – come documentato dalle immagini circolate sui media – un operatore del Reparto mobile di Padova, dopo essere stato privato di casco e di scudo, è stato circondato e atterrato da una decina di manifestanti travisati e colpito ripetutamente con calci, pugni, bastonate e colpi di martello“.

PIANTEDOSI: “UN BILANCIO DI 108 FERITI TRA GLI OPERATORI DELLE FORZE DELL’ORDINE

“Il bilancio degli incidenti è di 108 feriti tra gli operatori delle Forze dell’ordine, di cui 96 della Polizia di Stato, 5 dei Carabinieri e 7 della Guardia di Finanza”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.

PIANTEDOSI: “3 ARRESTI, ANCHE IL 22ENNE CHE HA SOTTRATTO LO SCUDO ALL’ AGENTE

“All’esito di una primissima attività d’indagine, subito avviata e tuttora in corso, sono state sottoposte a fermo 27 persone, 24 delle quali denunciate per resistenza a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità. Tre persone sono state tratte in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.
“Tra di esse- ha fatto sapere Piantedosi- anche un ventiduenne che, dall’analisi dei filmati acquisiti, risulta aver partecipato all’aggressione dell’agente di polizia e alla sottrazione al medesimo dello scudo e della maschera antigas, motivo per il quale il giovane è stato anche denunciato per rapina in concorso. Ai denunciati è stato, altresì, sequestrato materiale usato negli scontri come chiavi inglesi, coltelli, sassi, e indumenti per il travisamento. Ovviamente proseguono le indagini della Digos di Torino finalizzate a individuare e ad assicurare alla giustizia anche gli altri responsabili delle violenze”.

PIANTEDOSI: “GRANDE LAVORO, EVITATI DANNI PIÙ GRAVI”

“L’analisi delle informazioni e dei dati acquisiti circa le possibili criticità della manifestazione programmata a Torino da organizzazioni dell’estrema sinistra e da ambienti antagonisti per protestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna avevano indotto le autorità locali di pubblica sicurezza a realizzare un efficace dispositivo per intercettare preventivamente l’arrivo di manifestanti violenti.
Il Ministero dell’Interno aveva disposto l’invio di una rilevante aliquota di rinforzo – circa 1.000 unità dei Reparti delle Forze di Polizia – e, nello stesso tempo, sono state disposte attente misure di controllo del territorio e monitoraggio delle stazioni ferroviarie, dell’aeroporto, dei caselli autostradali e dei valichi di frontiera proprio per intercettare, con il supporto delle attività informative delle Autorità di Polizia dei luoghi di partenza, l’arrivo di soggetti noti per precedenti specifici”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.
Per Piantedosi “questo grande lavoro svolto ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti. L’efficacia del dispositivo organizzato dalla Questura di Torino è testimoniata dall’identificazione di circa 800 persone, di cui più di 50 straniere, nelle ore antecedenti lo svolgimento della manifestazione, e dall’emissione di 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso alle aree urbane (Dacur). Questo è quanto ha consentito l’applicazione della normativa vigente.
Si è proceduto, inoltre, a sequestrare materiali che altrimenti sarebbero stati impiegati per creare disordini”.
Più in generale, ha aggiunto il ministro, “le azioni messe in campo hanno di sicuro evitato penetrazioni e devastazioni nel centro storico della città e hanno impedito l’occupazione delle stazioni ferroviarie cittadine, che si è saputo essere tra gli obiettivi di questi facinorosi”.

“ORA MISURE PREVENTIVE PER DEPOTENZIARE I GRUPPI

“Credo sia evidente che le vergognose scene a cui abbiamo assistito sabato scorso richiamino innanzitutto l’attenzione sulla necessità, per il futuro, di depotenziare i gruppi organizzati di facinorosi prima ancora che possano mettersi all’opera e innescare spirali di violenza. È questo uno degli obiettivi del pacchetto di norme che ci apprestiamo a proporre“. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.
“Stiamo lavorando all’introduzione di specifiche misure finalizzate a rendere ancora più efficace l’azione di filtro e prevenzione, come il fermo di polizia per soggetti potenzialmente pericolosi di cui siano già conoscibili intenzioni e attitudini- ha sottolineato Piantedosi- Strumenti del genere, del resto, sono presenti in alcuni ordinamenti europei senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia. E pensare che queste misure oggi vengono criticate da chi attribuisce gli incidenti esclusivamente ad asseriti deficit di prevenzione e non, come avvenuto, ad una precisa determinazione criminale di chi ha posto in essere le violenze”.

PIANTEDOSI: “NORME PER LA SALVAGUARDIA AGENTI, MA SENZA SCUDI IMMUNITARI”

Nel nuovo decreto Sicurezza “pensiamo a norme in grado di salvaguardare non solo gli agenti vittime di aggressioni, ma anche tutti i cittadini, senza per questo creare scudi di tipo immunitario. Uno Stato che non si predisponesse a proteggere la sicurezza dei suoi cittadini e che non si facesse carico di tutelare adeguatamente le Forze di polizia preposte a garantirla, verrebbe meno alla sua funzione più importante”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi nell’informativa alla Camera sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio.

“In uno Stato costituzionale di diritto come l’Italia, le Forze di polizia sono un baluardo della democrazia e della libertà. Esse non chiedono immunità- ha sottolineato Piantedosi- ma non devono essere bersagli mobili della delinquenza e devono anche poter operare senza essere gravate da una costante e sistematica presunzione di colpevolezza”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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