In tanti prima di lei ci hanno provato, spiega il New York Times
Lindsey Vonn proverà a fare la discesa libera – 130 km/h su un pendio ghiacciato, con un salto di 50 metri – alle Olimpiadi, con un legamento crociato rotto. Domenica prossima, a Cortina. E no, non è una cosa del tutto folle. “In realtà sta facendo quello che molti altri sciatori hanno fatto prima di lei”, scrive il New York Times. Niente di inedito, insomma. Come è possibile?
“La svizzera Joana Hählen – scrive il Nyt – ce l’ha fatta senza intervento chirurgico. L’americano Bode Miller è sempre stato cauto sullo stato dei legamenti del ginocchio. Lo svizzero Carlo Janka si è rotto il legamento crociato anteriore nel 2017 e ha gareggiato alle Olimpiadi poco più di due mesi dopo senza intervento chirurgico. Anche l’allenatore dei giovani di Vonn a Buck Hill, nel Minnesota, ci è riuscito: “Ho gareggiato per tre anni senza legamento crociato anteriore. Si può fare. È come un problema meccanico a un’auto, una sospensione rotta… bisogna ripararla e continuare a guidare”.
E poi, spiega ancora il Nyt Vonn ha “uno dei fisici più forti nello sport. Le sue gambe sono piene di muscoli. È così che riesce a mantenere quella straordinaria posizione aerodinamica per così tanto tempo, scivolando splendidamente giù per la montagna. Se c’è qualcuno che può compensare una rottura completa del legamento crociato anteriore con le gambe, quella è Vonn”.
Certo, la pista di Cortina non aiuta: “Non è adatta ai deboli di cuore. Presenta una pendenza del 65%, Poi c’è l’ingresso cieco nel salto Duca d’Aosta. Spedisce gli sciatori in aria di circa 50 metri, ma l’atterraggio può essere piuttosto piatto, il che lo rende insidioso perché più è piatto l’atterraggio, maggiore è la forza che si scarica sulle gambe. È il salto che ha causato l’incidente che ha causato la lesione del legamento crociato anteriore a Johnson nel 2022”.
Jordan Metzl, medico specialista in medicina sportiva presso l’Hospital for Special Surgery di New York spiega che il tentativo di Vonn potrebbe non essere così azzardato come sembra: “Tutti associano la rottura del legamento crociato anteriore al concetto di ‘è finita’. Negli sport, come il calcio o il football americano, dove si appoggia molto il piede, spesso si finisce per dover sottoporsi a un intervento chirurgico al legamento crociato anteriore. Nello sci, non è insolito mettere un tutore al ginocchio e vedere come si comporta”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

