All’indomani della nuova puntata di Falsissimo, il duro attacco di Mediaset a Corona: “Ma quale libertà di parola? È gogna mediatica”
“La libertà di espressione non è, e non sarà mai, libertà di diffamazione, di gogna mediatica o di sistematica distruzione delle persone”: all’indomani della nuova puntata di “Falsissimo”, Mediaset risponde agli attacchi subiti da Fabrizio Corona, autore del programma diffuso attraverso la piattaforma Youtube. Infatti, la ‘parte finale’ della puntata 21, diffusa nella serata di lunedì 26 gennaio, intitolata “Il prezzo del successo”, sposta l’attenzione dal ‘sistema Signorini’ e sul noto conduttore del Grande fratello- attualmente indagato per estorsione e violenza sessuale- al principale gruppo media privato italiano e alla famiglia Berlusconi che ne fa capo.
LA CENSURA CONTRO CORONA “COME L’EDITTO BULGARO PER BIAGI E SANTORO”
Di fatto, l’ultimo servizio di Falsissimo, è risultato fortemente inibito nei contenuti, a seguito dell’accoglimento del ricorso avanzato dai legali di Alfonso Signorini e più incentrato sul ‘personaggio Corona’. Per ‘compensare’ infatti, l’ex re del gossip si è scatenato nel rivendicare il diritto di cronaca e opinione, nell’ergersi a paladino della verità, fino a mettersi sullo stesso piano delle vittime del celebre editto Bulgaro del 2022. Allora l’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi– padre di Pier Silvio e Marina Berlusconi, attuali vertici Mediaset- allontanò dalla Rai i giornalisti dal calibro di Enzo Biagi e Michele Santoro e il comico Daniele Luttazzi. Questo è stato solo l’incipit di Falsissimo, in cui sono stati presi di mira proprio, tra gli altri, gli eredi di Berlusconi e dirigenti Mediaset.
“NON È INFORMAZIONE MA LUCRARE ATTRAVERSO L’INSULTO”
Di qui la dura reazione dell’azienda che ‘smonta’ Corona quale paladino dell’informazione e lo ridimensiona a mero hater. “Quanto diffuso nelle ultime ore sul web e sulle piattaforme social non solo non ha nulla a che vedere con la verità- denuncia infatti il gruppo di Cologno Monzese– ma nemmeno con il giornalismo, con il diritto di cronaca o con la libera manifestazione del pensiero”. Il titolo del comunicato è esplicativo: “Mediaset contro la diffamazione e le campagne d’odio”.
“Si tratta- prosegue infatti la nota- della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie”. In definitiva: “Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana- incalza Mediaset- Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto”.
“INSINUAZIONI PRIVE DI FONDAMENTO”
Per tutti questi motivi: “Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento- va avanti la nota- e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola”.
A stretto giro social, arriva la replica di Corona: “Faccio quello che voi fate da anni. Racconto, facendo inchiesta, visto che ci sono persone indagate , il vostro sistema. Posso farlo perché lo conosco da dentro, svelo alla gente le vostre menzogne dette per guadagnare e manipolare a scopo di potere. Lo faccio perché ne ho il diritto- conclude- il resto è menzogna”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

