A Minneapolis, i giornalisti Rai della trasmissione di “In mezz’ora”, Laura Cappon e Daniele Babbo, vengono fermati e minacciati dagli agenti federali dell’Ice
“Spaccheremo il finestrino e vi trascineremo fuori dall’auto”: a nulla vale il tesserino ‘stampa’, le grida “press”, “italians”, “non stiamo facendo nulla di illegale”. Le minacce non si fermano: “Se continuate a seguirci siete registrati, è l’ultimo avvertimento”. A Minneapolis, i giornalisti Rai della trasmissione di “In mezz’ora” , Laura Cappon e Daniele Babbo, vengono fermati e minacciati dagli agenti federali dell’Ice. La telecamere riprende gli attimi ad alta tensione avvenuti per strada.
La troupe stava seguendo le auto dei federali anti-migranti per documentare quello sta succedendo nella capitale del Minnesota, travolta da raid dell’Ice e dalla reazione di protesta di migliaia di cittadini, contrari ai metodi violenti degli agenti che hanno portato anche all’uccisione di due americani, l’attivista e poetessa Renee Good, il 7 gennaio scorso e l’infermiere Alex Pretti, il 24 gennaio.
L’OPPOSIZIONE: “IL GOVERNO CONDANNI”
Sull’aggressione ai giornalisti italiani sono intervenuti anche diversi politici dell’opposizione per esprimere solidarietà e chiedere la condanna del governo italiano. “Meloni e Piantedosi hanno capito qual è il problema? Solidarietà ai giornalisti italiani minacciati dall’Ice. Ci aspettiamo che il governo italiano pronunci una parola di condanna”. Così in un video su Instagram il Partito democratico. “Intimidazioni mafiose contro la stampa nel cuore degli Stati Uniti”, denuncia Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. E Matteo Renzi su X scrive: “Le minacce ai giornalisti italiani, a cui va la nostra solidarietà, da parte dell’ICE sono inaccettabili e vanno respinte con forza. Aspettiamo un’immediata presa di posizione della Presidente del Consiglio e del Ministro Tajani”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

