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BUILDING GALLERY presenta la mostra Un mondo tutto all’aperto

Un mondo tutto all'aperto

BUILDING GALLERY presenta la mostra ‘Un mondo tutto all’aperto’ di Alice Cattaneo e Marco Andrea Magni a Milano, fino al 14 marzo 2026

Fino al 14 marzo 2026, BUILDING GALLERY presenta la mostra Un mondo tutto all’aperto degli artisti Alice Cattaneo (Milano, 1976) e Marco Andrea Magni (Sorengo, Svizzera, 1975), a cura di Giovanni Giacomo Paolin. L’esposizione si sviluppa come un percorso che collega il piano terra e il primo piano della galleria, proponendo un dialogo a due voci tra opere scultoree e installazioni, in cui si intrecciano lavori preesistenti e nuove produzioni, forme molto diverse ma sensibilità affini.

Il titolo della mostra è una citazione di un racconto di Italo Calvino intitolato Dall’opaco, contenuto in La strada di San Giovanni (1990), una raccolta autobiografica pubblicata postuma dalla moglie dello scrittore. In questo “esercizio di memoria”, Calvino descrive i luoghi della propria infanzia come un mondo fatto di linee spezzate e oblique, in cui l’orizzonte rimane come l’unica retta continua possibile. Attraverso molteplici riferimenti al paesaggio, lo scrittore indaga le modalità di funzione dello sguardo e della posizione del corpo in un determinato luogo, rimanendo piacevolmente incastrato tra le ambiguità della percezione. Affronta tematiche universali con apparente semplicità, creando immagini che riescono ad essere naturalmente affiancate a ricerche artistiche contemporanee, soprattutto se di matrice scultorea. Le parole che compongono il titolo suggeriscono una contraddizione: come può esistere un mondo tutto all’aperto? Può il concetto di aperto contenere anche il proprio contrario? Calvino scrive del proprio intorno facendo riferimento a caratteristiche opposte ma coesistenti: un mondo fatto di limpidezza e opacità, di soleggiato e ombroso, di un lato aprico e un altro cupo. Lui stesso scrive dall’opaco e da lì prova a descrivere mondi personali in cui “ognuno di noi sta nel suo ma guardando gli altri ognuno nel suo”. L’aperto e il chiuso diventano quindi modi di essere, in cui tutto ciò che appare all’occhio si espone e si sottrae al tempo stesso.

Un mondo tutto all’aperto è stata costruita a partire da forme di convivenza tra due ricerche artistiche e lo spazio che le accoglie, lavorando a contatto con un certo grado di opacità legato alla conoscenza reciproca. Questo si è tradotto anche in precise scelte allestitive, per cui lo spazio espositivo di BUILDING presenta alcuni moduli di tessuto da leggere come dispositivi in grado di alterare la relazione con gli ambienti della mostra. Da un gesto semplice, a cui fanno eco anche alcune delle opere, è nata una modalità condivisa di rileggere l’architettura della galleria: una struttura che non chiude né separa del tutto, ma apre nuove possibilità di orientamento. Un modo di avvicinarsi, invitando a passaggisoste e dialoghi, in cui angoli che fanno scivolare lo sguardo diventano strumenti di relazione. Equilibrioinvisibilità e presenza sono tre parole diverse ma risonanti che possono creare dei punti di connessione tra le due ricerche artistiche. Alice Cattaneo è rivolta ad una tensione materica, ideale e percettiva mentre Marco Andrea Magni situa l’idea di invisibilità nell’epistemologia di ciò che ci circonda. L’opacità è quindi inclusa e considerata parte di un mondo aperto, una forza che costringe il pensiero ad attivarsi, diventando una postura di relazione con lo spazio e oggetto di riflessione per chiunque vive la mostra. Scoprendo, così, che dietro ad ogni forma di opacità si nascondono nodi d’intensità scultorea.

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