Nel trattamento real-world della psoriasi da moderata a grave, tildrakizumab è stato costantemente associato a un’efficacia mantenuta fino a 12 mesi
Nel trattamento real-world della psoriasi da moderata a grave, tildrakizumab è stato costantemente associato a un’efficacia mantenuta fino a 12 mesi, a miglioramenti della qualità di vita correlata alla salute cutanea e a una buona tollerabilità, con risultati coerenti con quelli degli studi clinici randomizzati. È quanto evidenziato da una revisione sistematica e metanalisi pubblicata sulla rivista Dermatology and Therapy.
L’efficacia clinica e la sicurezza di tildrakizumab per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a grave sono state dimostrate in due studi clinici randomizzati di fase III, reSURFACE 1 e reSURFACE 2. In entrambi, una percentuale significativamente più elevata di pazienti trattati con tildrakizumab 100 mg o 200 mg rispetto al placebo ha raggiunto entro la settimana 12 un miglioramento ≥ 75% rispetto al basale dello Psoriasis Area and Severity Index (PASI 75) e un punteggio del Physician Global Assessment (PGA) pari a 0 o 1 (cute libera o quasi libera da lesioni), con risposte che si sono mantenute fino alla settimana 28. I risultati di efficacia e sicurezza sono stati simili tra i due dosaggi, fatta eccezione per un potenziale vantaggio di efficacia di tildrakizumab 200 mg nei pazienti con peso ≥ 120 kg.
Dopo la settimana 28, in entrambi gli studi i pazienti che avevano ottenuto almeno una risposta parziale (PASI 50) sono stati nuovamente randomizzati a continuare lo stesso trattamento o a ricevere un diverso dosaggio di tildrakizumab o placebo, mentre i non responder hanno interrotto lo studio. L’efficacia e la sicurezza del farmaco sono state successivamente confermate da ulteriori analisi.
Come si comporta tildrakizumab nella pratica clinica?
Una questione chiave per i clinici riguarda in che misura questi dati di efficacia e sicurezza, ottenuti nelle condizioni rigorosamente controllate degli studi randomizzati e controllati, siano rispecchiati nella pratica clinica routinaria. La ri-randomizzazione negli studi ha fornito evidenze importanti sulla durabilità delle risposte con tildrakizumab, ma ha limitato la valutazione degli esiti di un trattamento continuo alla stessa dose per oltre 28 settimane a sottogruppi selezionati di pazienti, che potrebbero non riflettere pienamente i risultati osservabili nelle popolazioni più eterogenee incontrate nella pratica clinica quotidiana. I dati real-world oltre la settimana 28 potrebbero facilitare la traduzione dei risultati degli studi registrativi in aspettative più appropriate per pazienti e operatori sanitari.
Ad oggi, l’efficacia e la sicurezza del farmaco nella pratica clinica reale sono state valutate solo in studi isolati di piccole dimensioni, con metodologie e rigore scientifico variabili, senza un’analisi sistematica. Gli autori del presente studio hanno pertanto ipotizzato che una metanalisi delle evidenze real-world potesse fornire una visione coerente dell’impatto di tildrakizumab sui pazienti con psoriasi da moderata a grave trattati nella pratica clinica reale, includendo time point e misure non disponibili negli studi clinici randomizzati.
La RWE conferma i benefici rilevati negli studi RCT
In questa revisione sistematica della letteratura e metanalisi, i ricercatori hanno valutato gli esiti real-world dell’uso di tildrakizumab negli adulti con psoriasi a placche cronica da moderata a grave, considerando efficacia, qualità di vita riportata dai pazienti e sicurezza, valutando inoltre come questi risultati si confrontino con quelli di altri inibitori dell’interleuchina (IL)-23 p19, tra cui guselkumab e risankizumab.
Gli outcome considerati nell’analisi comprendevano misure di gravità della malattia, come il PASI, il Physician’s Global Assessment (PGA) e la percentuale di superficie corporea coinvolta (BSA), insieme ai punteggi del Dermatology Life Quality Index (DLQI) e agli esiti di sicurezza.
Nei 37 studi RWE considerati, corrispondenti a 45 pubblicazioni, i risultati aggregati hanno mostrato miglioramenti marcati rispetto al basale fino a 36–52 settimane di follow-up. Il valore medio assoluto del PASI è diminuito da 12,81 al basale a 1,62 dopo 36–52 settimane, mentre la BSA si è ridotta dal 16,21% al 3,27% nello stesso intervallo temporale. Anche il PGA ha evidenziato un miglioramento, passando da un valore medio di 3,18 al basale a 0,70 a 36–52 settimane.
Il miglioramento clinico si è accompagnato a un parallelo beneficio sulla qualità di vita. I punteggi DLQI sono diminuiti da una media di 14,59 al basale dopo 1,83 a 36–52 settimane, indicando una riduzione sostanziale del carico associato alla psoriasi. I tassi riportati di eventi avversi, eventi avversi gravi, eventi avversi correlati al trattamento e interruzioni dovute a eventi avversi sono risultati bassi nell’analisi aggregata. Nelle valutazioni comparative, i benefici e i profili di sicurezza di tildrakizumab sono stati descritti come sovrapponibili a quelli di guselkumab e risankizumab.
«I risultati della nostra analisi apportano un beneficio alla comunità dermatologica poiché riflettono gli esiti del trattamento in popolazioni di pazienti più ampie e diversificate, fornendo indicazioni direttamente rilevanti per la pratica clinica quotidiana. Questo può contribuire a orientare le aspettative terapeutiche, la scelta ottimale della terapia e processi decisionali più informati» hanno commentato gli autori guidati da Scott Gottlieb del Schweiger Dermatology Group, Exton, PA, USA. «Le analisi per sottogruppi in base all’area geografica, all’esposizione pregressa a biologici, alla presenza di comorbidità e al dosaggio di tildrakizumab hanno prodotto risultati generalmente simili, un dato rassicurante che suggerisce come l’eterogeneità delle popolazioni studiate non abbia influito in modo sostanziale sui risultati complessivi».
In assenza di differenze significative tra gli inibitori della IL-23 nelle analisi comparative, le decisioni sulla scelta terapeutica potrebbero essere guidate più dal giudizio clinico del medico e dalle preferenze del paziente che da differenze minime e potenzialmente confondenti negli esiti osservati nella pratica reale, hanno aggiunto.
Referenze
Gottlieb S et al. Real-World Benefit of Tildrakizumab for Moderate-to-Severe Plaque Psoriasis: Findings from a Systematic Literature Review and Meta-Analysis. Dermatol Ther (Heidelb). 2026 Jan 7.

