Dal ministero dell’Istruzione è stata decisa una sospensione di tre giorni per la dirigente dell’istituto in cui studiava Paolo Mendico, suicida a 15 anni
Ha avuto una sospensione di tre giorni la dirigente scolastica dell’Istituto Pacinotti di Fondi in cui andava a scuola Paolo Mendico, il ragazzino di 15 anni che si è suicidato nel settembre scorso, proprio nel giorno in cui sarebbe dovuto tornare sui banchi dopo l’estate. La notizia della sospensione è stata diffusa dalla Flc Cgil.
Subito dopo il gesto, la famiglia del ragazzo ha subito parlato di bullismo e accusato la scuola di aver sottovalutato una situazione già nota. La preside, però, ha smentito che ci fossero problemi. Il ministero dell’Istruzione aveva mandato gli ispettori nell’istituto scolastico, mentre la Procura, dopo una serie di accertamenti, ha iscritto sul registro degli indagati quattro ragazzi per istigazione al suicidio. Il Messaggero spiega che nell’indagine è confluito anche il diario personale di Paolo, in cui il ragazzino aveva raccontato il suo disagio e la sua amarezza. Non solo verso i ‘bulli’, ma anche verso i professori che forse non lo capivano. “Anche la professoressa mi bullizza davanti alla classe”, era una frase del diario.
LA CGIL: “SI VOLEVA SOLO CERCARE UN COLPEVOLE”
Alla Cgil non è piaciuta la sospensione arrivata per la preside. Questo il commento di Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici: “Un esito che dimostra quanto fosse fondato il nostro timore di una gestione sbagliata dell’intera vicenda da parte del ministero dell’Istruzione e del Merito che ha preferito concentrare l’attenzione sulla ricerca a tutti i costi di un colpevole, per dimostrare di saperlo trovare e di saperlo punire, mentre sono ancora in corso indagini penali per accertare eventuali responsabilità”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

