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Ciclone Harry, parte la conta dei danni in Calabria, Sicilia e Sardegna

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Ciclone Harry, si contano i danni del maltempo in Calabria, Sicilia e Sardegna. Salvini: “Seguiamo la situazione”. La governatrice della Sardegna Todde chiede lo stato di emergenza

“Sono ore difficili per tante comunità, soprattutto in Calabria, Sardegna e Sicilia: il maltempo sta provocando danni, frane e interruzioni. Un pensiero va a tutte le persone e le famiglie colpite, che in queste ore stanno affrontando disagi. Stiamo seguendo la situazione in costante contatto con i territori e siamo già al lavoro per intervenire su strade e linee ferroviarie, mettendo in sicurezza i tratti più colpiti e accelerando il ripristino della circolazione”. Lo scrive sui social il vicepremier e ministro Matteo Salvini, parlando della situazione al Sud Italia colpito e devastato dalla furia del ciclone Harry. Dopo i giorni più critici si contano i danni nelle tre regioni.

TODDE: “IN SARDEGNA DANNI INGENTISSIMI, SUBITO STATO EMERGENZA”

“Per quanto riguarda la quantificazione dei danni, dobbiamo fare un esercizio serio. I danni sono ingentissimi, ed è importante prendersi il tempo per misurarli, e quindi ristorare correttamente. Non ne stiamo facendo una questione economica”. Così la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, durante il sopralluogo questa mattina nel litorale del Poetto di Cagliari. Con la governatrice anche il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, e il sindaco del capoluogo sardo, Massimo Zedda.

“La prima cosa che abbiamo fatto, con l’assessora all’Ambiente, Rosanna Laconi, è stato di interloquire con tutti i sindaci attraverso la protezione civile, per chiedere ai primi cittadini di dichiarare lo stato di emergenza- fa sapere Todde-. In questo modo si possono inserire all’interno di un circuito di ristori e di quantificazione dei danni”. Questo, rimarca, “ci porterà a discutere in giunta, credo già oggi, la possibilità di dichiarare lo stato d’emergenza regionale, ed essere pronti per quanto riguarda le decisioni del Consiglio dei ministri”.

Ieri, ricorda la governatrice, “ho avuto la possibilità di parlare sia con il ministro Matteo Salvini che con il vicepremier Antonio Tajani, ed entrambi mi hanno assicurato che ci sarà un Consiglio dei ministri immediato, per discutere appunto dello stato di emergenza. Quindi c’è massima attenzione”. Poi l’ulteriore precisazione: “Ho ricevuto rassicurazioni che ci saranno le risorse, anche attingendo a fondi europei, conto quindi sulla solidarietà del governo. La cosa importante è di non ragionare ‘un tanto al chilo’, con cifre a caso, ma in un contesto serio. Oggi stiamo vedendo qua a Marina Piccola i danni che ha fatto il ciclone, ieri ero sulla statale 195 e la situazione è disastrosa. Il contesto è complesso, merita attenzione e ovviamente risposte a tutto tondo”.

CALABRIA, FERRO: “GOVERNO VICINO A COMUNITÀ COLPITE”

“Ringrazio il Capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, con il quale sono stata in contatto nelle scorse ore insieme al presidente Roberto Occhiuto e il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, per aver deciso di recarsi immediatamente in Calabria per verificare di persona la situazione e l’entità dei danni causati dall’eccezionale ondata di maltempo“, commenta la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, sottolineando come “la presenza sul territorio del Capo della Protezione civile rappresenti un segnale concreto di attenzione verso le comunità colpite e consenta una valutazione puntuale delle criticità, a partire dalle aree maggiormente interessate dalle mareggiate”.

“Il governo – prosegue – è vicino alle comunità duramente provate da questa emergenza e, in tempi brevi, procederà al riconoscimento dello stato di emergenza, così da garantire strumenti straordinari e risorse adeguate per sostenere i territori e avviare gli interventi necessari alla riparazione dei danni subiti. Rivolgo un forte ringraziamento a tutti coloro che sono intervenuti nell’emergenza e continuano ad operare sul campo: Protezione civile, Vigili del fuoco, Forze dell’ordine, Prefetture, amministratori locali e volontari, impegnati con professionalità e dedizione a tutelare la sicurezza dei cittadini”.

CISL SICILIA: “SI PROCLAMI SUBITO STATO CALAMITÀ NATURALE”

Tutte le sedi territoriali della Cisl siciliana, delle associazioni Adiconsum, Anolf, Anteas, del Caf Cisl, del patronato Inas e del sindacato inquilini Sicet, sono a disposizione delle persone che hanno subito danni a causa del maltempo. Così la Cisl vuole essere concretamente vicina e al fianco dei cittadini e delle imprese in questo momento così difficile.

“Riteniamo prioritario esserci nei fatti – dice il segretario generale Cisl Sicilia, Leonardo La Piana – garantendo il supporto di tutta la nostra organizzazione e di tutta la rete dei nostri servizi e delle associazioni“. La Piana sollecita il governo e il Parlamento regionali ad adottare velocemente interventi straordinari di sostegno. E ribadisce la necessità di varare prima possibile ogni misura di ammortizzatore sociale.

Il governo nazionale dichiari subito lo stato di calamità naturale – aggiunge – perché oggi l’esigenza è di fare presto e di agire con assoluta tempestività”. La Cisl Sicilia rimarca, come già sottolineato dai segretari territoriali del sindacato, il grande impegno di tutte le lavoratrici e i lavoratori che in questi giorni sono stati in prima linea per fronteggiare l’emergenza. “A loro va il nostro sentito ringraziamento – continua La Piana – e deve andare quello da parte delle istituzioni a tutti i livelli. Ringraziamento che però non deve essere solo a parola, ma va tradotto in azioni e interventi che riconoscano il valore e le competenze di queste persone”.

ANCI SICILIA: “ISOLA IRRICONOSCIBILE”

“Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, la Sicilia è irriconoscibile. Non solo per i danni gravissimi e le devastazioni che hanno colpito in maniera violenta, in particolare le isole minori, il Messinese, il Catanese, il Siracusano e il Ragusano, ma perché intere comunità sono state colpite al cuore, trasformate e in molti casi sfigurate rispetto alla loro conformazione, alla loro identità, al loro rapporto storico con i luoghi”. Così il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano, commentano gli effetti del ciclone Harry.

L’associazione dei comuni siciliani ritiene “indispensabile un immediato intervento straordinario dello Stato e della Regione Siciliana per sostenere i Comuni colpiti e consentire il ripristino delle condizioni minime di sicurezza e vivibilità – spiegano i vertici -. Ma allo stesso tempo Anci Sicilia chiede che si apra una fase nuova, non ordinaria, non emergenziale, ma strategica. Una fase in cui la ricostruzione si accompagni a un profondo ripensamento e a una nuova riprogrammazione, che potrà essere affrontata solo partendo dai sindaci – sottolineano Amenta e Alvano – Sono loro che, in queste ore, si stanno sbracciando per tenere insieme pezzi di paesi feriti, per far ripartire servizi, economie, relazioni sociali. Più di altre volte, i sindaci siciliani, in queste ore difficilissime, non hanno bisogno di ascoltare dalle altre istituzioni parole di vuota solidarietà, ma hanno necessità di constatare uno straordinario impegno e il pieno coinvolgimento sulle azioni da adottare – sostengono il presidente e il segretario – Sul piano economico e sociale, in molti Comuni sono state azzerate infrastrutture, attività e interi settori produttivi sono stati messi in ginocchio. Le economie locali faranno fatica a riprendersi. Questi eventi hanno mostrato la fragilità complessiva della Sicilia. Non solo in prossimità di fiumi e torrenti, sulle montagne, nelle aree collinari, nei centri interni, ma anche negli oltre 1.500 chilometri di costa della regione – affermano Amenta e Alvano -. Ovunque oggi sappiamo che possono verificarsi smottamenti, frane, crolli, esondazioni. Tutto è cambiato e ciò che è accaduto potrà certamente riaccadere. Non siamo più di fronte a eventi eccezionali da archiviare come parentesi. Siamo di fronte a un nuovo scenario strutturale, che impone un cambio radicale di visione”.

Per questi motivi, dice Amenta, “è arrivato il tempo in cui la sola logica di individuare risorse per intervenire e ricostruire non è più sufficiente“.

Anci Sicilia “ritiene che non si possa ricostruire con le stesse logiche urbanistiche del passato. Occorre semplificare la normativa, elevare la qualità della programmazione, della pianificazione e della prevenzione – conclude Amenta -. Bisogna prendere atto che le condizioni climatiche sono cambiate e che su questo cambiamento debbano fondarsi nuove politiche pubbliche e scelte urbanistiche, oltre alla gestione del demanio, alla difesa del suolo e a nuovi sistemi di protezione civile”.

CNA SICILIA: “SUBITO STATO CALAMITÀ, FONDI E UN TAVOLO RICOSTRUZIONE”

La CNA Sicilia, “di fronte all’emergenza senza precedenti scatenata dal ciclone Harry”, che ha colpito vasti territori dell’Isola, chiede “con forza e urgenza” interventi concreti e immediati al Governo regionale e a quello nazionale. Le imprese, gli artigiani, i commercianti, i cittadini e i Comuni colpiti, si legge in una nota, “non possono aspettare. La devastazione a infrastrutture, attività produttive, abitazioni e suolo richiede una risposta straordinaria e senza indugi“.

“La gente e le imprese sono in ginocchio. Davanti a eventi di questa portata, non ci sono alibi burocratici che tengano”, dichiara Filippo Scivoli, Presidente di CNA Sicilia. “Chiediamo al presidente della Regione e al governo di ascoltare il grido di dolore che arriva dai territori e di agire ora. La dichiarazione dello stato di calamità e lo stanziamento dei fondi devono essere la priorità assoluta delle prossime ore. Le nostre imprese, già provate da anni di difficoltà, rischiano di chiudere per sempre se lasciate sole”.

“Oltre ai fondi, serve un metodo”, aggiunge Piero Giglione, Segretario di CNA Sicilia. “È fondamentale sedersi subito a un tavolo con tutti i soggetti coinvolti: Regione, Protezione Civile, Anci, e le organizzazioni imprenditoriali. Dobbiamo definire insieme criteri chiari, snellire le procedure, evitare che la ricostruzione si perda in mille rivoli. La CNA Sicilia è pronta a portare il proprio contributo di conoscenza del territorio e del tessuto produttivo. Il tempo è il fattore più critico: ogni giorno di ritardo è un colpo mortale per l’economia e la tenuta sociale delle aree colpite“.

CNA Sicilia, conclude la nota, “si mette a disposizione delle istituzioni per collaborare alla gestione dell’emergenza e si attiverà per supportare le migliaia di imprese associate nel complesso iter delle richieste di risarcimento, chiedendo massima trasparenza e celerità”.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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