
Distinguere il gioco ricreativo da un problema serio non è sempre facile. La maggior parte delle persone gioca sui casinò online, informandosi anche su aspetti pratici come i tempi di prelievo dei casinò esteri non-AAMS, senza sviluppare dipendenza, ma per alcune il confine viene superato senza neanche accorgersene. Non succede dall’oggi al domani: è un processo graduale, fatto di piccoli passi che portano sempre più lontano dal controllo. Riconoscere i segnali di allarme può fare la differenza tra fermarsi in tempo o finire in una spirale difficile da interrompere.
Il primo segnale è quasi sempre lo stesso. Si pensa al gioco costantemente, anche quando si sta facendo altro. Durante il lavoro la mente va alle puntate della sera, a cena con gli amici si controlla compulsivamente il telefono per vedere i risultati, prima di dormire si pianificano le giocate del giorno dopo. Il gioco diventa un pensiero fisso che occupa sempre più spazio nella testa, rubando attenzione a tutto il resto. Non è normale pensare continuamente alla prossima sessione o rimuginare sulle perdite passate.
Un altro campanello d’allarme importante riguarda il denaro. Quando si inizia a giocare sui casino non AAMS somme che non ci si può permettere di perdere, c’è qualcosa che non va. Usare soldi destinati all’affitto, alle bollette, alla spesa. Chiedere prestiti per giocare o per coprire le perdite precedenti. Vendere oggetti personali per avere liquidità da puntare. Sono tutti segnali chiarissimi che la situazione è sfuggita di mano. Chi gioca in modo sano usa solo soldi extra, quelli che può permettersi di perdere senza conseguenze sulla vita quotidiana.
Le bugie e i segreti
Quando si inizia a mentire alle persone care sul tempo e sui soldi spesi nel gioco, il problema è già serio. Nascondere le perdite, minimizzare quanto si gioca, inventare scuse per giustificare la mancanza di denaro. Queste bugie servono a proteggere il comportamento problematico, perché in fondo si sa che quello che si sta facendo non è normale. Ma invece di fermarsi, si preferisce nascondere. Anche ignorando segnali esterni come i feedback dei giocatori su Winnita Casino, i familiari e gli amici vengono tenuti all’oscuro, le discussioni sul gioco vengono evitate e si finisce per giocare di nascosto.
Il bisogno di aumentare continuamente le puntate sui giochi dei casino non AAMS è un altro segnale tipico. All’inizio bastava giocare piccole somme per provare emozione. Col tempo però quelle stesse somme non danno più lo stesso brivido. Serve puntare di più per sentire l’adrenalina, per provare l’eccitazione di una potenziale grande vincita. Questa escalation nelle puntate è identica a quella che succede con le sostanze, dove servono dosi sempre maggiori per ottenere lo stesso effetto.
Forse il segnale più chiaro è l’incapacità di smettere o ridurre il gioco nonostante i tentativi. Ci si ripromette di giocare meno, di fermarsi dopo una certa perdita, di prendersi una pausa. Ma poi si ricasca sempre. Magari si riesce a stare fermi qualche giorno, ma la voglia torna prepotente e si ricomincia sui casino non AAMS. Questi tentativi falliti di controllare il comportamento dimostrano che la forza di volontà da sola non basta più.
Le conseguenze che vengono ignorate
Chi ha un problema con il gioco tende a continuare anche quando le conseguenze negative sono evidenti. Relazioni rovinate, lavoro a rischio, debiti che crescono, problemi di salute causati dallo stress. Nonostante tutto questo, si continua a giocare sui casino non AAMS. La logica direbbe di fermarsi, ma la dipendenza funziona esattamente così. Si è consapevoli dei danni ma non si riesce a smettere. Si pensa sempre che la prossima volta sarà diversa, che si recupereranno le perdite, che si riuscirà a controllare.
Un aspetto particolarmente pericoloso è l’inseguimento delle perdite. Dopo aver perso si sente il bisogno irrefrenabile di giocare ancora per recuperare. Si pensa che con un po’ di fortuna si sistemerà tutto, che basta una vincita per rifarsi. Questo meccanismo porta a perdite sempre maggiori, perché si gioca in modo emotivo, senza razionalità, spinti dalla disperazione di recuperare.
Accorgersi di avere un problema non è semplice, anzi. La prima cosa che si fa è negare tutto. Dirsi che si ha la situazione sotto controllo, che si smette quando si vuole, che gli altri esagerano. Ma se leggendo questo articolo è scattato anche solo un campanello d’allarme, forse vale la pena fermarsi un secondo a pensarci sul serio.
Parlarne aiuta davvero. Con un amico, un familiare, con qualcuno che non giudica. Informarsi sul gioco responsabile o rivolgersi a numeri verdi e centri specializzati, dove lavorano persone che hanno visto centinaia di casi simili, può fare la differenza. Non si è i primi né gli ultimi ad avere questo problema. Provare a uscirne da soli è una fatica inutile quando basterebbe alzare il telefono e chiedere una mano. Non c’è niente di male ad ammettere di aver bisogno di aiuto: capita.

