In prima assoluta a Fortezza Est dal 22 al 24 gennaio 2026 il collettivo Algo Ceiba con “La Singolarità” spettacolo vincitore ex aequo del bando Pillole 2025
Va in scena in prima assoluta a Fortezza Est da giovedì 22 a sabato 24 gennaio 2026 (ore 20.30) “La Singolarità”, uno spettacolo del giovane collettivo Algo Ceiba, scritto da Riccardo Tabilio messo in scena da Dario Aita ed Elena Gigliotti e interpretato da Nadia Fin, Gabriele Ratano e Francesco Savino. Il lavoro, nato nell’ambito del LABOR WORK Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini con il sostegno di DiSCo Lazio e Regione Lazio, e già insignito di una menzione speciale al Premio di drammaturgia Omissis 2025, arriva in scena per la prima volta nella sua forma compiuta a Fortezza Est dopo aver vinto Pillole 2025, bando di Fortezza Est in collaborazione con la Fondazione Yana Cini.
Gli oggetti possono riempire un vuoto? Da questa domanda ha origine “La Singolarità”, progetto teatrale che affonda le sue radici nel teatro documentario per dare voce a un tema urgente, diffuso e ancora sommerso: il disturbo da accumulo, clinicamente noto come disposofobia. Attraverso un’indagine profonda, che intreccia esperienze individuali e analisi sociale, lo spettacolo mette in scena la fragilità umana che si cela dietro montagne di oggetti, rifiuti, vestiti abbandonati e pile di giornali ingialliti. Non è solo la storia di chi accumula, ma di una società intera che, di fronte alla vertigine del vuoto e della perdita, cerca rifugio circondandosi di oggetti.
Ispirato da testimonianze reali, “La Singolarità” racconta di individui che conducono una vita apparentemente normale, si muovono nel mondo come chiunque altro ma, una volta rientrati a casa, si immergono in ambienti saturi di cose, oggetti inutili, cibo avariato, residui di vite precedenti. Tutto ciò che conservano rappresenta una memoria, nulla può essere gettato, perché ogni elemento è carico di un valore simbolico che sfugge al giudizio logico. La perdita di un oggetto è la perdita di una parte di sé. Il trauma, la solitudine, l’abbandono, la morte, ogni angoscia viene anestetizzata in una strategia profondamente umana.
“La Singolarità” non intende raccontare la patologia in modo clinico, né pietistico, ma renderla specchio della condizione contemporanea: una società che rimuove la fine, che teme la mancanza, che si definisce attraverso il possesso. L’accumulo diventa così un sintomo collettivo. Il bisogno di avere – cose, storie, ricordi, immagini, dati – è il modo attraverso cui si manifesta la nostra paura di non esistere. Siamo ciò che possediamo, e finché accumuliamo esistiamo: da qui il titolo “La Singolarità”, come quel punto limite, non solo fisico, ma esistenziale, oltre il quale ogni cosa collassa, si deforma, cambia natura. «La costruzione del progetto – scrive il collettivo Algo Ceiba – si fonda su una ricerca di tipo antropologico e performativo, condotta tra gennaio e maggio 2025 attraverso interviste a psicologi, figli di soggetti affetti da disposofobia, imprese di pulizie specializzate, e racconti di vita quotidiana raccolti in diverse città. Da questo materiale è nato un dispositivo teatrale che non vuole mimetizzare la realtà, ma testimoniarla».
Aiuto regia Gianluca Fischetto, coreografia di Luca Piomponi, musiche originali di Tommaso Grieco, luci di Chiara Saiella.
INFO
Fortezza Est
Via Francesco Laparelli 62, Roma – Tor Pignattara
Orario spettacoli 20.30
Biglietto unico: €14

