I 15 soldati che la Germania aveva spedito in Groenlandia sono già tornati a casa. Ma le minacce di Trump non c’entrano, puntualizza Berlino: la missione prevista è stata completata
I quindici soldati inviati dalla Germania in Groenlandia sono già rientrati, chiudendo una breve esercitazione militare congiunta europea coordinata dalla Danimarca. Il ritiro è avvenuto il giorno successivo all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump sui nuovi dazi imposti ai Paesi coinvolti nelle manovre, ma – almeno ufficialmente – non esiste un collegamento diretto.
Da Berlino spiegano che la missione aveva fin dall’inizio una durata limitata a pochi giorni e che gli obiettivi operativi sono stati raggiunti. L’esercitazione, centrata soprattutto su attività di ricognizione e perlustrazione in vista di eventuali operazioni future, è stata portata a termine “come previsto”, ha confermato un portavoce della Bundeswehr alla Bbc, precisando che i risultati saranno ora analizzati.
Oltre alla Germania, all’iniziativa hanno partecipato con piccoli contingenti anche Danimarca, Francia, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Finlandia e Paesi Bassi. Tutti Paesi finiti nel mirino dei nuovi dazi annunciati da Trump, che hanno promesso una risposta comune, ancora tutta da definire.
La missione, che ha attirato l’attenzione della Casa Bianca, era inizialmente programmata tra il 15 e il 17 gennaio, ma è stata prolungata di un giorno per esigenze di coordinamento in Danimarca. Le condizioni meteorologiche hanno però impedito il raggiungimento di una delle stazioni previste. Nonostante questo, sottolineano i militari tedeschi, sono state raccolte informazioni ritenute utili per rafforzare in futuro la cooperazione tra alleati, anche in ambito NATO, sulla sicurezza dell’Atlantico settentrionale e dell’Artico.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

