Il triangolo Usa-Venezuela, Trump accoglie la premio Nobel Machado, ma promuove Rodriguez: “Ha soddisfatto tutte le richieste”
Trump ha accolto alla Casa Bianca la “combattente per la libertà” e premio Nobel per la pace María Corina Machado, nonché leader dell’opposizione del Venezuela. MA, allo stesso tempo, tramite le parole della portavoce Karoline Leavitt, ha promosso Delcy Rodriguez, presidente ad Interim e sua principale avversaria alla guida del paese latino.
INUTILE LA PROMESSA DI CONDIVIDERE IL PREMIO NOBEL
Non è bastata per conquistare Trump quindi la promessa fatta- e riportata dalle emittenti latine, tra cui anche il quotidiano spagnolo “El Pais”- di condividere con lui il premio conferitole dall’Accademia di Oslo. E non lo ha convinto nemmeno il look impeccabile, in giacca e pantaloni total white, con cui Machado è arrivata alla Residenza esecutiva. Insomma, Trump è stato irremovibile sul fatto che non sarebbe Maria Machado la persona giusta per guidare il Venezuela, dopo la cattura dell’ex presidente Nicolas Maduro.
“TRUMP NON VEDEVA L’ORA DI PARLARE CON MACHADO”
L’incontro, a porte chiuse, si è svolto mentre la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha tenuto un briefing con i media a Washington in cui, a chi ne chiedeva conto, ha ammesso che il faccia a faccia tra Trump e Machado, rigorosamente a porte chiuse, era in corso. “So che il presidente attendeva con ansia questo incontro- ha detto Leavitt- e si aspettava che fosse un colloquio proficuo e positivo con la signora Machado, che è davvero una voce straordinaria e coraggiosa per molti venezuelani”. Leavitt ha continuato dicendo che Trump non vedeva l’ora di “parlare con lei della realtà del Paese e di ciò che sta accadendo”.
LA VERA ‘VINCITRICE’
Ma nello stesso meeting con la stampa, alla portavoce è stato chiesto, in tema di Venezuela, del presidente ad interim Delcy Rodríguez. Leavitt ha spiegato che tra Trump aveva parlato con la presidente ad interim all’inizio di questa settimana, mentre il Segretario di Stato Marco Rubio e l’amministrazione sono stati in “costante comunicazione” con lei e altri membri del governo ad interim in Venezuela. “Sono stati estremamente collaborativi- ha sottolineato- Finora hanno soddisfatto tutte le richieste degli Stati Uniti e del presidente”. Leavitt ha ricordato quindi come gli Usa hanno avuto “un accordo energetico da 500 milioni di dollari, che è stato raggiunto in gran parte grazie alla collaborazione della signora Rodriguez”. La portavoce ha anche aggiunto che il governo venezuelano ha confermato il rilascio dei prigionieri politici dal Venezuela. “Anche cinque americani sono stati rilasciati questa settimana”, ha aggiunto. “Quindi, il presidente è soddisfatto di ciò che sta vedendo e ci aspettiamo che questa collaborazione continui”.
TRUMP: “CON DELCY RODRIGUEZ STIAMO FACENDO ENORMI PROGRESSI”
Le parole di Leavitt confermano quanto ha scritto sul suo social Truth il presidente Usa il giorno prima: “Stamattina ho avuto un’ottima telefonata con la Presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez. Stiamo facendo enormi progressi, aiutando il Venezuela a stabilizzarsi e a riprendersi. Sono stati affrontati molti argomenti, tra cui petrolio, minerali, commercio e, naturalmente, sicurezza nazionale. Questa partnership tra Stati Uniti d’America e Venezuela sarà spettacolare PER TUTTI. Il Venezuela tornerà presto grande e prospero, forse più che mai!”.
SU MACHADO: “LA POSIZIONE DEL PRESIDENTE NON È CAMBIATA”
Dopo l’avallo a Rodriguez, le domande dei cronisti alla portavoce della Casa Bianca sono tornati su Machado e sul giudizio di Trump rispetto alla stroncatura data alla sua leadership per il Venezuela. “Credo che la valutazione del presidente, si basasse sulla realtà sul campo- ha risposto Leavitt- Era una valutazione realistica, basata su ciò che il presidente leggeva e sentiva dai suoi consiglieri e dal team per la sicurezza nazionale. E al momento, la sua opinione sulla questione non è cambiata”, ha affermato.
Trump in precedenza aveva definito la vincitrice del premio Nobel una “combattente per la libertà”, dopo una iniziale apertura sul suo possibile coinvolgimento al governo del Venezuela, dopo la cacciata di Maduro, è seguito però un veloce dietrofront, motivato dalla mancanza del necessario sostegno nel Paese, valutazione presentata dalla Cia. Insomma, alla fine nel giudizio del presidente Usa ha prevalso l’idea che i fedelissimi di Maduro, tra i primis Rodriguez, erano nella posizione migliore per mantenere la stabilità nel Venezuela.
ALL’USCITA DAL CAMPIDOGLIO MACHADO AI GIORNALISTI: “HO PORTATO AL PRESIDENTE LA MEDAGLIA DEL PREMIO NOBEL”
Il colloquio Trump-Machado è durato un paio di ore, all’uscita dal Campidoglio la leader dell’opposizione venezuelana è stata raggiunta una folla di giornalisti per sapere da lei l’esito del faccia a faccia, avvenuto in riservatezza, a porte chiuse. In una scena caotica fuori dal Campidoglio, Machado ha appena parlato a una folla di giornalisti del suo incontro con Trump. Ma ad aspettarla, riferisce Reuters, c’erano anche numerosi sostenitori che erano lì per stringerle la mano, cantare slogan e chiamare Machado presidente.
Come aveva anticipato che avrebbe fatto, la vincitrice del premio Nobel per la pace ha affermato di aver consegnato al presidente la medaglia del riconoscimento di Oslo, ma non ha risposto alle domande dei giornalisti sull’accettazione del dono o meno da parte di Trump.
Machado ha anche affermato di essere rimasta colpita dalla chiarezza con cui il presidente degli Usa ha parlato di quanto sta accadendo in Venezuela. “Conosce la situazione e comprende le sofferenze”, ha detto la leader dell’opposizione che ha infine sottolineato come in Venezuela ci debba essere democrazia.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

