Il corpo di Annabella Martinelli, la 22enne di Padova, di cui si erano perse le tracce la notte del 6 gennaio, è stato trovato oggi, giovedì 15 gennaio, in un casolare nel bosco
Annabella Martinelli non c’è più. Si fermano le ricerche. Il corpo della 22enne di Padova, di cui si erano perse le tracce la notte del 6 gennaio, è stato trovato oggi, giovedì 15 gennaio, in un casolare nel bosco, sui Colli Euganei. Era proprio nella zona su cui si stavano concentrando le ricerche: un team di 80 persone e cani molecolari, la stava cercando da oltre una settimana, nei dintorni di Teolo.
Dalle prime notizie emerse, pare si sia tolta la vita: Annabella si sarebbe impiccata, poco distante da dove era stata rinvenuta la sua bicicletta, il 10 gennaio scorso, in una strada di Teolo (Padova), ai piedi dei Colli Euganei. E dove quella notte era stata avvistata l’ultima volta da una testimone che, notandola sola, si era fermata per chiedere se avesse bisogno di aiuto.
LA SUPERTESTIMONE
“Mentre guidavo verso Teolo, tra i tornanti, ho visto una ragazza a piedi che spingeva una bici a mano”: quella ragazza era Annabella Martinelli, la 22 enne scomparsa da Padova la notte del 6 gennaio scorso. A parlare è Giulia Rinaldo, 19 anni, ed è l’ultima persona ad aver visto Annabella viva, prima che imboccasse quel sentiero, diretto verso il finale che lei stessa aveva deciso di scrivere. A riferire della “supertestimone” è stato stamane il quotidiano il Mattino di Padova che dalle sue pagine web ha pubblicato anche una sua video intervista in cui Giulia racconta di aver parlato con Annabella, di averla trovata ‘tranquilla’.
L’OFFERTA DI AIUTO E IL RIFIUTO DECISO
“Ho pensato si fosse rotta la catena, o avesse bucato una ruota, allora mi sono fermata per chiedere se avesse bisogno di una mano, o di un passaggio- spiega la 19enne- ha rifiutato dicendo che stava andando a casa e che abitava lì vicino”. Quando Giulia Rinaldo sta guidando la sua auto diretta verso Teolo erano circa le 23.15: si è fermata vedendo una ragazza sola, mentre trascinava una bici a piedi per quei tornanti, nel buoi e nel freddo, quando tra i colli stava salendo la nebbia. Giulia racconta di aver chiesto per tre volte ad Annabella se potesse in qualche modo aiutarla: “Lei ha detto che stava andando a casa, non era agitata, ho preferito non insistere troppo”.
Qualche giorno dopo Giulia ha letto della ragazza di Padova scomparsa e avvistata dalle telecamere di Teolo per l’ultima volta: l’ha riconosciuta, in particolare, per quella bici viola che era “particolare”. “Così ho chiamato i numeri che giravano per trovare chi potesse averla vista”. Mentre si allontanava in auto, infine, la testimone spiega che le è sembrato che la ragazza stesse per imboccare un sentiero sterrato: quello in cui, al suo ingresso, ha lasciato la bici legata con la catena ad un palo, diretta verso il bosco.
L’IPOTESI: STAVA CERCANDO UNA DESTINAZIONE PRECISA
Nelle immagini diffuse ieri dalla Procura, quelle delle webcam che hanno ripreso Annabella mentre pedalava verso Villa di Teolo, intorno alle 22, spicca un dettaglio ritenuto decisivo: il cellulare acceso sul manubrio della bici, probabilmente usato come navigatore. Questo dettaglio farebbe pensare che la 22enne aveva stesse dirigendosi verso una destinazione precisa nella notte della scomparsa. Da ieri, mercoledì 14 gennaio, il pubblico ministero di Padova aveva aperto un fascicolo a carico di ignoti per sequestro di persona per il caso di Annabella.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

