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Strage Crans-Montana: cosa è emerso dalle prime audizioni dei testimoni e dei coniugi Moretti

crans montana

Strage Crans-Montana: al Constellation controlli ‘soft’ sull’età, l’uscita di emergenza invisibile, il giallo del “locale pieno”

“Pensavo che avremmo preso l’estintore e spento l’incendio in un batter d’occhio”, “Non ho visto uscite di emergenza”, “Ci saranno state un centinaio di persone all’interno del bar”: sono alcune delle dichiarazioni raccolte dalla polizia vallesana nelle prime ore del 1° gennaio per poter ricostruire i tragici eventi dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana.

IL FASCICOLO DELL’INCHIESTA PRELIMINARE

Alcune testate elvetiche riportano estratti del fascicolo dell’inchiesta preliminare: all’interno le trascrizioni delle testimonianze raccolte dagli inquirenti, a partire dalle 6 del mattino del 1° gennaio, poche ore dopo lo scoppio dell’incendio al locale Le Constellation, avvenuto intorno all’1,30 di notte. Nell’incendio hanno perso la vita 40 persone, di cui la metà minorenni, e altre 116 sono rimaste ferite. In quel fascicolo, spiega il quotidiano Le Temps, sono riportate le risposte alle domande della Procura del Vallese che ha ascoltato in udienza undici persone, compresi i due proprietari Jacques e Jessica Moretti, allora non ancora indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. Per ora, puntualizza il quotidiano, il fascicolo non riguarda le indagini in corso ma “getta luce” sugli eventi di quella notte. Le prime domande rivolte ai testimoni si concentravano su temi della sicurezza: presenza di estintori, uscite di emergenza, capienza del locale, controlli delle presenze.

LE USCITE DI SICUREZZA

Due erano le uscite che avrebbero dovuto rappresentare una via di salvezza per chi, la notte di Capodanno, si è trovato invece intrappolato all’interno del Le Constellation, in particolare nel seminterrato. Proprio ì, al piano -1 c’era una porta di servizio che dava sul retro che fungeva da uscita di emergenza, l’altra era l’ingresso principale del locale. I Moretti, nelle loro prime dichiarazioni, assicuravano che “era tutto in regola”, le uscite “chiaramente segnalate”. Poi, nell’interrogatorio successivo Jacques Moretti ha dovuto ammettere che quella nel seminterrato era bloccata dall’interno con il chiavistello. È stato proprio lui a sfondarla quando ormai era troppo tardi, ha ammesso, per trovarci al di là decine di corpi ormai senza vita, tra cui quello di Cyane Panine, la cameriera del locale, fidanzata con il suo figlio adottivo.

I DUBBI SULLA PORTA DI USCITA NEL SEMINTERRATO

Anche l’emittente svizzera Rts spiega di essere entrata in possesso dal fascicolo penale e riferisce le testimonianze di clienti giovanissimi che si sono salvati: “C’erano molte persone che cercavano di uscire dalla piccola porta d’ingresso. Non sono sicura che ci fosse un’uscita di emergenza nel seminterrato”, ha detto alla polizia una ragazza di 16 anni. Anche un ragazzo di 17 anni ha fatto osservazioni simili. Quella sera si trovava ad un tavolo al piano terra, ma era sceso in cantina cinque minuti prima dell’incendio. “La gente ci ha messo un po’ a rendersi conto che c’era un incendio- ha raccontato- Ciò che mi ha sorpreso è stata la mancanza di uscite di sicurezza”. Sono riportate anche le parole di un’ex cameriera del Constellation che era passata al locale quella sera per andare a trovare gli ex colleghi. “Mi chiedete se nel bar fossero visibili dispositivi antincendio? Vi rispondo negativamente”, ha assicurato agli inquirenti. Il fidanzato dell’ex cameriera ha aggiunto che non solo non erano visibili gli estintori e un’uscita di sicurezza, ma anche il sistema di segnalazione: “Non ho visto nessun sistema con i piccoli cartelli verdi per le uscite di emergenza”, ha riferito.

GLI ESTINTORI

Rispetto alla presenza dei dispositivi antincendio, Moretti ha spiegato agli agenti che non esisteva un sistema di irrigazione automatico in caso di incendio, ma nel locale si trovavano quattro estintori, tre dei quali nel seminterrato, “regolarmente revisionati nell’agosto del 2025”.

I LIMITI DELLA CAPIENZA DEL LOCALE

Per il locale era stato fissato un limite di capienza di 100 persone per il piano terra e 100 per il seminterrato. Jessica Moretti ha fin da subito puntualizzato che la notte di Capodanno il limite delle presenze è stato rispettato. Il rapporto, secondo quanto riportato dai media elvetici, non confuterebbe la sua versione, alla luce dell’esame delle riprese delle telecamere interne. Infatti “undici immagini di videosorveglianza, scattate meno di cinque minuti prima della tragedia, confermano questa descrizione di un seminterrato tutt’altro che pieno” al momento dell’incendio. Lo stesso quotidiano però si interroga su questa valutazione, dato anche l’alto numero di vittime e feriti (40 i primi, 116 i secondi).

Una qualche spiegazione viene però fornita: infatti, ad un certo punto, “”non appena sono stati lanciati i primi allarmi” dal seminterrato, la guardia di sicurezza di stanza all’ingresso del Constellation si è recata nel seminterrato, lasciando scoperta l’entrata. Ciò avrebbe dato modo. ai tanti che stavano aspettando all’esterno di trovare posto nel locale, di accedere senZa alcun controllo, nella totale confusione di chi già tentava di evadere e chi invece voleva entrare, inconsapevole di quello che stava per succedere.

I CONTROLLI SULL’ETÀ DEI CLIENTI

Un altro aspetto contestato alla gestione del locale sono le modalità di verifica e selezione dell’età dei clienti, poiché l’incendio ha causato otto vittime di età inferiore ai 16 anni. Durante l’udienza, Jacques Moretti ha sostenuto che il personale del bar era tenuto a verificare l’età dei clienti e che quelli di età compresa tra 16 e 18 anni dovevano essere accompagnati da un adulto e potevano consumare solo champagne e nessun superalcolico.

In realtà, le risposte dei primi ragazzi sentiti dagli inquirenti svelano una modalità di controllo piuttosto ‘soft’: “Abbiamo mostrato i nostri documenti d’identità a una guardia della Securitas all’ingresso, dicendo che avevamo 16 anni. Ci ha detto che potevamo entrare, ma che non dovevamo bere alcolici forti, altrimenti ci avrebbe buttati fuori”, è infatti una testimonianza riportata nel fascicolo.

LE INDAGINI

Le indagini in corso dovranno fare luce sulle lacune della scurezza del locale. I proprietari del Constellation sono attualmente indagati per omicidio e incendio colposo, il marito Jacque Moretti è agli arresti, la moglie Jessica non può lasciare il Paese. I legali delle vittime chiedono siano valutate anche le responsabilità del Comune, ente competente in materia di controlli.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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