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Mielofibrosi, nuovi dati sulla terapia con momelotinib

Raccomandata in UE l'approvazione di momelotinib per il trattamento di pazienti con anemia da moderata a grave

Mielofibrosi, con momelotinib risposta splenica, indipendenza trasfusionale e correzione dell’anemia associati a miglioramento della sopravvivenza

Nel trattamento della mielofibrosi, una neoplasia mieloproliferativa cronica caratterizzata da ingrossamento della milza (splenomegalia), anemia e sintomi costituzionali, la possibilità di intervenire efficacemente in modo simultaneo su più fronti clinicamente rilevanti rappresenta ancora una sfida. In questo scenario si inseriscono due analisi post-hoc degli studi registrativi di fase 3 SIMPLIFY-1 e MOMENTUM, presentate di recente al congresso dell’American Society oh Hematology (ASH), a Orlando, che offrono nuovi elementi per delineare in modo più preciso l’impatto del farmaco momelotinib su parametri chiave come indipendenza dalle trasfusioni, riduzione del volume splenico (SVR) e miglioramento dei valori di emoglobina (Hb), e la loro associazione con la sopravvivenza globale.

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