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Nefropatia: quantificazione morfometrica dei podociti guida scelte di cura

carcinoma uroteliale dialisi

La quantificazione morfometrica dei podociti su campioni bioptici e l’integrazione con marcatori urinari podocitari potrebbe contribuire a valutare l’attività e la prognosi della nefropatia da IgA

Un’analisi osservazionale retrospettiva recentemente pubblicata su Kidney360 suggerisce che la quantificazione morfometrica dei podociti su campioni bioptici e l’integrazione con marcatori urinari podocitari potrebbe contribuire a valutare l’attività e la prognosi della nefropatia da IgA (IgAN) e a guidare le scelte terapeutiche riducendo la dipendenza da approcci invasivi ripetuti.

Nello specifico, lo studio ha dimostrato che la riduzione del numero di podociti risulta l’unico parametro indipendentemente associato al declino della funzione renale (eGFR), e l’aumento di mRNA urinario podocitario (NPHS1/NPHS2) si associa a lesioni attive (E e C) della classificazione Oxford.

Razionale e obiettivi studio
La IgAN rappresenta la più frequente glomerulopatia primaria a livello mondiale, ma il suo decorso clinico è eterogeneo e ciò rende complessa la previsione prognostica.

Accanto alla classificazione istologica Oxford MEST-C (M, E, S, T e C), che identifica caratteristiche patogenetiche con valore prognostico, è stata proposta la “ipotesi di deplezione dei podociti”, secondo cui la perdita progressiva di podociti contribuisce alla progressione della malattia fino a glomerulosclerosi e insufficienza renale. Rimaneva però poco chiaro come i parametri di quantificazione morfometrica dei podociti si correlassero con i punteggi MEST-C e con il declino della funzione renale prima della biopsia.

L’obiettivo dello studio è stato, quindi, quello di valutare l’associazione tra parametri di quantificazione morfometrica dei podociti, lesioni istologiche secondo Oxford e andamento del filtrato glomerulare stimato (eGFR) nel periodo pre-bioptico, includendo anche marcatori urinari di danno/distacco podocitario.

Disegno dello studio
Lo studio è stato condotto in Giappone e aveva un disegno di coorte osservazionale retrospettivo, e monocentrico. Sono stati inclusi 101 pazienti con diagnosi di IgAN; la misura di mRNA urinario era disponibile per 94 individui. I campioni bioptici sono stati analizzati con un approccio morfometrico quantitativo “cell-based” per stimare numero, densità, dimensione/volume e grado di deplezione dei podociti, in parallelo alla valutazione istologica secondo classificazione Oxford MEST-C.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi (“decline” e “non-decline”) utilizzando una soglia di 60 mL/min/1,73 m² riportata come criterio di classificazione.
(NdR. I pazienti “decline” erano quelli che, prima della biopsia, stavano mostrando un peggioramento della funzione renale, cioè un calo dell’eGFR nel tempo – pendenza negativa della curva eGFR: “eGFR slope” in discesa; i pazienti “non decline” erano quelli che, prima della biopsia, avevano un eGFR stabile o non in calo significativo).

Come marcatori urinari di lesione o distacco podocitario sono stati misurati i livelli di mRNA di nephrin (NPHS1) e podocin (NPHS2). Le associazioni con il declino dell’eGFR sono state esplorate e i fattori indipendenti identificati tramite analisi multivariata con regressione logistica nominale.

Risultati principali
Nei pazienti con segni istologici di danno renale cronico, in particolare glomerulosclerosi segmentale (S1) e atrofia tubulare/fiibrosi interstiziale (T1/2), è stata osservata una riduzione della densità e del numero di podociti.
Parallelamente, livelli urinari più elevati di mRNA podocitario (NPHS1 e NPHS2) si sono associati alla presenza di lesioni E1 (endocapillary hypercellularity) e di crescents C1/C2, suggerendo un legame tra “segnale” urinario di sofferenza/distacco podocitario e componenti più attive/infiammatorie della malattia.

Confrontando i gruppi, i pazienti classificati come “decline” mostravano una minore densità e un minor numero di podociti, ma un volume podocitario aumentato rispetto al gruppo “non-decline”; questo incremento dimensionale è interpretato come possibile ipertrofia compensatoria, già collegata in letteratura a distacco podocitario e glomerulosclerosi.

Nell’analisi multivariata, la diminuzione del numero di podociti è risultata l’unico fattore indipendentemente associato al declino dell’eGFR.

Implicazioni cliniche
I dati suffragano l’ipotesi che la quantificazione dei podociti al momento della biopsia possa aggiungere informazione prognostica rispetto ai soli parametri istologici tradizionali, perché il numero podocitario si associa in modo indipendente al peggioramento della funzione renale. Inoltre, l’associazione tra mRNA urinario di NPHS1/NPHS2 e lesioni E e C suggerisce un potenziale ruolo di questi marcatori come indicatori non (o meno) invasivi di attività di malattia, utili a intercettare quadri più “attivi” che potrebbero richiedere strategie terapeutiche mirate o una sorveglianza più stretta.

In prospettiva, l’integrazione tra MEST-C, quantificazione morfometrica dei podociti e biomarcatori urinari potrebbe contribuire ad una stratificazione del rischio più fine e a decisioni terapeutiche più personalizzate, con l’obiettivo di ridurre la necessità di rivalutazioni invasive ripetute.

Limiti dello studio
Lo studio è retrospettivo, osservazionale e monocentrico, con un campione numericamente contenuto, elementi che limitano la generalizzabilità dei risultati e non consentono inferenze causali.

Le misure di mRNA urinario non erano disponibili per tutti i pazienti inclusi. Inoltre, la quantificazione morfometrica dei podociti deriva dall’analisi di campioni bioptici, quindi il cuore della misurazione resta legato ad una procedura invasiva; il valore “meno invasivo” proposto riguarda soprattutto l’impiego potenziale di marcatori urinari e il possibile impatto nel ridurre le biopsie ripetute, che richiede, però, conferme in studi prospettici e multicentrici.

Infine, la definizione dei gruppi “decline/non-decline” è riportata con una soglia di eGFR (60 mL/min/1,73 m²) pur facendo riferimento al declino pre-bioptico, e questo aspetto metodologico andrebbe chiarito/standardizzato in ulteriori lavori per garantire piena interpretabilità e riproducibilità.

Bibliografia
Ochiai S et al. Association of Podometric Parameters with the Oxford MEST-C Score and Pre-Treatment eGFR Slope in Patients with IgA Nephropathy. Kidney360. Published online December 18, 2025. doi:https://doi.org/10.34067/kid.0000001095
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