Site icon Corriere Nazionale

“Dora – Le dee non sorridono mai” arriva al Teatro Trastevere

dora

Un primo studio di un viaggio teatrale intimo e visionario in cui l’attrice protagonista attraversa e rivive i capitoli più significativi della vita di Dora Maar, grande artista del 1900

Chi dice che la donna che soffre debba essere necessariamente considerata una vittima e inadatta a stare al mondo? In diverse culture il dolore della donna e’ considerato sacro per la sua evoluzione . E se Dora Maar abbia scelto tra i mezzi di raggiungimento della propria identità’ e libertà’ un dolore intenso? Si vuole indagare appunto su uno sguardo forse piu’ femminile e di quale potenza possa avere il dolore . E che la luce accecante possa creare la schizofrenia. Sofia Vigliar e’ stata ispirata dalla vita di sua Nonna paterna che durante la seconda guerra mondiale si e’ ammalata di schizofrenia , e non ha avuto la libertà di esprimere la sua vera natura, quella di una donna estremamente intensa, nella sensualità’ , intelligenza e nella gioia. Cosi’ si e’ avvicinata a storie simili come a quella di Dora Maar che ha come nota che le ha colpito il cuore , il coraggio di aver scelto di vivere con estrema intensità’, nel bene e nel male, per poi essere libera. Libera dal potere del successo, dal narcisismo, dagli abusi, dalle condanne di definizioni occidentali di malattia mentale. Libera e artista pura in una luce magnetica di ascetismo.

Dora è un primo studio di un viaggio teatrale intimo e visionario in cui l’attrice protagonista attraversa e rivive i capitoli più significativi della vita di Dora Maar, grande artista del 1900, musa e compagna di Picasso . Lo spettacolo si apre nel momento in cui Dora, dopo un trattamento di elettroshock, tenta di ricostruire la propria identità attraverso i ricordi. Lo spazio scenico è un luogo mentale e indefinito: potrebbe essere il manicomio dove fu internata, o la sua ultima casa dove visse da asceta, lo studio della sua ultima seduta con lo psicanalista Jacques Lacan o forse un sogno surreale generato dalla sua mente unica e spezzata.

Lo spettacolo si sviluppa come un flusso di coscienza, sospeso tra delirio e lucidità. I ricordi si manifestano sotto forma di apparizioni oniriche, voci interiori, frammenti di dialoghi con Jacques Lacan, Pablo Picasso, Georges Bataille, Il ricovero a Saint Anne, visioni artistiche. Dora, attraverso un intenso lavoro fisico e vocale, abita stati onirici, transfer e qui ed ora, sempre in bilico tra estasi creativa e sofferenza psichica. La regia sceglie un impianto minimale, ma fortemente evocativo, dove luce, suono e corpo diventano presenze vive che accompagnano la protagonista nel suo viaggio interiore. Il pubblico è chiamato ad entrare nel labirinto della sua mente, a perdersi con lei nei luoghi dell’amore, dell’arte, della follia. Ma non è solo una discesa nell’abisso: Dora è il racconto di una liberazione. Una Dora purificata, consapevole, che trasfigura la sofferenza nella luce. Nella fase finale, la schizofrenia non è più solo una condanna, ma uno stato di grazia, una porta aperta verso una spiritualità incandescente. Un’estasi. Una rinascita. Una liberazione femminile assoluta.

TEATRO TRASTEVERE

Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma

Biglietti:

Intero: € 13.00 *

previsto 2€ di tesseramento.

Prenotazioni: 06 5814004 – 328 3546847 o info@teatrotrastevere.it

Exit mobile version