Presentati i risultati positivi dello studio registrativo (fase 2/3) ADEPT, che ha valutato l’uso sperimentale di dupilumab negli adulti con pemfigoide bolloso
I risultati positivi dello studio registrativo (fase 2/3) ADEPT, che ha valutato l’uso sperimentale di dupilumab negli adulti con pemfigoide bolloso (PB) da moderato a grave, sono stati presentati durante il meeting annuale dell’American Academy of Dermatology (AAD) del 2025. Il pemfigoide bolloso è una malattia cronica della cute, debilitante e recidivante, che presenta infiammazione di tipo 2 sottostante e caratterizzata da prurito intenso e vesciche, eritema e lesioni dolorose.
Victoria Werth, MD, Primario del Dipartimento di Dermatologia al Philadelphia Veterans Administration Hospital, Professoressa di Dermatologia e Medicina presso l’Ospedale dell’Università della Pennsylvania e il Veteran’s Administration Medical Center, e ricercatrice dello studio ha dichiarato: “Le persone che convivono con il pemfigoide bolloso sperimentano prurito incessante, vesciche e lesioni dolorose che possono essere debilitanti e rendere difficile la quotidianità. Inoltre, le attuali opzioni terapeutiche possono risultare poco funzionali per una popolazione di pazienti prevalentemente anziana, poiché agiscono sopprimendo il sistema immunitario. Agendo sull’infiammazione di tipo 2, driver chiave del pemfigoide bolloso, dupilumab è il primo farmaco biologico in fase di sperimentazione a mostrare, in uno studio clinico, una remissione sostenuta e una riduzione della gravità della malattia e del prurito rispetto al placebo.
Lo studio ADEPT ha raggiunto tutti gli endpoint primari e secondari, coinvolgendo pazienti adulti con pemfigoide bolloso (PB) da moderato a grave, randomizzati a ricevere dupilumab 300 mg (n=53) ogni due settimane dopo una dose iniziale di carico oppure placebo (n=53), aggiunti allo standard di trattamento a base di corticosteroidi orali (OCS). Durante il trattamento, tutti i pazienti hanno seguito un regime di riduzione degli OCS definito dal protocollo, a condizione che il controllo dell’attività di malattia fosse mantenuto. La remissione sostenuta della malattia è stata definita come una remissione clinica completa, con completamento del tapering degli OCS, ovvero una riduzione graduale della somministrazione di corticosteroidi orali, entro la 16a settimana, senza ricadute e senza l’utilizzo di una terapia di salvataggio durante il periodo di trattamento di 36 settimane.
Come illustrato all’AAD, i risultati dei pazienti trattati con dupilumab a 36 settimane, rispetto a quelli trattati con placebo, sono stati i seguenti:
il 20% ha sperimentato una remissione sostenuta della malattia, l’endpoint primario, rispetto al 4% (p=0,0114)
il 40% ha ottenuto una riduzione ≥90% della gravità della malattia rispetto al 10% (p=0,0003)
il 40% ha ottenuto una riduzione clinicamente significativa del prurito rispetto all’11% (p=0,0006)
1678 mg di riduzione dell’esposizione cumulativa agli OCS (p=0,0220) in media e un rischio inferiore del 54% di utilizzo di terapie di salvataggio (p=0,0016)
In questa popolazione anziana, i tassi complessivi di eventi avversi (EA) sono stati del 96% (n=51) per dupilumab e del 96% (n=51) per il placebo. Gli eventi avversi più comunemente osservati con dupilumab rispetto al placebo, comparsi in almeno 3 pazienti, hanno compreso: edema periferico (n=8 vs. n=5), artralgia (n=5 vs. n=3), mal di schiena (n=4 vs. n=2), visione offuscata (n=4 vs. n=0), ipertensione (n=4 vs. n=3), asma (n=4 vs. n=1), congiuntivite (n=4 vs. n=0), costipazione (n=4 vs. n=1), infezione del tratto respiratorio superiore (n=3 vs. n=1), lesioni agli arti (n=3 vs. n=2) e insonnia (n=3 vs. n=2). Non si sono verificati EA che hanno portato a decesso nel gruppo dupilumab, mentre 2 EA hanno portato al decesso nel gruppo placebo.
A febbraio, la Food and Drug Administration (FDA) ha accettato di esaminare la richiesta di nuova indicazione per dupilumab nel trattamento del PB con priority review. La decisione della FDA è attesa per il 20 giugno 2025. Dupilumab ha precedentemente ottenuto dall’FDA la designazione di farmaco orfano per il PB, designazione che si applica ai farmaci in fase di sperimentazione destinati al trattamento di malattie rare che colpiscono meno di 200.000 persone negli Stati Uniti. Altre domande sono in corso di esame in tutto il mondo, inclusa l’UE.
La sicurezza e l’efficacia di dupilumab nel trattamento del PB sono attualmente in fase di studio clinico e non sono ancora state completamente valutate da nessuna autorità regolatoria.
Il pemfigoide bolloso (PB)
Il pemfigoide bolloso (PB) è una malattia cronica, debilitante e recidivante della cute, con sottesa infiammazione di tipo 2, che si manifesta tipicamente nella popolazione anziana. È caratterizzata da prurito intenso e vesciche, arrossamento della cute e lesioni dolorose. Le vesciche e le lesioni cutanea possono formarsi su gran parte del corpo e causare sanguinamento e formazione di croste, rendendo i pazienti più soggetti a infezioni e compromettendo la loro capacità di svolgere anche le più normali attività quotidiane. Circa 27.000 adulti negli Stati Uniti convivono con il PB non controllato con i corticosteroidi sistemici.
Lo studio registrativo su dupilumab nel PB
Lo studio ADEPT è uno studio randomizzato, di fase 2/3, in doppio cieco, controllato con placebo, che valuta l’efficacia e la sicurezza di dupilumab in 106 adulti con pemfigoide bolloso da moderato a grave per un periodo di trattamento complessivo di 52 settimane. Dopo la randomizzazione, i pazienti hanno ricevuto dupilumab o placebo ogni due settimane, in aggiunta al trattamento con gli OCS. Durante il trattamento, il tapering degli OCS è stato avviato dopo che i pazienti avevano ottenuto due settimane di controllo sostenuto dell’attività di malattia. Il tapering degli OCS può essere iniziato tra le quattro e le sei settimane dopo la randomizzazione ed è stato continuato fintanto che veniva mantenuto il controllo della malattia, con l’intento di completarlo entro 16 settimane. Dopo il tapering dell’OCS, i pazienti sono stati trattati solo con dupilumab o placebo per almeno 20 settimane, a meno che non fosse necessario una terapia di salvataggio.
L’endpoint primario ha valutato la percentuale di pazienti che hanno raggiunto una remissione sostenuta della malattia a 36 settimane. La remissione sostenuta della malattia è stata definita come remissione clinica completa con finalizzazione del tapering dell’OCS entro 16 settimane senza ricadute e senza l’utilizzo di una terapia di salvataggio durante il periodo di trattamento di 36 settimane. La recidiva è stata definita come la comparsa di ≥3 nuove lesioni al mese o ≥1 grande lesione o placca orticarioide (>10 cm di diametro) che non sono guarite entro una settimana. La terapia di salvataggio poteva includere il trattamento con corticosteroidi topici ad alta potenza, OCS (compreso l’aumento della dose di OCS durante il tapering o la ripresa degli OCS dopo il completamento del tapering), farmaci immunosoppressivi sistemici non steroidei o biologici immunomodulanti.
Alcuni endpoint secondari valutati a 36 settimane includevano:
Proporzione di pazienti che ottengono una riduzione ≥90% nel Bullous Pemphigoid Disease Area Index (scala: 0-360).
Proporzione di pazienti con una riduzione di ≥4 punti sulla Peak Pruritus Numerical Rating Scale (scala 0-10).
Dose totale cumulativa di OCS
Tempo al primo utilizzo di una terapia di salvataggio

