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Neri Marcorè al Teatro Comunale di Ferrara con “La Buona Novella”

neri marcorè

Dal 12 al 14 aprile, venerdì e sabato alle 20,30 e domenica alle 16, Neri Marcorè porta in scena al Teatro Comunale di Ferrara La Buona Novella

Dal 12 al 14 aprile, venerdì e sabato alle 20,30 e domenica alle 16, Neri Marcorè porta in scena al Teatro Comunale di Ferrara La Buona Novella.  Lo spettacolo, per la regia e drammaturgia di Giorgio Gallione, è pensato come una sorta di Sacra Rappresentazione contemporanea che alterna e intreccia le canzoni di Fabrizio de André con i brani narrativi tratti dai Vangeli apocrifi cui lo stesso autore si è ispirato: dal protovangelo di Giacomo al Vangelo dell’Infanzia Armeno a frammenti dello Pseudo-Matteo. Prosa e musica, perciò, sono montate in una partitura coerente al percorso tracciato dall’autore nel disco del 1970. I brani parlati, come in un racconto arcaico, sottolineano la forza evocativa e il valore delle canzoni originali, svelandone la fonte mitica e letteraria.

Di taglio esplicitamente teatrale, costruita quasi nella forma di un’Opera da camera, La Buona Novella è il primo concept-album dell’autore, con partitura e testo composti per dar voce a molti personaggi: Maria, Giuseppe, Tito il ladrone, il coro delle madri, un falegname, il popolo. Ed è proprio da questa base che prende le mosse la versione teatrale. “Compito di un artista credo sia quello di commentare gli avvenimenti del suo tempo usando però gli strumenti dell’arte: l’allegoria, la metafora, il paragone”. Questa dichiarazione di De André è emblematica di come l’autore si sia posto, in tempi di piena rivolta studentesca, nei confronti di un tema così delicato e dibattuto dal punto di vista politico e spirituale.

Con La Buona Novella De André lavora certo a un’umanizzazione dei personaggi, ma questa traduzione cantata dai temi degli Apocrifi è fatta con grande rispetto etico e religioso. La valenza “rivoluzionaria” della riscrittura sta più nella decisione di un laico di affrontare un tema così anomalo per quei tempi che nei contenuti o nel taglio ideologico. Solo a tratti nel racconto appare l’attualizzazione; più spesso le ricche e variegate suggestioni immaginifiche, fantastiche e simboliche degli Apocrifi sono ricondotte a una purezza quasi canonica, e talvolta traspare la sensazione che esista, anche per l’autore, la sconvolgente possibilità che in Gesù umanità e divinità abbiano convissuto. Traspare così un percorso parallelo nell’interpretazione di De André, da una parte una innata tendenza a mettere in discussione tutto ciò che appare codificato, dogmatico o tradizionale, dall’altro una sensibilità che gli fa preferire tra le molte versioni degli Apocrifi sempre la scelta più nobile, matura e ricca umanamente, alla ricerca di un racconto forse meno sacro, ma sempre profondamente morale.

La drammaturgia aggiunta, recitata in gran parte da Neri Marcorè racconta l’antefatto de L’infanzia di Maria, svelandone la nascita ‘miracolosa’, e riempie il vuoto che va dall’infanzia del Cristo alla Crocifissione. Così 30 anni di vita di Gesù sono sintetizzati in un lungo racconto che ci svela un Cristo bambino anche stizzoso, impulsivo, che si serve dei suoi poteri talvolta per esibizionismo, sia quando accusato resuscita, per poi fa tornar morto, un bimbo caduto da una terrazza per farlo testimoniare a sua discolpa, sia quando in un passo di grande qualità poetica, guida i suoi compagni di gioco in una visionaria cavalcata sui raggi del Sole.

Un’elaborazione drammaturgica, perciò, che in qualche modo completa il racconto di De André, trasformando La Buona Novella non solo in un concerto, ma in uno spettacolo originale, recitato, agito e cantato da una compagnia di attori, cantanti e musicisti che penseranno l’opera di De André come un ricchissimo patrimonio che può comunque ben resistere, come ogni capolavoro, anche all’assenza dell’impareggiabile interpretazione del suo creatore.

La Buona Novella

di Fabrizio De André

con Neri Marcorè

musiche Fabrizio De André, Gian Piero Reverberi, Corrado Castellari

drammaturgia e regia Giorgio Gallione

arrangiamenti e direzione musicale Paolo Silvestri con Rosanna Naddeo

voce e chitarra Giua

voce, chitarra e percussioni Barbara Casini

violino e voce Anais Drago

pianoforte Francesco Negri

voce e fisarmonica Alessandra Abbondanza

scene Marcello Chiarenza

costumi Francesca Marsella

luci Aldo Mantovani

produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Carcano, Fondazione Teatro della Toscana, Marche Teatro, Teatro Nazionale di Genova

ORARIO SPETTACOLI Venerdì 12 aprile e sabato 13 aprile alle 20,30; domenica 14 aprile alle 16 al Teatro Comunale Claudio Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà 5). Sabato 13 aprile alle 18 è previsto l’incontro con la compagnia, al Ridotto del Teatro, coordinato dal direttore artistico del Comunale, Marcello Corvino.

BIGLIETTI da 8 a 32 euro. La biglietteria in corso Martiri della Libertà 21 è aperta lunedì, martedì, mercoledì, venerdì e sabato (ore 10-13 e 16-19), giovedì mattina (ore 10-13) e domenica (ore 10-13 e 15-17), e nei giorni di programmazione fino all’inizio dello spettacolo. Per informazioni e vendite: biglietteria@teatrocomunaleferrara.it, 0532.202675. Biglietti acquistabili sia sul sito del Teatro sia su Vivaticket.

PROSSIMI APPUNTAMENTI DI PROSA Dal 26 al 28 aprile Claudio Bisio porta in scena La mia vita raccontata male. Dal 10 al 12 maggio Umberto Orsini presenta Le memorie di Ivan Karamazov.

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