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Estratto di foglie di olivo: un elisir per il nostro organismo

frantoi aperti

L’estratto di foglie di olivo è un rimedio antico, che si prende cura di tutto l’organismo contrastando lo stress ossidativo e prendendosi cura del cuore e del sistema immunitario

Le foglie di Olivo sono utilizzate da millenni come infuso e la loro azione è dimostrata da secoli di uso empirico e da studi scientifici.
Il fitocomplesso delle foglie di olivo contiene, fra le altre sostanze, oleuropeina, un polifenolo, che ha proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche e antivirali.

L’infuso delle foglie di olivo (Olea europaea L.) viene usato per diversi scopi terapeutici, grazie alle sue proprietà di pianta medicinale. Nell’800 ad esempio le foglie venivano tritate e usate per tisane che abbassavano la febbre, successivamente erano impiegate anche contro la malaria.

Nella medicina marocchina l’infuso era invece utilizzato per aiutare a stabilizzare la glicemia e a controllare il diabete.

Le foglie di olivo sono benefiche per il cuore in diversi modi: aiutano a regolare la PRESSIONE ARTERIOSA, sia sistolica che diastolica. Il merito è infatti dell’oleuropeina, che si è dimostrata utile per ridurre alcuni marker che favoriscono il rischio cardiovascolare, come appunto la pressione alta, ma anche la presenza di grassi eccessivi nel sangue.

Per valutarne gli effetti nei confronti della pressione alta sono stati condotti diversi studi: in uno di questi (1), il gruppo di persone trattate con l’estratto di olivo ha avuto miglioramenti dei valori pressori dopo 8 settimane proprio come il gruppo che era stato trattato con un farmaco antipertensivo.
L’efficacia è stata confermata anche in un secondo studio qualche anno dopo (2), dimostrando in che modo l’assunzione continuativa abbia contribuito a normalizzare i valori fra coloro che assumevano l’integratore rispetto al gruppo a cui era stato somministrato un placebo.

Allo stesso modo, aiuta anche a CONTRASTARE L’ATEROSCLEROSI, la condizione causata da accumulo di grasso sulle pareti delle arterie che provoca un conseguente restringimento del lume delle arterie e una maggiore difficoltà del sangue a circolare liberamente.

Uno dei fattori di rischio che maggiormente concorre a insorgenza di aterosclerosi è la presenza di colesterolo alto, soprattutto quello cattivo o LDL. Le foglie di olivo hanno dimostrato di avere benefici anche nei confronti di questo fattore, come evidenziato da uno studio condotto su 40 gemelli (3) con i valori della pressione alta.

L’oleuropeina e l’acido elenolico sono utili per tenere sotto controllo i livelli degli ZUCCHERI NEL SANGUE, contribuendo anche alla secrezione dell’insulina, migliorando la sensibilità delle cellule a tale sostanza.
I polifenoli presenti nelle foglie di olivo infatti svolgono un ruolo fondamentale nella gestione dello zucchero: secondo i dati i partecipanti di uno studio (4) hanno registrato anche valori di glicemia a digiuno e di emoglobina glicata più bassi, contribuendo a normalizzare quindi il metabolismo del glucosio.

Un recente studio (5) ha evidenziato anche che è utile anche per contrastare la formazione degli AGE, i prodotti finali di glicazione avanzata, che possono contribuire a sviluppare diabete e altre malattie croniche. L’accumulo di AGE è favorito dalla presenza di iperglicemia alta cronica e contribuisce, a sua volta, a creare ulteriori problemi di salute.

L’attività principale dei polifenoli è quella ANTIOSSIDANTE, cioè in grado di contrastare la proliferazione delle specie ossidanti, che comprendono anche i ben noti radicali liberi.
Sebbene si tratti di sostanze che in piccole quantità sono benefiche per l’organismo, la loro proliferazione può favorire un danno cellulare che viene sempre più collegato al rischio di sviluppare malattie croniche come quelle cardiovascolari e il cancro. Gli antiossidanti, le molecole in grado di contrastare l’azione degli ossidanti, aiutano a prevenire o minimizzare il danno ossidativo e, di conseguenza, a ridurre il rischio di malattie croniche degenerative (6), fra cui anche la sclerosi multipla, Parkinson e Alzheimer.

L’estratto di foglie d’olivo RINFORZA ANCHE IL SISTEMA IMMUNITARIO, aiutando a prevenire diverse malattie. Contrasta in particolar modo il virus dell’herpes, dell’influenza e del raffreddore (7).
Non ci sono rischi nell’utilizzare integratori o soluzioni a base di estratto di foglie d’ulivo. Tuttavia, se si stanno già assumendo farmaci specifici per problemi vascolari, è opportuno consultare il medico prima di assumere qualsiasi integratore, liquido o in compresse. L’utilizzo dell’estratto di foglie di ulivo, infine, è sconsigliato durante gravidanza e allattamento, poiché non esistono studi clinici che ne attestino la sicurezza.

BIBLIOGRAFIA:
1. Estratto di foglie di olivo (Olea europaea) efficace in pazienti con ipertensione di stadio 1: confronto con Captopril (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21036583/)
2. Impatto dell’estratto di foglie di olivo ricco di fenoli sulla pressione sanguigna, sui lipidi plasmatici e sui marcatori infiammatori: uno studio randomizzato e controllato (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26951205/)
3. L’integrazione alimentare con estratto di foglie di olivo (Olea europaea L.) riduce la pressione sanguigna nei gemelli monozigoti borderline ipertesi (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/18729245/)
4. Foglia di olivo (Olea europaea L. folium): potenziali effetti sulla glicemia e sulla lipidemia (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31901903/)
5. Gli estratti di foglie di olivo sono una fonte naturale di inibitori avanzati del prodotto finale della glicazione (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24044491/)
6. I polifenoli delle foglie di olivo attenuano il decorso clinico dell’encefalomielite autoimmune sperimentale e forniscono neuroprotezione riducendo lo stress ossidativo, regolando la microglia e la SIRT1 e preservando l’integrità della mielina (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32802267/)
7. L’effetto dell’estratto di foglie di olivo sulle malattie delle vie respiratorie superiori negli atleti delle scuole superiori: uno studio di controllo randomizzato (https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30744092/)

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