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Testata nuova metodologia per microgreens biofortificati

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I microgreens o micro-ortaggi sono piantine giovani e tenere di varie specie di ortaggi e piante spontanee: sperimentata nuova metodologia di coltivazione

I microgreens – o micro-ortaggi- sono piantine giovani e tenere di varie specie di ortaggi e piante spontanee, ottimali se raccolti dopo appena poche settimane dalla semina: rappresentano una nuova categoria di ortaggi che ha la caratteristica di garantire una raccolta precoce per sostenere così un sistema di coltivazione ristretto.

Sul tema è attivo l’Istituto di scienze delle produzioni alimentari del Cnr di Bari (Cnr-Ispa), che ha reso noti i risultati di uno sudio sperimentale condotto presso un’azienda partner (Ortogourmet) volto a testare una metodologia per far crescere microgreens biofortificati per esigenze nutrizionali specifiche, e verificarne l’applicabilità nel contesto di una serra aziendale. I risultati dello studio sono pubblicati sul Journal of the Science of Food and Agriculture.

Scopo della prima prova sperimentale è stato quello di produrre microgreens ad alto contenuto in iodio, elemento che svolge un ruolo cruciale per la corretta funzione tiroidea e la salute metabolica generale. La biofortificazione delle piante con iodio può essere un metodo efficace per controllare le carenze di questo elemento nel corpo umano. Durante la prima prova sperimentale, sono stati confrontati 3 livelli di iodio in soluzione nutritiva (0, 1,5 e 3 mg/L). Dai risultati è emerso che, sebbene in tutte le specie la concentrazione di iodio sia dose-dipendente, la bietola è la specie con il più alto contenuto di iodio. L’aggiunta di iodio in soluzione non sembra aver influito sulle performance agronomiche delle quattro specie studiate, con differenze attribuibili soltanto al genotipo.

Scopo della seconda prova sperimentale è stato, invece, quello di ottenere microgreens a ridotto contenuto di potassio, con il fine ultimo di fornire a soggetti affetti da insufficienza renale un prodotto alimentare alternativo, in grado di limitare l’assunzione di tale elemento. I livelli di potassio presenti in soluzione nutritiva a confronto sono stati: 120, 60 e 0 mg/L.  Dai risultati dello studio è emerso che solo in microgreens di pisello il contenuto di potassio non è influenzato dalla concentrazione di tale elemento in soluzione nutritiva. In tutte le altre specie, invece, la biofortificazione con 0 mg/L di potassio in soluzione nutritiva ha ridotto in media la concentrazione dell’elemento nei tessuti del 45%.  D’altra parte, riducendo la concentrazione di potassio nella soluzione nutritiva, si riduce la produzione di ravanello e pisello e la sostanza secca della bietola.

La ricerca è stata svolta nell’ambito del progetto SOILLESS.GO di cui è responsabile scientifico Francesco Di Serio (Cnr-Ispa) e del progetto NUTRAGE – Nutrizione. alimentazione & invecchiamento attivo, Task 2.1 Sviluppo di tecnologie innovative per l’arricchimento e biofortificazione delle produzioni primarie (Cnr project FOE-2021 DBA.AD005.22).

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito curato nell’ambito del progetto SOILLESS.GO “SOstenibilità ambientale, Innovazioni di processo e di prodotto per la competitività delle coltivazioni Senza Suolo in Puglia – Gruppo Operativo” finanziato nell’ambito del PSR Puglia 2014/2020 – Misura 16 – Cooperazione – Sottomisura 16.2 “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”.

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